addestramento ed educazione dei cuccioli e del cane adulto

venerdì 25 dicembre 2009

Consigli per iniziare il Clickertraining


Nel libro di Karen Pryor (che è l'etologa che ha maggiormente diffuso il sistema di addestramento basato sul rinforzo condizionato) "Clicker Training for Dogs",  c'è un cartoncino pieghevole con alcuni consigli per l'uso di questo straordinario oggetto che vi sembrerà "magico".

Addestrate con il Clicker... il vostro animale vi amerà per questo!

Come usare un Clicker

  1. Premere e rilasciare la lamella del clicker che emetterà un "click" con due tonalità.   Poi premiare.   Tenere con se dei premi piccoli e appetitosi.
  2. Cliccare   DURANTE   il comportamento desiderato, non dopo che è stato completato. Il tempismo del click è cruciale. Dare il premio dopo il click; il tempismo del premio non è importante.
  3. Clicca quando il tuo cane o altro animale fa qualcosa che gradisci. Comincia con qualcosa di di semplice che probabilmente il cane farebbe per conto suo. (idee: seduto; venire verso di te; toccare la tua mano con il naso; sollevare una zampa; toccare e seguire un oggetto come una penna o un cucchiaio.)
  4. Fissa i comportamenti indesiderati cliccando i buoni comportamenti. Clicca il cucciolo perchè si trova nel posto appropriato. Clicca se le zampe rimangono a terra anziché su chi arriva a fare visita. Invece di sgridare se abbaia, clicca se sta in silenzio.
  5. Mantieni un andamento crescente nei tuoi obiettivi. Non appena ottieni un buon risultato, comincia a chiedere qualcosa di più. Aspetta finché il cane rimane giù un po' più a lungo, viene da un po' più lontano, si siede un po' più velocemente. Poi clicca.
  6. Quando il tuo animale comincia a esibire il comportamento spontaneamente, cercando di farti cliccare, puoi cominciare ad offrire un segnale, come una parola o una indicazione con la mano. Inizia a cliccare per quel comportamento se viene esibito durante o dopo il segnale. Inizia ad ignorare il comportamento se il segnale non è stato dato.
  7. Non impartire ordini all'animale; il click training non è basato sul comando. Se l'animale non risponde ad un segnale non sta disobbedendo; semplicemente non ha imparato completamente il segnale. Prova a lavorare in un luogo più tranquillo. Se hai più di un animale, tienili separati mentre lavori con il clicker.
  8.           Se non stai ottenendo progressi con un particolare comportamento, probabilmente stai cliccando troppo tardi.  Essere accurati nel tempismo è importante.
Ho iniziato dopo qualche giorno che la cucciola era a casa con me (aveva 60 giorni), il primo esercizio è stato quello di farle capire che quando pronunciavo il suo nome volevo la sua attenzione.

Per cui dapprima ho cominciato a cliccare quando mi guardava negli occhi per poi passare a pronunciare il suo nome e cliccare se dopo questo segnale mi guardava negli occhi.

Ho fatto anche un piccolo filmato con la mia macchina fotografica ma non lo pubblico perché l'audio non è perfettamente sincronizzato con le immagini e, siccome è la cosa fondamentale, prima di pubblicare dei video su questo argomento mi devo procurare una videocamera più affidabile.

Vi propongo comunque questo video su You Tube dove viene insegnato ad un cucciolo di Border Collie di 11 settimane a distendersi "a terra".




lunedì 14 dicembre 2009

passeggiata

Ieri mattina, nonostante la giornata fosse un po' "cruda" e nevischiasse un po', sono uscito per una bella passeggiata con la cucciola.

Lo scopo, oltre a stare un po' all'aria aperta e fare del movimento, era di fare un po di allenamento con la condotta al guinzaglio e, senza guinzaglio, addestramento al richiamo con il clicker.

Paseggiare in mezzo alla natura con il cane libero è sempre stato per me una attività estremamente piacevole e rilassante, indipendentemente dalle condizioni climatiche.

 

Come al solito la cucciola mi ha dato grandi soddisfazioni dimostrando le sue doti di tranquillità, obbedienza ed attenzione.

Adesso al guinzaglio ogni tanto tende a tirare un po'.... si fa per dire perché il guinzaglio lo tengo sempre con due dita, .. la lascio fare e cerco di fermarmi il più possibile quando si ferma ad annusare.

La passeggiata deve essere un piacere anche per lei.

Anche il richiamo in campo aperto comincia a essere abbastanza preciso.

Solo una volta, probabilmente a causa del fatto che ci eravamo allontanati troppo l'uno dall'altra, più la chiamavo e più si allontanava,.... probabilmente aveva perso un pò l'orientamento.

D'altra parte è una cucciola di tre mesi e mezzo, non si può pretendere troppo...

