addestramento ed educazione dei cuccioli e del cane adulto

domenica 21 novembre 2010

Il tuo cane scava buche in giardino?


Uno dei problemi che può capitare a chi possiede un cane è che l'animale si diverta a passare il proprio tempo scavando delle buche nel terreno, trasformando in breve tempo un bel praticello inglese in un campo arato di fresco, con piante e fiori divelti.

I motivi per cui i cani scavano possono essere diversi:

caccia,
noia,
solitudine,
ricerca di un pò di fresco nelle calde giornate estive,
attrazione verso particolari odori nel terreno, per esempio se è stato concimato con letame.
bisogno di scaricare energia fisica e mentale.

Ci sono alcune razze di cani, come i terrier, che sono fatti apposta per questo ed infatti si chiamano razze "da tana". 



Sono cani selezionati per la loro attitudine a cacciare gli animali nelle loro tane e per questo per loro è naturale scavare per cercare le eventuali prede.

Io ho allevato per anni dei Fox Terrier e degli Airedale Terrier e devo dire che non mi hanno mai dato particolari problemi, anzi quando c'erano loro nel mio giardino e nei dintorni era scomparso il problema delle talpe dei topi e dei ratti.

Per la mia esperienza i terrier scavano se c'è un buon motivo per farlo, ossia se c'è una preda da cacciare.

Solitudine e noia sono i problemi principali che deve affrontare un cane che viene lasciato solo e inattivo per gran parte della propria giornata.

Se non hai tempo da dedicare al cane è meglio che non lo prendi proprio. Bisogna rendersi conto che è un essere vivente "sociale", ha bisogno di compagnia, ha bisogno di giocare (magari simulando l'istinto di caccia), di fare attività fisica, di scaricare energie, di sentirsi parte di una comunità.

Più o meno come gli esseri umani se non ha la possibilità di soddisfare questi bisogni, accumula stress e uno dei modi per scaricarlo può essere quello di scavare delle buche nel terreno.

Oltre che cercare di assicurare al cane una vita con giochi, corse, compagnia e coccole, cosa puoi fare per evitare che persista questo comportamento?

1. Evita di punire il cane mentre scava. In questo modo insegni semplicemente al cane a non scavare in tua presenza. Diventa quasi automatico riprendere le perforazioni quando tu non sei lì di persona a controllare.

2. Mantieni il tuo cane il più possibile attivo in modo che non accumuli stress ed energia da scaricare.

3. Se necessario recinta le aree che non vuoi che vengano distrutte.

4. Crea un'area apposita dove il cane possa scavare liberamente, magari riempila di sabbia e nascondici dentro degli ossi o dei bocconcini che il cane può divertirsi a trovare.

5. Se scava sempre in un punto preciso (magari vicino alla recinzione) si può provare a nascondere dei palloncini sottoterra. Quando le unghie del cane li raggiungono i palloncini scoppiano e di conseguenza il cane si spaventa. Dopo qualche botto dovrebbe stare alla larga da quella zona.

6. Evita di dare ossi o pezzi di pane oqualsiasi tipo di cibo di pezzatura grossa se non puoi controllare cosa ne farà. Tutti i cani tendono a sotterrare gli ossi e altro cibo per poi andare a riprenderli in un secondo momento.

7. Fa in modo che nelle calde giornate estive possa avere un rifugio fresco e confortevole.

8. Quando lavori in giardino fa in modo di avere vicino il tubo dell'acqua con l'innaffiatore, se il cane scava spruzzalo con l'acqua. Puoi posizionare anche degli innaffiatori automatici e magari da lontano azionarli quando il cane comincia a scavare. Oppure fa che partano ad intermittenza nelle varie ore della giornata. bisogna dare al cane l'impressione che se si mette a scavare viene spruzzato con l'acqua.

9. Mantieni il giardino pulito, se ci sono ossi sepolti eliminali, elimina eventuali roditori, elimina qualsiasi sostanza che emetta odori che attraggono il cane

10. Stimola la mente del tuo cane passa almeno dieci minuti al giorno ad addestrare il tuo cane. Se non sai come fare nella sezione libri in alto a destra su questa pagina troverai decine di libri che ti potranno guidare in questa avventura meravigliosa.

