addestramento ed educazione dei cuccioli e del cane adulto

domenica 3 maggio 2015

Occhio critico: Infinito edizioni: quando una piccola casa editric...

Occhio critico: Infinito edizioni: quando una piccola casa editric...: Nel momento in cui, oggi, abbiamo “chiuso” le copertine delle quattro novità editoriali di maggio della Infinito edizioni, un po’ casual...

sabato 14 febbraio 2015

Stupenda cucciolona di Pastore Tedesco Addestrata

Questa magnifica cucciolona di Pastore Tedesco Grigione di un anno sta cercando una nuova famiglia


è molto dolce e ubbidiente


vivace e coccolona




ideale sia per famiglia, guardia, lavoro o riproduzione
se sei interessato CONTATTAMI via email - ezio@addestramento-del-cane.com 

martedì 6 maggio 2014

Come diventare educatore cinofilo

Qualche anno fa per alcuni rappresentava solo un sogno: poter diventare dei professionisti cinofili, alzarsi ogni mattino e fare questo di lavoro. Nessuna scuola di formazione in Italia, poca cultura cinofila e scarso appoggio da parte di parenti e amici. Zaino sulle spalle pochi temerari avventurieri partirono recandosi negli angoli più remoti per cercare di carpire preziosi segreti e nozioni basilare per realizzare i loro progetti.
            Durissimo lavoro, giornate (e anche piu’) passate sul campo con il bello, cattivo e cattivissimo tempo fino al tanto agognato riconoscimento: “hai ancora tanto da imparare…ma sei pronto.”
            Poi il boom. La consapevolezza è arrivata anche da noi. La sensazione che questo stupendo animale potesse arricchire la nostra vita e completarci e da qui la richiesta di saperne sempre di più attraverso riviste, libri, tv e esperti.
            Ma come diventare un vero professionista, realmente capace di sentirsi a proprio agio in qualsiasi situazione? Quale scuola scegliere e che percorso ci garantisce un serio risultato?
            Il primo requisito di un educatore cinofilo è la pratica. Bisogna essere manualmente in grado di lavorare con i cani. Eviterei quindi i corsi che prevedono molte ore in aula o gli scandalosi corsi on line.
            Quando vi presenterete al vostro primo cliente sarà molto gradevole sentirvi parlare e raccontare cosa bisognerebbe fare e com’è meglio procedere ma a fine lezione il nostro proprietario smarrito sarà più confuso di prima se non avrà visto e toccato con mano la possibilità di risolvere i propri dubbi.
            Studiare e imparare può essere appassionante ma, a mio avviso, la pratica precedente renderà questa esperienza molto più proficua.
            Preferire quindi corsi che, dalla prima lezione, vi impegnano sul campo e vi danno la possibilità di esercitarvi con cani per migliorare la vostra sensibilità rimandando lo studio alla fine, quando sapete già cosa fare.
            Tempi: di norma è necessario almeno un anno di esperienza per poter essere in grado esercitare come educatore cinofilo  diffidate quindi dei “corsi lampo”.
            Spesa: un buon corso può costare dai 3.000 ai 5.000 euro ma se siete bravi, pieni di passione e con tanta voglia di lavorare un buon maestro dovrebbe proporvi immediatamente delle agevolazioni.
            Impegno: di norma vengono organizzati un paio di incontri mensili ognuno di due giorni durante i quali si lavora 8 ore al giorno con cani di diverso livello. Ci sono dei testi da studiare tra una sessione e l’altra come pure è importante organizzare ulteriore pratica. (il tutto per circa un anno)
            Requisiti: pur essendo l’amore per gli animali condizione indispensabile per diventare educatore cinofilo non è sufficiente per affrontare un percorso serio. E’ importante avere un  alto senso di missione, voglia di lavorare ed entusiasmo in ogni situazione; dedizione, sensibilità e concentrazione completano le qualità necessarie.
            Lavoro: una buona scuola è fiera del proprio allievo ed ha sempre piacere a supportarlo in modo che possa cominciare la sua professione in Italia o all’estero. Di norma si comincia con l’apertura di una partita IVA come libero professionista e in tre giorni dal diploma si può iniziare.
            Specializzazione: durante il corso è importante avere le prime nozioni in modo da scoprire i diversi mondi e capire se e quando scegliere una specializzazione:
1.      Personal Trainer.
2.      Consulente comportamentale.
3.      Handler professionista.
4.      Coach di attività sportive.
5.      Addestratore di cani da Guardia e Difesa.
6.      Preparatore cani da ricerca.
7.      Responsabile gestione allevamento.
8.      Preparatore cani da spettacolo.
9.      E tanto altro.
            Qualifiche: ogni scuola utilizza differenti qualifiche. La Natural Pet Trainer Association, a cui aderiscono istruttori di diverse nazioni europee americane utilizza questi “gradi”:
1.      Educatore cinofilo di base.
2.      Educatore cinofilo avanzato.
3.      Istruttore cinofilo
4.      Istruttore cinofilo specializzato in
5.      Istruttore Master.
            La prima qualifica si ottiene dopo un corso completo, le successive vengono attribuite dopo un tot di cani con cui si è lavorato .