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domenica 13 dicembre 2009

un altro modo per riscaldare il box



Oggi è stata una giornata particolarmente fredda.

Daphne è una fox terrier di 15 anni, da tempo non dorme più in casa perché é incontinente ed è anche insofferente a stare chiusa,......   preferisce stare fuori in giardino.

Ha le zampe posteriori semiparalizzate e, nonostante abbia parecchio pelo, anche lei soffre molto il freddo ed ho dovuto provvedere a riscaldare anche il suo box.

Mi sono ricordato della lampada ad infrarossi che usavo per tenere al caldo le sue cucciolate.

Questo genere di lampade si può trovare nei negozi per animali e servono per riscaldare le teche dei rettili o, appunto, le cucciolate.

Quella che ho io è molto potente (250 Watt) per cui bisogna tenerla ad una certa altezza così non c'è pericolo che la cagnetta la tocchi o la danneggi in qualche modo.

All'ingresso del box la solita "gattaiola" ed anche Daphne potrà passare l'inverno al caldo.

martedì 8 dicembre 2009

delfini fischietto e clicker

. . . . . .

Stasera mi sono divertito troppo assieme ad Agnes con il clicker... incredibile

prima di raccontare questi momenti di - addestramento/divertimento/comunicazione efficace - voglio finire la descrizione della teoria ..... di come è nata questa cosa con i delfini...........

Supponiamo che il delfino senta il fischietto (e dopo arriva il pesce) mentre sta saltando fuori dall'acqua.

Ben presto comincerà a saltare ogni volta che l'addestratore si fa vedere.

Poi scoprirà che il salto fa attivare e il fischietto (e il pesce) solo se viene fatto quando l'addestratore alza il braccio.

In breve tempo con una serie di prove ed errori, il delfino capisce quel'è il comportamento da abbinare ad un determinato gesto per poter far attivare il fischietto e quindi il pesce.



Il fischietto non serve per attivare il comportamento.

Il fischietto serve per dire al delfino, durante o alla fine del comportamento, che all'allenatore piace quel comportamento e per questo il delfino si merita un bel pesce.

Il suono del fischietto è diventato un "rinforzo condizionato".

Per usare il linguaggio degli psicologi, il cibo, le carezze o qualsiasi altro piacere è un "rinforzo incondizionato" ossia qualcosa che chiunque vorrebbe indipendentemente dall'addestramento.

Il fischietto, un "rinforzo condizionato" è qualcosa che il delfino impara a volere.

Perché il rinforzo condizionato è così cruciale?

Non sarebbe sufficiente premiare il delfino con il pesce ogni volta che esibisce il comportamento desiderato?

Il fatto è che con il fischietto l'allenatore può marcare esattamente il comportamento che desidera nel preciso istante in cui l'animale lo sta esibendo.

Il delfino ha modo di capire perfettamente quando, anche per caso, ha fatto la cosa giusta e in questo modo vengono ridotte ad un numero esiguo le prove e gli errori necessari per arrivare al comportamento desiderato con grande soddisfazione e divertimento sia dell'animale che dell'istruttore.

Inoltre, con un suono ben riconoscibile e sempre uguale, è possibile marcare il comportamento anche quando si verifica lontano dall'addestratore e quando l'animale non è rivolto al suo allenatore.

Con i nostri cani possiamo fare la stessa cosa.

l'importante è avere uno strumento che emetta un suono ben riconoscibile e sempre uguale da poter "legare" al concetto di "comportemento corretto = premio".

Si può usare qualsiasi cosa, .. Pavlov usava una campanella,

Con i cani è molto comodo ed efficace usare il clicker.

Il clicker è una scatoletta di plastica con una lamella di acciaio che quando viene premuta fa "click-clack"...

Vi posso assicurare che è come una bacchetta magica.

Si riesce a stabilire con il cane una linea di comunicazione potentissima ed indescrivibile.

E.... soprattutto fa divertire da matti sia l'addestratore che il cane.

Vi immaginate come sarebbe se i nostri figli a scuola potessero imparare giocando?

O se NOI avessimo potuto imparare in questo modo? . . . . . .

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lunedì 7 dicembre 2009

clickertraining


Cosa c'entrano i delfini con l'addestramento del cane....

Vi è mai capitato di vedere dei delfini all'opera in qualche "Delfinario" oppure in televisione?

Avete notato come esibiscano dei comportamenti perfetti? Come interagiscono con gli essseri umani e con gli altri delfini in maniera ineccepibile?

Il pubblico resta estasiato da come rispondano perfettamente ai comandi degli addestratori e sembra addirittura che capiscano e che rispondano meravigliosamente al linguaggio umano.

Inoltre danno l'impressione di essere delle creature sorprendentemente intelligenti.