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venerdì 19 novembre 2010

Trentasette cuccioli cercano una famiglia

DAL CORRIERE DELLE ALPI




VENERDÌ, 19 NOVEMBRE 2010




Pagina 29 - Agenda










CANI DA ADOTTARE





Trentasette cuccioli cercano una famiglia

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BELLUNO. Trentasette batuffoli di pelo cercano padrone.

L’accorato appello alla loro adozione proviene da Silvia, che vorrebbe evitare che tutti questi cucciolotti debbano diventare adulti chiusi in una gabbia.

Fa appello quindi a tutti quelli che potrebbero volere un cagnolino o conoscono delle persone che se lo porterebbero volentieri a casa per la gioia loro o quella dei loro bambini.

Per invogliare ad evitare a questi cagnetti una vita in gabbia, Silvia ha chiesto al Corriere delle Alpi di pubblicare alcune loro foto molto significative.
Per contatti e informazioni telefonare al  3395795890.. . (e.f.)






mercoledì 10 novembre 2010

come far smettere al cucciolo di sporcare in casa


Una lettrice del Blog ha postato un commento con la richiesta di aiuto perché ha un cucciolo di 13 mesi che fa ancora la pipì in casa.

Non è assolutamente tardi per intervenire.

I cani, come gli esseri umani, imparano per tutta la loro vita,.. solo che anche loro, quando prendono un'abitudine fanno fatica a togliersela.

Il modo migliore per cambiare le abitudini è sostituirle con altre.

Per educare il cucciolo a non sporcare in casa valgono i consigli dati nel post "Educazione Igienica Del Cucciolo" .

Nel caso l'abitudine sia ormai radicata bisogna agire con qualche strategia supplementare.

Per esempio, Teresa dice: "il cane ha sempre fatto i suoi bisogni in casa sul classico 'tappetino'..."

Ok....,  sappiamo che lo stimolo a urinare e a defecare nei cani viene attivato da un segnale olfattivo, per cui se c'è in casa un tappetino con l'odore dell'urina e delle feci del cane, l'animale sarà stimolato a farla sempre in quel posto.

Per cui:
lavare, disinfettare e profumare il tappetino; se è possibile mettiamolo fuori (senza lavarlo) in un luogo dove è desiderabile che il cane possa espletare le sue funzioni corporali; evitiamo nella maniera più assoluta che in casa ci sia da qualche parte l'odore che fa partire lo stimolo.

Generalmente il cane si "svuota" dopo aver mangiato (in modo particolare i cuccioli), fa particolare attenzione nei momenti successivi al pasto, oppure portadi proposito il cane in passeggiata dopo avergli dato da mangiare.

Controlla l'ora in cui sporca ( feci ) e registra il tempo trascorso dall'ultimo pasto, sposta l'ora dei pasti in modo da regolare l'ora in cui dovrà sporcare, di solito il cane ben alimentato depone le feci in numero uguale ai pasti principali.



Se il problema si verifica di notte non lasciare l'acqua a disposizione del cane dopo una certa ora del pomeriggio.... dipende dalle proprie abitudini...,  potrebbe essere intorno alle 5 o le 6.

L'ultima cosa che si fa la sera prima di andare a letto deve essere quella di portare fuori il cane perché faccia i bisogni, per cui, se ciò avviene verso le 10 - 11 di sera il cane dovrebbe essere in grado di resistere fino alla mattina dopo.

E' possibile anche far dormire il cane chiuso nel suo trasportino; è molto difficile che sporchi dove deve dormire e perlomeno si farà sentire quando gli scappa.

Se "becchiamo" il cucciolo o il cucciolone mentre la sta facendo la punizione più adeguata è quella di prenderlo per la collottola e, come fanno le cagne con i loro cuccioli, dargli una bella scrollatina, salvo poi portarlo fuori perché finisca i bisogni in luogo adeguato.

E' indispensabile tarare le uscite per i bisogni in base alle necessità del cane e cercare di mantenere le abitudini costanti.