            Per saperne di più


Conosci il tuo bassotto




Il bassotto più che una razza è un vero e proprio mondo, lo dimostra anche il fatto che la FCI (Federazione Cinologica Internazionale) gli abbia dedicato un intero Gruppo (Gruppo IV) nel quale sono comprese appunto tutte le varie tipologie (taglia e pelo). Questo ci deve far capire che non abbiamo a che fare con un cane qualunque ma con un essere davvero speciale, ricco di risorse e con molte esigenze specifiche. La taglia, come spesso accade, non ci deve trarre in inganno, siamo infatti davanti ad un vero e proprio cane con un carattere molto forte e deciso e che saprà darci amore incondizionato a patto che noi riusciamo a rispettare la sua indole.
                Pur apprezzando fortemente la comoda vita in appartamento il nostro bassotto è un cane, adora quindi esplorare, giocare e correre. Ed è proprio dall’attività fisica e mentale regolare che dobbiamo cominciare il nostro percorso per avere un compagno sano ed equilibrato. Data la sua grande intelligenza è importante variare spesso il lavoro, in modo che non si annoi e che abbia sempre qualcosa di stimolante da fare. Il mio consiglio è di alternare le attività sapientemente (ma anche in base alla disponibilità di tempo, alle occasioni e alla stagione).
1.       ATTIVITA’ GIORNALIERE
a.       Attività fisica e sociale: comprende i momenti di gioco con gli altri cani. Nella pratica è il momento della giornata in cui il cane dovrebbe essere lasciato libero di giocare con i suoi simili (area cani).
b.      Attività in casa: la sera dedichiamo 5 minuti al cane facendo, al momento del pasto, degli esercizi con il clicker.
c.       Relax: insegniamo al cane che ci sono dei momenti durante i quali è richiesta la sua disattivazione.
d.      Attivazione mentale: il pasto diventa un momento di impegno e lavoro grazie all’utilizzo di giochi che aumentano il tempo di assunzione del pasto.
2.       ATTIVITA’ SETTIMANALI
a.       Educazione di base: all’aperto, due volte alla settimana, apprendimento di esercizi di educazione di base.
b.      Agility/Obedience: una sessione settimanale di attività ludico/sportiva all’aperto.
c.       Attività fisica:  corsa (farà bene anche a voi) o tapis roulant (con un programma di introduzione al tapis roulant) una o due volte alla settimana.
3.       ATTIVITA’ MENSILI
a.       Attivazione olfattiva: due volte al mese, il cane dovrebbe avere la possibilità di utilizzare il suo senso più sviluppato in maniera impegnativa (per esempio ricerca oggetti, piste o ricerca).
b.      Attivazione sensoriale: una o due volte al mese il cane dovrebbe esplorare dei posti completamente nuovi e molto ricchi di stimoli (passeggiata in campagna, centro città, mercato, ecc.)