In realtà, i delfini non sono dei "geni" e non lo sono nemmeno i loro addestratori.

La precisione nell'eseguire gli esercizi che gli vengono richiesti ed il divertimento che provano nel portarli a termine sono dovute interamente ai principi che gli addestratori usano nei loro allenamenti.

Le stesse tecniche possono essere usate con i cani.

La cosa principale da sapere sull'addestramento dei delfini è che si sta lavorando con animali che non possono essere puniti.

Indipendentemente da quanto ti possano prendere in giro (anche di proposito) non puoi "fargliela pagare".

Non puoi usare un guinzaglio o una frusta perché nuotano nell'acqua, non puoi fargli soffrire la fame perché senza pesce fresco morirebbero disidratati in poco tempo, non puoi neanche urlare con loro ... perché non gli fa nessun effetto.

L'unico modo per ottenere qualcosa dai delfini è attraverso il "rinforzo positivo".

I metodi tradizionali di addestramento del cane erano basati sia su premi per comportamenti corretti, che su punizioni e/o violenza per comportamenti sbagliati.

Inevitabilmente questo metodo di addestramento, o se vogliamo questo modello di comunicazione, genera spesso nell'animale confusione, frustrazione e paura e a volte anche dolore fisico.

Alcuni cani riescono a tollerare abbastanza bene questo tipo di esperienza, ma i delfini, essendo animali selvatici, no.

Il segnale magico è il "rinforzo condizionato".

Guardando i delfini esibire i loro esercizi perfetti e poi accorrere a bordo piscina per prendersi il loro premio in pesci da mangiare, viene da pensare che rinforzo positivo significhi pesce.

Sbagliato.

L'elemento essenziale per ottenere un comportamento dal delfino non è il premio in cibo.

Il delfino non sta lavorando per il cibo, sta lavorando per il fischietto.

Il primo passo nell'addestramento è far capire al delfino che ogni volta che sente il fischietto sta arrivando del pesce.

Ricordate i cani di Pavlov di cui ho parlato qualche giorno fa?

Una volta che il delfino ha capito che suono del fischietto vuol dire pesce in arrivo, l'addestratore può usare il fischio per "marcare" un comportamento desiderato, e poi, gradatamente, dare forma a qualcosa di più complesso come rispondere in un certo modo ad un segnale.

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mercoledì 2 dicembre 2009

passeggiata al guinzaglio = grandissima soddisfazione


Volevo continuare con il discorso dei riflessi condizionati, ma ne parlerò un'altra volta, perché stasera sono rimasto troppo soddisfatto dalla prima vera e propria "passeggiata al guinzaglio".

Nonostante tutte le teorie e tutta l'esperienza, ogni soggetto è sempre diverso e c'è sempre un po' di titubanza.... dopotutto l'ultimo cucciolo l'ho avuto 14 anni fa, era una fox terrier (razza particolarmente difficile) e comunque aveva sempre l'esempio di altri cani già addestrati.

Con Agnes ero uscito ieri per una mezzoretta lungo il greto del piave mentre mia figlia era in piscina, l'avevo lasciata libera senza guinzaglio ed era rimasta sempre più o meno vicino.

Quando stavamo per avvicinarci nuovamente alla macchina le ho messo il guinzaglio per cercare di farle capire la differenza fra lo stare legata a me ed essere libera.....

il primo impatto è stato leggermente traumatico perché scattava in avanti ma si sentiva subito bloccata dal guinzaglio .. e non capiva quello che stava succedendo.

Comunque niente di grave,... dopo un po' si è rilassata, siamo arrivati alla macchina e... tutto bene.

Il mercoledì è una delle tre giornate della settimana in cui resta chiusa in box dalla mattina alle sei e mezza alla sera alle diciotto e trenta.

Stasera era un pò insofferente, guaiva e abbaiava un pò.

Le ho dato da mangiare e sono andato a mangiare anch'io lasciandola sempre in box.

Dopodiché siccome volevo farla "sgasare" e rilassare un po' ho deciso di uscire per la prima vera e propria passeggiata in paese con il guinzaglio.

Incredibile!

Mi sembrava di essere con un cane adulto.

Allinizio mi stava al piede come se fosse stata addestrata a farlo, .... ogni tanto si fermava, io aspettavo pazientemente per un po', ... poi le facevo un piccolo cenno con il guinzaglio e lei riprendeva a seguirmi.

E' una cagnetta eccezionale.

verso la fine della passeggiata (20 minuti circa) ha cominciato a fare qualche "affondo" come il giorno prima ma... come per voler saggiare quale era il limite.

E' stato veramente bello, comunicare con Agnes è veramente molto facile.

Io uso i guinzagli a semi-strangolo che ci sono nella foto che mi sono costruito da solo.