E' opportuno che il rapporto con il cane sia maturo e consapevole. I cani depongono feci ed urine anche per marcare il territorio e per segnare i confini, un cane sottomesso potrebbe essere indotto a sporcare quando in assenza del "Capobranco" manifesta la volontà di diventarlo. Oppure un cane dominante lo potrebbe fare per manifestare la sua supremazia nella conduzione del branco.

Mi sono dimenticato di scrivere fra le prime cose che naturalmente, quando la fa nel posto giusto va premiato e coccolato in tutti i modi che conosciamo (compreso il clicker).

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domenica 3 ottobre 2010

con il cane in montagna


Mi piace moltissimo fare escursioni sulle mie montagne (le Dolomiti) ed è bellissimo portare con me il cane.

Però quando si va in montagna, o comunque in un ambiente naturale esterno non circoscritto, bisogna avere mille attenzioni.


Innanzi tutto c'è sempre la tentazione di lasciare libero il nostro amico e questo, oltre ad essere proibito, è molto pericoloso.

Il cane potrebbe sfuggire al nostro controllo e mettersi ad inseguire qualche animale selvatico e le conseguenze potrebbero essere pesantissime.

C'è il pericolo che si perda, potrebbe ferire, uccidere o spingere a farsi male il malcapitato selvatico o qualche altro animale al pascolo come pecore, agnelli, mucche, galline o cavalli.

Potrebbe, avanzando libero sul sentiero, trovarsi di fronte a persone che hanno paura dei cani con conseguenze imprevedibili.

Potrebbe incontrare un altro cane e, anche se il nostro è buono e socievole, non è detto che lo sia anche l'altro.

Se proprio vogliamo lasciargli un po' più di libertà di movimento ci sono i guinzagli estensibili oppure si può utilizzare una cordicella.

E' bene accertarsi che nel percorso che intendiamo affrontare non ci siano passaggi che per il cane sono impossibili come tratti di percorso attrezzato,  scale o vie ferrate.

Anche passaggi particolarmente esposti come le "cenge" (Cengia = [pl. -ge] piccola sporgenza orizzontale in una parete rocciosa, sulla quale uno scalatore può sostare o bivaccare) possono essere pericolosi. Il cane potrebbe scivolare e cadere nel vuoto... o magari trascinare giù anche noi.

Quando si sosta nei rifugi bisogna accertarsi che il nostro animale non rechi disturbo agli altri escursionisti.

Se siamo in Veneto o Friuli Venezia Giulia è opportuno portare con se il certificato di vaccinazione antirabbica. Non conosco la situazione delle altre regioni italiane ma in queste due è sicuramente obbligatoria ed è necessario poter essere in grado di dimostrare che il nostro cane è vaccinato.

E' una regola generale quando si va in montagna e particolarmente quando abbiamo il nostro animale,  essere in due (persone). Può sempre capitare un incidente e anche un episodio di lieve entità, come una storta alla caviglia o una frattura si può trasformare in una tragedia.

E' opportuno portare con se una ciotola ed un po' d'acqua anche per il cane, specialmente d'estate.

Consultare le previsioni del tempo prima di partire.

Camminare possibilmente la mattina. Nelle ore pomeridiane, oltre a essere molto caldo c'è sempre il pericolo di temporali.

E ....buona passeggiata.


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domenica 30 maggio 2010

come far smettere al cane di abbaiare quando suona il campanello 4°


Aggiungere il suono del campanello

Prima di arrivare a questa fase il tuo cane deve dimostrare di aver appreso e saper eseguire alla perfezione i passi fondamentali descritti in precedenza.

Quando pronunci il segnale "arrivo subito!", dovrebbe dirigersi diligentemente verso la stanza o il posto dove dovrà rimanere.

Quello che devi fare ora è unire il segnale verbale con il suono del campanello.

Siccome in queste prime fasi non aprirai la porta al suono del campanello, per comunicare all'aiutante quando suonare nuovamente il campanello puoi usare un cellulare, un walkie-talkie o uno di quegli interfoni che si usano per monitorare i bambini.