11       Quante taglie ci sono nel bassotto?
a.       2
b.      3
c.       4
d.      5
22      Come definiresti il carattere del bassotto.
a.       Aggressivo
b.      Diffidente
c.       Indipendente
d.      Intraprendente
33       Se sgridate un bassotto come sarà la sua reazione?
a.       Indifferente
b.      Aggressiva
c.       Impercettibile
d.      Emotiva
44       Fisicamente come definireste il bassotto?
a.       Forte
b.      Nerboruto
c.       Fragile
d.      Normale            
55       Lasciando un bassotto libero in campagna quale sarà il suo comportamento?
a.       Piangerà tutto il tempo              
b.      Sarà molto interessato agli odori
c.       Correrà dietro ad una lepre
d.      Vi starà sempre appiccicato
66       Qual è il paese di origine del bassotto?
a.       Francia
b.      Italia
c.       Germania
d.      Olanda
77       Quali di questi tipi di pelo non è previsto nel bassotto?
a.       Corto
b.      Duro
c.       Lungo
d.      Riccio   
88       Qual è il peso massimo ideale per un bassotto (standard)?
a.       7kg
b.      9kg
c.       12kg
d.      15kg
99       Nei giochi è:
a.       Entusiasta
b.      Pestifero
c.       Indifferente
d.      Interessato      
110.   Quale di questi atteggiamenti dovremmo evitare con un bassotto?
a.       Incoerenza
b.      Collaborazione
c.       Fermezza
d.      Chiarezza          
111.   Quale di queste caratteristiche NON  dovrebbe avere un bassotto?
a.       Autonomia
b.      Vigilanza
c.       Pigrizia
d.      Predatorietà    
112.   Quali di queste taglie non è prevista nei bassotti?
a.       Standard
b.      Nana
c.       Kaninchen
d.      Media 
113.   Le orecchie del bassotto  possono essere:
a.       Pendenti o erette
b.      Solo pendenti
c.       Tagliate
d.      In tutti i modi   
114.   Se un bassotto non mangia le sue crocchette quale deve essere il nostro comportamento?
a.       Dopo venti minuti portiamo via la ciotola.
b.      Le lasciamo lì finché non mangia
c.       Aggiungiamo della carne
d.      Facciamo finta di mangiarla noi               
115.   Se il nostro bassotto si mostra molto insofferente in casa, abbaia, gioca in maniera troppo irruenta e fa qualche danno:
a.       Vuol dire che è psicopatico.
b.      Ha bisogno di più coccole e attenzioni.
c.       Dobbiamo chiuderlo nello sgabuzzino.
d.      E’ necessario che faccia più attività fisica.


RISPOSTE:
1.       B
2.       D
3.       D
4.       A
5.       C
6.       C
7.       D
8.       B
9.       B
10.   A
11.   C
12.   D
13.   B
14.   A
15.   D


lunedì 14 aprile 2014

Vuoi sapere come addestrare un cane da tartufo?

dal Blog amico www.tartufiarezzo.it le indicazioni su come addestrare un cane da tartufo




Comandi fondamentali

Si tratta di quei comandi che ogni cane dovrebbe conoscere, hanno lo scopo di affermarsi come capo-branco, per dare un’educazione al cane e per renderlo sempre disponibile ad imparare nuovi esercizi. Si inizia  sempre dal "seduto", successivamente si passa al "terra" seguito dal "vieni" per poi passare a esercizi più complessi come il resta, il riporto, il destra  e sinistra, il su e giù ,

Questi sono comandi base, insegnati questi il cane è pronto per apprendere tutto ciò che desideriamo.
I comandi per la cerca dei tartufi

Sono quei comandi che servono a far trovare i tartufi al cane, dapprima in simulato,successivamente in tartufaia naturale. 