Quello rosso ormai è piccolo per lei ed è quello di Daphne, la fox terrier ,.. . stasera ho usato quello marrone fatto con la fettuccina di una persiana, .... avrà 20 anni, per lei è un pò grande ma non ho alcun bisogno che stringa e non ho alcun timore che se lo sfili.

I puristi dell'addestramento "dolce" usano la pettorina ma non è un ausilio che fa per me.

Se chi legge questo post è una persona che non ha mai avuto cani o ha problemi con la condotta al guinzaglio solo un consiglio: tenere sempre il guinzaglio nella mano sinistra, e di conseguenza anche il cane sulla sinistra (ricordo che per il codice della strada i pedoni devono procedere sul lato sinistro della carreggiata).

Agnes lo ha capito subito. Deve stare da quella parte.

Vedo spesso dei cani adulti anche di grandi taglie che girano intorno ai padroni con questi che si passano il guinzaglio da una mano all'altra per poi finire insalsicciati da da soli.

Non esiste.

Se il cane impara subito a stare al suo posto non c'è alcun problema né alcuna costrizione.
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lunedì 30 novembre 2009

cominciamo a parlare del clickertraining



Stasera ho fatto con Agnes un po’ di allenamento con il clicker, per il cane è un gioco, ... ossia "impara" giocando.

Per spiegare come funziona è indispensabile cominciare da come è stato scoperto il funzionamento dei “riflessi condizionati" da Ivan Pavlov.





Personalmente ho cominciato ad interessarmi a questo aspetto del comportamento animale con lo studio della Programmazione Neuro Linguistica, poiché queste tecniche funzionano esattamente allo stesso modo anche se applicate agli esseri umani.

Da Wikipedia:..

"Ivan Petrovič Pavlov (Rjazan, 14 settembre 1849 – Leningrado, 27 febbraio 1936) è stato un fisiologo, medico ed etologo russo il cui nome è legato alla scoperta del riflesso condizionato, da lui annunciata nel 1903.

Dopo aver abbandonato il seminario ecclesiastico di Rjazan, studiò scienze naturali alla Università di San Pietroburgo, dove ottenne il dottorato nel 1879.

Negli anni '90 Pavlov svolse ricerche sulla digestione, sulla quale diede contributi così importanti da meritarsi il premio Nobel per la Medicina e la Fisiologia del 1904.

In particolare, Pavlov stava studiando le secrezioni della ghiandola salivare dei cani quando notò che esse iniziavano prima del contatto con il cibo.

Abbandonò quindi l'interesse per la chimica della saliva per un nuovo approccio, cui dedicò una lunga serie di esperimenti sugli stimoli precedenti la comparsa del cibo.

Uno dei cani di Pavlov, esposto imbalsamato al museo Pavlov di Rjazan:



È noto il suo classico esperimento: associando per un certo numero di volte la presentazione della carne ad un suono di campanello, alla fine il solo suono del campanello determina la salivazione (la cosiddetta acquolina in bocca) nel cane, che prima certamente non produceva; quindi il cane si comporta così a causa di un riflesso condizionato provocato in lui artificialmente.

La scoperta del riflesso condizionato (1901) consentì di applicare i metodi obiettivi della fisiologia allo studio dei processi nervosi superiori.

I riflessi condizionati naturali ed artificiali, le loro modalità di formazione e di azione, hanno assunto grande importanza in fisiologia, psicologia e psichiatria, anche se con risultati alterni.

…….poi vennero gli addestratori di delfini, ne parleremo domani.
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domenica 29 novembre 2009

sabato 28 novembre 2009

Io quì non posso entrare

La vista di questo segnale sulla porta di un negozio generalmente provoca un certo risentimento nei possessori di un cane, quasi come se il gestore di quell’esercizio sia una persona che odia gli animali e quindi anche chi li porta con sé.

Di fatto, se le condizioni di salute degli esseri umani sono di gran lunga migliorate nel corso dei millenni della sua evoluzione, è dovuto in gran parte al miglioramento delle condizioni igieniche in cui si sono abituati a vivere.

Questo comporta che certi luoghi non vengano condivisi con degli animali che, non avendo le nostre esigenze per quanto riguarda l’igiene, potrebbero causarci dei problemi di salute o semplicemente far aumentare il tempo necessario da dedicare alle pulizie.

La comunicazione fra l’uomo e il cane è fatta in gran parte da “abitudini” e, come per i nostri comportamenti, quando si instaura una abitudine poco desiderabile, diventa molto difficile smantellarla e sostituirla con una più positiva.

Tempo fa sono stato un po’ criticato perché su facebook ho scritto che la mia cagnetta il secondo giorno che stava con me aveva già imparato quali erano i locali della casa in cui poteva stare e quelli in cui era assolutamente vietato entrare (camere da letto, bagno).