Quando l'aiutante suona, va davanti alla porta e tocca la maniglia (il cane dovrebbe rimanere dietro di te o dirigersi da nell'altra direzione) e pronuncia il segnale: "arrivo subito!".

Se quando suona il campanello il cane non stà dietro di te o non si muve in un'altra direzione torna indietro
e ripeti i passi precedenti.

Ritorna al toccare la maniglia, dare il segnale ecc.

Non grandi cose, ricorda semplicemente al cane i comportamenti che ha già imparato, ma questa volta prima suona il campanello.

Nuovamente, accertati che il cane esegua in modo ineccepibile i primi fondamentali prima di aprire la porta.

Appena suona il campanello , da il segnale "arrivo subito" e dirigiti verso l'area di confino o verso la postazione dove il cane dovrà rimanere seduto o a terra.

Click e premio quando il cane esegue il suo compito.

Non preoccuparti se il cane abbaia durante questa fase se è normale che abbai quando suona il campanello.

L'abbaiare dovrebbe diminuire gradualmente quando il cane impara cosa deve fare quando sta arrivando qualcuno.

Può darsi che come ti muovi il cane ritorni alla porta, in questo caso fermati e aspetta finché non ritorna al suo posto, dopodiché click e premio.

Fa un buon numero di rinforzi quando torna al suo posto.

Allenati con il suono del campanello senza aprire la porta.

Continua con questa fase finché vedi che il cane risponde al segnale "arrivo subito" eseguendo ciò che desideri. Se l'obiettivo è che vada in un'altra stanza, assicurati che lo faccia sempre.

A questo punto puoi far entrare il tuo aiutante per completare l'ultima fase del comportamento.

Infine ripeti l'esercizio con diverse persone spiegando che dovranno rimanere fuori dalla porta qualche minuto in attesa che tu ed il cane siate pronti a riceverli.

Quando il tuo cane ha imparato ad andare nella sua postazione con facilità, ritorna ai punti in cui giravi la maniglia ed aprivi un pò la porta e continua così con le azioni che facevi prima di aggiungere il suono del campanello.

La sola differenza è che a volte prima di tutte le altre cose arriva il suono del campanello.

L'allenamento deve continuare finché sei in grado di aprire la porta e il tuo ospite ha la possibilità di entrare tranquillamente.

Conclusione

Passando dal toccare l amaniglia all'aprire la porta al suono del campanello e a fr entrare l'ospite, ogni stage di questo apprendimento si basa su quelli precedenti.

I vari passaggi richiedono un po' di tempo per essere interiorizzati, non ti devi preoccupare se ogni tanto devi ritornare indietro e ricominciare con il passo precedente.

Non dimenticare di divertirti con il tuo cane, come per tutti gli altri allenamenti anche questo deve essere un momento di svago piacevole per entrambi.

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lunedì 3 maggio 2010

come far smettere al cane di abbaiare quando suona il campanello 3°

Per insegnare al tuo cane cosa fare quando squilla il campanello allenati con questo esercizio in diversi step.

Quello che segue serve per insegnare che quando ti avvicini alla porta, dopo lo squillo del campanello, un segnale verbale dirige il cane a fare qualcos'altro: andare in un'altra stanza, uscire o stare "seduto"o "a terra" in un posto prestabilito.

L'obiettivo della sezione precedente era insegnare al cane un po' di compostezza, oltre che lasciarti un po' di spazio vicino alla porta.

Una volta ottenuto questo risultato, puoi cominciare ad aggiungere un segnale verbale che dice al cane che c'è qualcosa che tu vuoi che faccia quando suona il campanello.

Comunque ancora non introduci il suono del campanello.

Puoi usare un segnale verbale tipo "arrivo subito", in modo tale che sia un segnale sia per il cane che per chi sta aspettando fuori dalla porta.

Devi installare l'idea che i premi migliori arrivano quando ci si allontana dalla porta.

Puoi usare dei bocconcini di valore medio quando cominci il training di allontanamento dalla porta, per arrivare  a dei premi speciali quando il cane raggiunge l'area dove rimarrà confinato o dove rimarrà "seduto" o "a terra".
  