Lauro:
"Iniziamo con insegnare il vai e il cerca, una volta trovato il tartufo nascosto da noi, insegnamo il fermo e il riporto del tartufo seguito dal lascia e dal resta. 
Al termine dell’addestramento in simulato il cane deve comportarsi cosi: dopo aver nascosto un tartufo si libera il cane, lo facciamo scaricare un po’, lo chiamiamo a noi e lo facciamo sedere. 

Gli diamo l’ordine vai seguito dal cerca, una volta trovato il tartufo possiamo agire in due modi: diamo l’ordine porta, il cane prende il tartufo e lo riporta, diamo l’ordine lascia, il seduto e il fermo seguito da resta. 
  
Dopo aver fatto ripetere tutti gli esercizi per qualche giorno, il cane è pronto per passare alla ricerca in tartufaia naturale. 



Dobbiamo portarlo dove sicuramente ci sono i tartufi e iniziare l’addestramento dal vero. Il cane può associare subito il da farsi o essere un po’ confuso, in tal caso l’esperienza insegna come comportasi per far capire al nostro amico cosa deve fare, una volta trovato il primo tartufo, non resta che continuare il gioco.
Se vuoi addestrare il tuo cane da tartufo o affinare la vostra tecnica, non esitare a scrivere o a chiamare Lauro, valuterà il livello di conoscenze tuo cane, e potrà impostare un piano personalizzato che miri a far diventare il tuo amico un vero cane da tartufi.

visita il sito :www.tartufiarezzo.it

sabato 1 marzo 2014

Una bella giornata


Ci sarà sicuramente capitato di notare che il nostro amico a quattro zampe ha dei comportamenti molto diversi a seconda della situazione e dell’ambiente in cui si trova. Ed è proprio da questo concetto che bisognerebbe partire nella pianificazione dell’educazione e dell’addestramento del cane. Per insegnare nella maniera corretta e riuscire ad interpretare le reazioni del nostro amico è fondamentale essere sicuri che tutti (sia noi che il cane) abbiano le condizioni ideali per procedere speditamente.
            Nella maggior parte dei casi invece gli elementi che caratterizzano le nostre giornate sono fretta e confusione con il conseguente insuccesso di ogni attività che richieda un minimo di concentrazione.

            Probabilmente se il nostro amico potesse parlare ci suggerirebbe cosa fare indicandoci il modo migliore per stare assieme. Ma perché non prendersi una mezza giornata e dedicarsi interamente al nostro cane? Possiamo iniziare cercando un posto a nostra misura che sappia predisporci alla pazienza, la gioia e la calma. La natura, quella vera, è a volte molto più alla portata di quanto crediamo. Spesso ad un’ora da casa nostra non è difficile reperire un posto che sia realmente incontaminato: montagna, campagna, mare, fiume, lago, bosco o quant’altro vi ispiri e che vi permetta un salubre distacco. Sarete solo voi e il vostro fedele amico.
           
            Già dopo una mezz’ora di passeggiata inizierete a notare i primi cambiamenti nel vostro cane: tira meno al guinzaglio o, se lasciato libero, inizia a starvi più vicino e tenervi d’occhio. Ed è in questo momento che si può approfittare per lavorare un po’ assieme introducendo degli esercizi di obbedienza.
            Se non vi fidate a lasciarlo completamente libero potete utilizzare una “lunghina”, una corda di una decina di metri provvista di moschettone (potete trovarne in commercio a farvela da soli) che utilizzerete al posto del guinzaglio. Appena notate che il cane è un po’ più rilassato provate a non tenerla più con le mani ma lasciate che il vostro amico se la trascini mentre passeggiate. In questo modo avrete una maggiore sicurezza di recuperare più facilmente il cane nel caso tendesse ad allontanarsi eccessivamente lasciandogli al tempo stesso la libertà di cui ha bisogno.