Anche nel branco dei lupi c’è una gerarchia e, per così dire, diversi “livelli di abilitazione” (per usare un linguaggio informatico) per quanto riguarda i luoghi dove si può, o non si può stare.

Oltre ad un concetto di “territorio proprio”, che viene marcato con gli escrementi e con l’urina, esiste anche un concetto di “dimora” o “tana”. L’animale di rango inferiore per esempio non potrà in alcun caso avere accesso o peggio ancora distendersi sul giaciglio del capobranco.




Se permettiamo al nostro cane di dormire sul nostro letto o sul nostro divano, diventeranno il suo letto ed il suo divano.

Questo, oltre a porre i problemi igienici che accennavo poc’anzi, si tradurrà inevitabilmente in una perdita di leadership da parte nostra e sarà sempre più difficile pretendere obbedienza dal nostro animale.

Ora, se uno ha un Chiwawa o uno Zwergpinsher e non ha problemi di stress, se vuole, se lo può anche permettere, sapendo però che il cane svilupperà il suo istinto di “dominanza”.

Per i possessori di razze più grandi, e che già di per sé (specialmente i maschi) tendono ad essere dominanti (come il dobermann), lo sconsiglio vivamente.

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venerdì 27 novembre 2009

Prove tecniche di Condotta al Guinzaglio


Per addestrare il nostro cane a seguirci al guinzaglio senza tirare, fermarsi di continuo, intralciare, ecc., è indispensabile sviluppare le doti di sensibilità, determinazione e coerenza nelle informazioni.

Paradossalmente per un buon addestramento al guinzaglio è consigliabile iniziare con il cucciolo senza guinzaglio.

E' indispensabile cominciare quando il cucciolo è piccolo e totalmente dipendente da noi.

L'ideale è trovare un luogo dove siamo sicuri di poter essere tranquilli... potrebbe essere un bosco,.. un prato,... .

Io vado sul greto di un torrente; è un posto che conosco bene, però per la cucciola è come trovarsi in mezzo al deserto.

In un luogo aperto, vasto e sconosciuto per il cucciolo è naturale attaccarsi a noi che in quel momento siamo l'unica cosa che gli dia sicurezza.

Si tratta semplicemente di posare a terra il cucciolo ed iniziare a camminare.

Non chiamarlo, non offrirgli bocconcini, non guardarlo.

Basta dare al cucciolo il tempo di capire che ci stiamo allontanando.

Se si ferma ad annusare i mille profumi che ci sono in giro, basterà non fermarsi ad aspettarlo ma andare avanti sicuri del fatto che lui ci seguirà.

Questo è un ottimo sistema per imprimere nel cucciolo il concetto che è lui che deve seguire noi e non il contrario.

Le prime volte che l'ho fatto con Agnes mi stava dietro a 20 cm di distanza come se ci fosse un elastico attaccato fra lei e le mie caviglie, adesso si prende un pò più di libertà e ogni tanto si ferma, ma appena mi allontano recupera prontamente.
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mercoledì 25 novembre 2009

box riscaldato

comincia a fare freddo..... il dobermann nonostante sia un cane nato in Germania, essendo una razza priva di sottopelo, soffre particolarmente il freddo.


Per le ore del giorno in cui la cagna sta fuori mi sono attrezzato installando nel box (che è coibentato) un tappetino riscaldante con un termostato tarato sui 16 gradi.

Il consumo è come quello di una lampadina da 100 watt.

Sopra il tappetino riscaldante ho ne ho messo un'altro di gomma perché il cane non lo graffi o lo morda, o comunque lo rovini e anche perché sia più facile tenerlo pulito.



Nell'entrata ho messo una "gattaiola", ossia un foglio di gomma tagliato a strisce che frena un po' la fuoriuscita del caldo e permette al cane di andare avanti e indietro come vuole.


Dalle foto non si vede molto bene.. sono un po' scure


ma penso di aver reso l'idea
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lunedì 23 novembre 2009

tutta colpa di facebook


Stasera ci sono cascato un'altra volta... non capisco come ho fatto a distrarmi così....

Dopo aver giocato un po' con Agnes e fatto un po' di training con il clicker (ne parlerò nei prossimi giorni) mi sono messo a guardare la posta su internet e a curiosare un po' su facebook.

Ad un certo punto Agnes ha cominciato a lamentarsi,. . . . siccome si sentiva un cane fuori che abbaiava ho pensato che fosse per quello e non le ho dato attenzione.

Dopo un pò ho sentito una puzza bestiale.... "porca miseria Agnes stavolta l'hai tirata proprio secca.... mi sa che ti cambio mangime, . . . sarà anche buono ma ti fa scoreggiare come una mula..." mi sono alzato dal computer ed ho aperto una finestra per far passare un po' d'aria.