Devi installare l'idea che i premi migliori arrivano quando ci si allontana dalla porta.

Quando ti sei avvicinato alla porta, hai toccato la maniglia e annunciato il segnale/comando "arrivo subito", allontanati dalla porta incoraggiando il cane a seguirti. Di qualcosa come bene!o bravo!!,.. oppure andiamo!, battendo contemporaneamente la mano sulla gamba o entrambe le mani fra loro, l'obiettivo è quello di allontanarsi 4 - 5 passi dalla porta e poi clik e premio con dei bocconcini veramente speciali.

Il posto dove ti fermi potrebbe essere la destinazione finale se è l'area nella quale il cane dovrà rimanere "seduto" o "a terra", oppure una stazione intermedia se è indispensabile che l'animale venga confinato in un'altra stanza.

Se è questo il caso sarà necessario allenarsi allontanandosi sempre di più dalla porta verso il luogo dove il cane verrà chiuso.

Le prime volte entrerai assieme al cane nel luogo dove sarà confinato, perché non dovrà sospettare che lo stai fregando ed è quì che entrano in gioco i bocconcini speciali.

Quindi entra completamente nell'area di confino, (una delle ragioni per cui devi avvvisare l'ospite con "arrivo subito!") e da luogo ad un party a base di bocconcini speciali, coccole e grandi complimenti.

Il cane deve pensare che che è uno dei giochi più divertenti del mondo così, quando aggiungerai il suono del campanello, avrai un lavoro più facile per dirigere il cane verso la zona di segregazione.

Puoi anche lanciare un pò di squisiti bocconcini in giro quando te ne vai oppure, più tardi, un bell'osso artificiale da rosicchiare nell'area di stazionamento.

Se vuoi lavorare semplicemente sui comportamenti "seduto" o "a terra" il cane li deve già saper eseguire alla perfezione.

Devi avere un tappetino, una stuoia o una cuccia un pò disante dalla porta, questa funzionerà come segnale visivo e gli renderà più facile raggiungere sempre il medesimo posto.

Dirigi il cane sul tappetino apposito con il segnale "arrivo subito" e comanda il "seduto" o "a terra".

Indietreggia verso la porta tenendo sempre sotto controllo il cane.

L'obiettivo è quello di arrivare alla porta con il cane sempre seduto o a terra nel suo tappetino.

Aumenta la distanza un passo alla volta, clicca ritornando sempre dal cane per il  premio man mano che la distanza aumenta.

Continua finché riesci a raggiungere la porta con il cane sempre seduto e fermo sul tappetino.

Quando anche questo step è stato digerito, puoi provare ad aprire la porta.

La sequenza dovrebbe essere più o meno questa.

   1. Partire da zone differenti della casa;
   2. Annunciare il segnale "arrivo subito!";
   3. Dirigere il cane verso il suo posto;
   4. avviarsi alla porta e girare la maniglia;

Il cane rimane al suo posto? Bene! Click, ritorna da lui e premio oltre a un sacco di complimenti.

Provalo un pò di volte e poi aggiungi lo step successivo: aprire la porta.

Se non riesci riprendi dal punto precedente.

Quando sei pronto per aprire la porta, aprila solo un pò, richiudi e ritorna dal cane per il click e premio.

Continua finché riesci ad aprire la porta completamente con il cane al proiprio posto.

Quando anche questo comportamento è consolidato, fatti aiutare da un aiutante che fungerà da ospite e aspetterà fuori dalla porta.

L'ospite entrerà nel momento in cui tu ritorni dal cane per il suo click e premio.

Ricordati di avere un premio veramente appetitoso in modo che riesca ad interessare il cane
più dell'ospite.

Quando lo farai con l'ospite vero le prime volte chiedigli di entrare da solo, e tu occupati del cane, se rimanete fermi sulla porta a conversare sarà molto più difficile per il cane mantenere la sua posizione.

Ricordati di avere un premio veramente appetitoso in modo che riesca ad interessare il cane più dell'ospite.

Se il cane si alza l'aiutante si fermerà, ritornerà indietro e se necerrario richiuderà la porta.