Il primo esercizio/gioco che potete fare assieme è quello del nascondino: quando il cane è distratto mettetevi dietro un albero o, se non ce n’è nelle vicinanze, sdraiatevi per terra. Attirate l’attenzione del vostro amico con un suono breve (ripetete in maniera più intensa se lo vedete titubante) e poi aspettate che vi venga a cercare. Appena vi raggiunge fategli tantissime feste e cercate di trasmettergli tanto entusiasmo. Dopo qualche secondo premiatelo con un bocconcino o un gioco.

per saperne di più

            Nel caso utilizziate una pallina potrete sfruttare il momento per passare al secondo gioco: dopo aver lanciato la pallina giratevi di spalle e tirate fuori dalla tasca un’altra pallina (identica alla prima). Non invitatelo a venire verso di voi, limitatevi a far rimbalzare la pallina o a lanciarla in aria come se foste voi a giocarci. Se il cane, incuriosito, viene verso di voi aumentate l’intensità del gioco ma sempre con la palese intenzione di volerlo escludere dal quel fantastico passatempo. Nell’esatto istante in cui lascia andare la sua pallina lanciate la vostra, raccogliete la sua e ripetete la sequenza ancora un paio di volte.

            Infine, fingendo un lancio, vi ritroverete in possesso di tutte e due le palline (la vostra in mano e quella abbandonata dal vostro povero amico che ci metterà qualche secondo prima di capire che è stato imbrogliato). Dopo averlo richiamato mostrategli il gioco (tenendolo ben in alto sopra la vostra testa) e chiedetegli di sedersi di fronte a voi. Appena si siede date il comando “resta” (o altro che utilizzate), fate un passo indietro e lanciate la pallina alle spalle del cane. Questo è il terzo esercizio che avrà come scopo quello di incrementare la distanza (più passi indietro prima di lanciare) e il tempo di attesa del cane prima del lancio. Non esagerate ma cercate di aumentare gradualmente la difficoltà man mano che il cane riesce ad eseguire.

Nel caso il riporto delle palline rappresentasse una grossa difficoltà....


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A questo punto mettiamo via i giochi e lasciamolo annusare e curiosare in giro. Dopo una ventina di minuti trovate un posto comodo per sedervi e prendete dallo zaino qualche bocconcino per lui e uno spuntino anche per voi. Provate a farlo sdraiare (terra) di fronte a voi e cominciate il quarto esercizio che consiste nell’insegnare al cane a partecipare al vostro pasto rimanendo nella posizione “terra” e ricevendo, quando ci riesce, un premio in cibo (potete portare la sua razione di crocchette). Per alcuni cani può essere davvero difficoltoso eseguire il tutto mentre mangiate, in questo caso potete provare una versione più facile e rifocillarvi in un altro momento!

            Se avete tempo potete approfittare per riposarvi un po’ dopodiché sarete pronti per il quinto e ultimo esercizio che farete mentre rientrate: rimettete il cane al guinzaglio e cominciate a chiedergli di non tirare, comando “piano”. Per fargli ben capire il concetto è molto importante che il guinzaglio non sia MAI in tensione (usate comunque sempre un guinzaglio di almeno 1 metro e mezzo). Appena inizia a tirare bloccatevi immediatamente e fate un passo indietro. Quando il nostro allievo si calma riprendete a camminare e così via per una ventina di minuti. Se dovesse succedere che, oltre a tenere il vostro passo, il cane inizia a camminarvi accanto lodatelo tantissimo e poi (aspettate sempre un paio di secondi) prendete dalla tasca un bocconcino e premiatelo.

            Dopo una simile scampagnata non vi resta che godervi una fantastica serata assieme, davanti alla tv, rilassati e con la maggiore consapevolezza di avere un rapporto davvero speciale. 

Per saperne di più

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