Dopo un po' comincia a guaire e a lamentarsi di nuovo, ... esco in cucina per vedere cosa c'era di così tanto urgente ......... ed ho trovato una bella torta fumante sul pavimento...

.... anche questa volta . . . . . mea culpa

venerdì 20 novembre 2009

oggi tutto bene

Oggi la cagnetta stà proprio bene, la zampa è dritta..... solo quando si stanca un pò la tiene alzata e appoggia il piede in punta tremolando un pò.
Non zoppica più e questa è una buona cosa.
Solo che mi ha fatto la cacca in casa..... a dire il vero mi aveva chiamato, io stavo guardando la televisione e non le ho dato retta,.. pensavo volesse giocare. Come al solito, colpa mia.



giovedì 19 novembre 2009

Preaddestramento


Affinché un cucciolo possa diventare un cane adulto maturo, consapevole ubbidiente e felice, è indispensabile che passi attraverso alcune "fasi propedeutiche".

IMPRINTING
Tra la terza e la settima settimana di vita il cane impara a riconoscere come conspecifici tutti gli animali che interagiscono con lui, compreso l'uomo.

Il ruolo dell'allevatore è dunque di fondamentale importanza, perché un cucciolo che non abbia ricevuto un imprinting corretto verso l'uomo avrà delle grossissime difficoltà una volta adulto a comunicare con gli umani.

SOCIALIZZAZIONE
Fra la nona e la dodicesima settimana il cucciolo impara le regole che vigono nel suo branco. Che ci sono individui di rango superiore ai quali bisogna obbedire e individui di livello paritario o inferiore ai quali non è necessario obbedire ma che anzi possono essere sottomessi.

Se il cane non vede l'uomo come un superiore ,ogni volta che gli si chiede qualcosa sarà messa in discussione e si potrà ottenere la sua collaborazione solo obbligandolo con la violenza.

Da parte sua anche l'uomo deve adeguarsi se vuole che la sua comunicazione con l'animale sia di buon livello e quindi il rapporto sia ottimale, e questo significa che chiunque voglia ottenere dei buoni risultati con un cane deve studiarsi un po' di etologia e psicologia canina.

Dato per scontato che l'allevatore abbia fatto un buon lavoro, il cucciolo arriva nella sua nuova casa e.....
(cito Valeria Rossi nel libro "L'addestramento del Cane")...

Il cucciolo vuole andare a dormire sul letto del padrone. Il padrone la prima volta lo fa scendere, gli spiega dolcemente ma decisamente che il suo posto è nella cuccia, ce lo porta e lo lascia lì.
Cinque minuti dopo, il cucciolo torna all'attacco e il padrone ripete l'identica trafila.
Dieci minuti dopo il cucciolo è di nuovo lì che raspa le coperte e mugola in perfetto stile strappalacrime.

Il padrone a questo punto ha tre possibilità:

1. Si arrende e lascia salire il cucciolo. Risultato il cucciolo dormirà nel letto del padrone per tutta la vita. Ma non è tutto quì. Il cane pensa anche che il padrone sia un incoerente e una pappamolla, pessimo capobranco. Voto 0.

2. Si infuria, picchia il cucciolo e lo riporta con le maniere forti nella sua cuccia, urlandogli contro. Coerente, ma con i nervi troppo fragili per diventare un capobranco affidabile. Voto 0.

3. Con lo stesso tono di voce di prima, spiega al cucciolo che è inutile insistere: lo prende e lo deposita fermamente, ma delicatamente nella sua cuccia. Perfetto comportamento da capobranco. Voto 10.
Solo che bisogna essere in grado di farlo anche dopo l'ennesimo tentativo che arriva verso le 5 del mattino.....

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mercoledì 18 novembre 2009

Educazione Igienica Del Cucciolo

Un concetto importante dell'etologia è la cosiddetta territorialità.

Un animale che si trova sul territorio che considera proprio si comporta assai diversamente che se fosse su un territorio che non è suo.

Anche i limiti territoriali propri comunque sono graduati secondo una vera e propria scala gerarchica.

La dimora di primo grado, ossia il luogo in cui si dorme, si riposa, si gioca, si mangia o si partorisce, non viene mai sporcato.

Ora,.. un cucciolo appena arrivato in casa si trova improvvisamente proiettato in un territorio completamente estraneo ed è compito esclusivamente nostro conferirgli lo status di "Dimora Di Primo Grado". Bisogna considerare anche che il cucciolo non ha il controllo completo dei propri sfinteri fino al raggiungimento dell'età di tre mesi.

Sarà quindi perfettamente inutile, ed anzi molto dannoso, sbattere il cucciolo violentemente con il muso nei propri escrementi perché rafforzerà in lui la convinzione di essere in un ambiente ostile e non in quella che da quel momento dovrebbe essere la sua dimora.