Tu bloccherai dolcemente il cane con il tuo corpo e lo inviterai a ritornare al suo posto con il segnale "arrivo subito".

Allenati con questi elementi possibilmente diverse volte nell'arco della giornata, finché non riesci a vedere che appena pronunci il segnale "arrivo subito" il cane si dirige al proprio posto.

Questi sono  esercizi abbastanza difficili da imparare perché, specie se il comportamento è già consolidato, sfidano l'autocontrollo e l'istinto del cane per cui quando ti dedichi a questo allenamento è opportuno sospendere tutti gli altri.

Se il cane continua ad alzarsi durante l'allenamento, lascia perdere e riprendi in un altro momento, magari aumentando in maniera minore la difficoltà.

Nel prossimo post aggiungeremo il suono del campanello.



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domenica 2 maggio 2010

come far smettere al cane di abbaiare quando suona il campanello 2°

Prima di cominciare decidi dove vuoi che vada il tuo cane o cosa vuoi che faccia quando suona il campanello.

Se il tuo cane ha un passato di salti e schiamazzi, al suono del campanello potresti porti l'obiettivo di farlo andare in un'altra stanza, o nelle sua cuccia, o in un trasportino oppure fuori in cortile se è più semplce e/o più sicuro.

Se il tuo cane semplicemente abbaia o ti impedisce di accogliere decentemente i tuoi ospiti, potresti riuscire ad addestrarlo a stare "seduto" o "a terra" quando suona il campanello.

Dovresti impostare un comportamento basato su aspettative realistiche.

Non sarebbe ragionevole chiedere a un cane che ha una storia di assalitore e di morsicatore dei poveri ospiti di stendersi ed aspettare tranquillo che entrino questi "stranieri" potenzialmente aggressivi, magari però potrebbe esserlo per un cane eccessivamente affettuoso ed accogliente.
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L'addestramento dovrebbe svolgersi sempre in un ambiente tranquillo.

Assicurati di avere almeno 10-15 minuti di tempo nel quale non sarai interrotto in modo che il cane possa rimanere focalizzato ed avere la possibilità di assorbire appieno gli insegnamenti.

L'ideale sarebbe ripetere gli esercizi diverse volte nell'arco di una giornata.

Non bisogna avere fretta, potrebbero passare giorni o addirittura settimane prima di vedere i primi risultati.

E' necessario che il cane sia abituato al Clicker e devi tenere a portata di mano dei bocconcini di cui vada ghiotto.

E' utile anche avere una persona che ti fa da supporto e che "fa l'ospite" suonando il campanello, ma solo in un secondo tempo quando il comportamento sarà già impostato.

Spesso il cane si eccita semplicemente quando ti avvicini alla porta e metti la mano sulla maniglia.

L'avvicinarti alla porta crea l'aspettativa nel cane che ci sia qualcuno che sta per entrare e la prima cosa da fare è allenare il cane a rimanere calmo in questa fase.

La fase preliminare di questo esercizio di "dirottamento" è quella di insegnare al cane a allontanarsi dalla porta di entrata in modo tale che tu abbia lo spazio per aprire la porta senza che il cane si ponga tra te e l'entrata.

Tieni bene a mente che in questa prima fase dell'addestramento l'obiettivo è semplicemente far sì che il cane stia lontano dalla porta e nient'altro.

Non pretendere altri comportamenti già acquisiti come il "seduto". Li potrai aggiungere dopo se ti interessa.

Chiama il cane vicino a te di fronte alla porta chiusa.

Tieni qualche bocconcino nella stessa mano del clicker perché l'altra deve rimanere libera e fa un respiro profondo, aiuterà a mantenere calmi sia te che il cane.

Appoggia la mano libera sulla maniglia ed osserva attentamente qualsiasi movimento del cane.

In questa prima fase devi essere attento a qualsiasi movimento. Non devi aprire la porta ma semplicemente
impugnare la maniglia.

Il cane è libero di muoversi come vuole e tu devi cercare qualsiasi movimento che sia nella direzione opposta a quella della porta.