La mia cagnetta Agnes dal secondo giorno in cui è stata con me mi ha fatto capire chiaramente, sia di giorno che di notte, quando era ora di uscire per fare i bisogni.

Bisogna considerare alcune cose.

Tutti gli animali (uomo compreso) si esprimono quasi completamente con il linguaggio del corpo.

Chi conosce i cani sa che soprattutto i cuccioli quando devono orinare annusano il terreno e si muovono in un modo molto caratteristico.

Ciò è ancora più evidente quando devono defecare.

Bisogna inoltre considerare che il cucciolo inferiore ai tre mesi tenderà a defecare poco dopo aver mangiato, tenderà a orinare quando si sveglia dai numerosi sonnellini.

Un cucciolo in normali condizioni di salute farà i bisgni al mattino quando si sveglia, dopo ogni pasto e dopo un vigoroso esercizio fisico.

Risulta quindi relativamente facile approfittare di queste occasioni per portarlo a "sporcare" in un luogo che lui potrà considerare il suo gabinetto.

Certo i primi giorni ci vuole un pò di impegno, soprattutto di notte, ma un pò di sacrificio nei primi giorni ripagherà immensamente, evitando arrabbiature ed incomprensioni.

Una sera venne a trovarmi un'amica perchè voleva vedere la cucciola.

Dopo averci giocato un bel po' eravamo seduti e stavamo chiacchierando.

Ad un certo punto ho visto che la cucciola annusava il pavimento "in quel certo modo" ed ha anche guaito nella maniera che ho imparato a riconoscere come premonitrice di "orina o feci".

Dissi all'amica "sembra che deva fare pipì" e lei "come fai a saperlo".. "dal modo in cui annusa il pavimento" le dissi.

Siccome però l'aveva fatta solo una mezzoretta prima ritenni di sbagliarmi e continuai a chiacchierare.

10 secondi dopo c'era un bel laghetto. Me ne accorsi mentre la stava ancora facendo e la presi al volo per portarla fuori.

La mia amica a quel punto... "ma non la sgridi?"... "non la punisci per farle capire che ha sbagliato?" .. ed io "non c'è motivo che punisca la cucciola se quello che ha sbagliato sono io...."

Erano i primi giorni,... adesso la nostra comunicazione si è affinata ulteriormente..... e se è vero che io ci so fare parecchio, è altrettanto vero che questa è la cagnolina più sensazionale che mi sia mai capitata.

Quì sotto c'è un piccolo filmato in cui si può notare il modo caratteristico di annusare il terreno e di muoversi prima di defecare.

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martedì 17 novembre 2009

Questa non ci voleva...

Volevo continuare i post descrivendo come ho fatto a far sì che in un paio di giorni Agnes imparasse a fare i propri bisogni fuori casa, ma è successo un imprevisto.

magari riprendo domani con i post dedicati all'educazione...

Il fatto è che oggi mi sono accorto che la cagnetta appoggiava male una zampa....



lì per lì non gli ho dato peso, perchè gli arti dei cuccioli sono per definizione un po' "slegati"... non mi viene un altro termine.

Dopo però, osservandola bene, mi sono accorto che al trotto zoppicava abbastanza vistosamente con l'anteriore sinistro ed ho cominciato a preoccuparmi.

Dal momento che dovevo andare dal veterinario per il vaccino e per il microchip ho approfittato per sottoporgli anche il problema della zampa.

Quello che viene paventato è che ci sia una "ossificazione" di uno degli ossi dell'arto anteriore.

Questo significa che siccome gli ossi sono due, uno cresce ed uno resta com'è, con la conseguenza che la zampa si inarca e cresce storta e più corta delle altre.

Per risolvere il problema bisognerebbe fare un intervento chirurgico e "segare" quello dei due ossi che si è calcificato...

Spero che sia solo una storta o una microfrattura che spesso nei cuccioli può capitare,... sennò addio sogni di gloria..

Aspettiamo qualche giorno per vedere come si comporta e poi facciamo una radiografia... qualche giorno di pensieri funesti purtroppo, .. intanto stop ai giochi con la pallina e a tutte le attività potenzialmente pericolose per gli arti... anche se è praticamente impossibile

Agnes sta dormendo tranquilla nella sua cuccia, spero tanto che domani si svegli e cammini dritta

lunedì 16 novembre 2009

secondo giorno - ambientamento

Il secondo giorno,
dopo la sveglia di buon mattino per i bisogni è continuato l'ambientamento. Prima un pò di giochi e coccole con mia figlia e poi l'incontro con l'altra cagnetta di casa.

Daphne è una fox terrier a pelo ruvido che ha quasi 15 anni, a causa del fatto che è incontinente e che se stà troppo in casa diventa insofferente, vive sempre all'esterno; di notte dorme nel seminterrato.

Ha gli arti posteriori semiparalizzati ed è completamente sorda.

Ha praticamente ignorato l'arrivo della nuova cagnetta che invece le si è lanciata addosso per giocare. Dopo qualche ringhio Agnes si è distesa esponendo il ventre ed il collo in segno di sottomissione.

Ai suoi tempi Daphne era in grado di mettere al suo posto qualsiasi cane, indipendentemente dalla razza o dalla taglia.

Adesso si limita semplicemente a sopportare.. più o meno pazientemente l'esuberanza della cucciola.


Primo giorno anche di "sofferenza", ossia di isolamento e privazione della nostra presenza e del nostro affetto.

Io lavoro fuori casa e Agnes per tre giorni alla settimana dovrà rimanere nel suo box da sola fino a sera.

Bisogna iniziare subito e gradualmente l'adattamento.

Prime 2 ore in box da sola, ... ha pianto un pò, poi si è calmata. Come giocattoli aveva un pezzo di corda ed una bottiglia di detersivo per piatti vuota... le sono bastati per calmarsi. E' una cagna eccezionale, l'animale più tanquillo ed equilibrato che abbia mai avuto.

domenica 15 novembre 2009

La Prima Notte

La prima notte è stata come al solito abbastanza dura.
Ho preparato la cuccia nel corridoio della zona notte con una borsa d'acqua tiepida e una radiolina con il volume al minimo (per ricordare il tepore e i rumori dei suoi fratelli). Ha guaito parecchio, ma non mi sono lasciato corrompere, dopo un pò smetteva e si addormentava. Mi sono alzato 3 o 4 volte per portarla fuori a fare i bisogni e tutto è filato liscio.
Il giorno dopo si era già completamente ambienata.


sabato 14 novembre 2009

partiamo!!!

Con questo Blog voglio condividere le gioie e i problemi della vita con il cane cominciando da quando questo meraviglioso animale fa il primo ingresso nella nostra casa.

Io ho avuto il mio primo cane all'età di 5 anni e da allora in casa mia ce n'è stato sempre almeno uno,.. in certi periodi due o tre ed anche di più.

Con il passare degli anni ho sempre seguito l'evoluzione delle tecniche di addestramento che via via sono passate da metodi completamente coercitivi, basati su punizioni e rinforzi negativi ad un metodo molto più "dolce" basato sul miglioramento della comunicazione, sul rinforzo positivo, l'associazione stimolo-risposta, e in definitiva nel ricercare educando il nostro cane, che percepisca che il suo comportamento porta dei vantaggi anche a lui.

Questo fa sì che l'addestramento diventa divertimento puro per entrambi i soggetti coinvolti con il risultato che ogni volta che gli chiederemo qualcosa il cane sarà felice di accontentarci.
Questa nuova avventura comincia con Agnes la mia nuova cucciola di Dobermann.

Era già qualche anno che stavo cercando un cucciolo ma, conscio del tempo che bisogna dedicargli, a causa dei tanti impegni non riuscivo a decidermi.

La "legge dell'attrazione" comunque ha fatto sì che attraverso internet mi imbattessi non solo nel cane giusto ma anche nell'allevatore giusto, che guarda caso è un addestratore cinofilo.

Sono andato a prendere Agnes il 24 di ottobre quando aveva 58 giorni, avrei voluto aprire il blog lo stesso giorno ma questioni tecniche me lo hanno impedito, comunque ripercorrerò le tappe dei primi giorni che sono dei momenti importantissimi per instaurare il rapporto in maniera positiva.

... le immagini non sono di gran qualità ma vogliono semplicemente essere la testimonianza di un ricordo piacevole.

video

Per il trasporto avevo preso un trasportino che in passato usavo per portare i miei fox terrier alle esposizioni,
in modo tale che potesse stare tranquilla e che nelle curve non venisse sballottolata da una parte all'altra del baule.
Perché si passasse un po' il tempo le avevo messo nel trasportino un osso e un pezzo di pane, ma era talmente piccola e spaventata che credo non li abbia neanche toccati.
E' rimasta comunque tranquilla durante tutto il viaggio che è durato un paio d'ore e quando sono arrivato a casa stava dormendo.
Il primo obiettivo era raggiunto, il nostro rapporto è cominciato in modo tranquillo e positivo, non ha avuto il mal d'auto e mi ha dato dimostrazione di essere una cagnetta equilibrata,tranquilla e sicura di se!
Se c'è qualcuno (in particolare le persone che ospitano nella loro famiglia i fratelli e le sorelle di Agnes) che vuol condividere le proprie esperienze e/o vuol fare commenti a questo post è il benvenuto!!
Ezio