Click e premio per ogni movimento, anche il più minimo, che sia un allontanamento dalla porta.

Se il cane fa dei passi indietro, spostati verso di lui per premiarlo, in modo tale non non sia lui a doversi avvicinare a te o alla porta per avere il suo bocconcino.

Ripeti diverse volte l'esercizio avvicinandoti alla porta da diversi luoghi della casa, come se qualcuno avesse suonato il campanello e, oltre a clikkare e premiare, tranquillizza il cane con le parole che usi di solito (bravo.. ben fatto.. bene.. così) con un tono dolce e calmante ogni volta che il cane si allontana dalla porta.

Continua ad allenarti con questo esercizio finché percepisci che il cane si rende conto che il click avviene quando si allontana dalla porta.

Quando ha acquisito questo sei pronto per il passo successivo.

Finché il cane non riesce a resistere e continua ad avvicinarsi alla porta ripeti l'esercizio. Può darsi che servano diverse ripetizioni o diversi giorni, dipende dal condizionamento che ha avuto il cane in precedenza. Non avere fretta, l'apprendimento corretto di questa prima fase aiuterà te ed il cane a rimanere focalizzati anche quando verrà aggiunto il suono del campanello.

Se il cane salta sulla porta, usa il tuo corpo per impedire questo movimento, invadi il suo spazio se è necessario, non  mantenere il contatto visivo e non parlare, fa un respiro profondo, allontanati dalla porta così che capisca che non la stai aprendo, lascia cadere qualche bocconcino per terra (lontano dalla porta) aggiungendo un segnale, magari con l'indice della mano, in modo che capisca che succedono cose piacevoli allontanandosi dalla porta.
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Nel prossimo post inseriremo l'apertura della porta...

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domenica 25 aprile 2010

Come far smettere il cane che abbaia - I°

Non ti piacerebbe avere un cane che quando sente il campanello se ne sta seduto calmo e tranquillo, o se ne va addirittura in un'altra stanza invece di innescare una imbarazzante battaglia di abbaio e sgridate?

Con certe razze di cani, specialmente quelli piccoli è veramente difficile, ma non impossibile.

Io ho avuto per anni dei fox terrier e con qualche soggetto non è stato per niente facile.

L'indole battagliera e nervile di questi cani unita ad una mancanza di programmazione delle mie azioni faceva sì che si installasse un vero e proprio riflesso condizionato che faceva letteralmente impazzire il cane ogni volta che sentiva il classico "Din-Don".

Una volta installato questo comportamento è difficilissimo da modificare.

E' importantissimo non sgridare il cucciolo quando manifesta questo comportamento le prime volte.

Per il cane abbaiare quando qualcuno si avvicina alla propria "tana" è una cosa naturale.

Sta semplicemente dando l'allarme, avvisa che ci potrebbe essere un potenziale pericolo.

Il fatto che il proprietario cominci a sua volta ad urlare e ad agitarsi rinforza il comportamento dell'animale e lo fa diventare un rito collettivo: l'allarme è stato dato, tutto il branco si agita e si prepara ad accogliere minacciosamente un potenziale aggressore.

Il cane non capisce la nostra lingua, non sa il significato delle parole  basta, smettila, finiscila di abbaiare, sta tranquillo. 

Il cane interpreta molto meglio il nostro linguaggio del corpo: eccitazione, irrigidimento, tono di voce alto o altissimo, grande agitazione; quando non addirittura aggressione e violenza fisica nei suoi confronti.

Per cui la regola numero uno è mantenere la calma. 

Tono di voce normale. 

Parole e gesti calmanti.

Ferdinand Brunner nel suo libro "Come capire il cane e farsi capire da lui" (Longanesi 1989) suggerisce di tenere chiusa la bocca del cane con le mani per qualche minuto.

Secondo Brunner questo gesto sollecita un meccanismo scatenante innato.

Nei lupi e in altri canidi è stato osservato un modulo comportamentale definito "mordersi il muso" che ha un effetto inibitorio su una attività indesiderata svolta dal partner sociale.

Gli animali gelosi lo utilizzano nei confronti del loro partner che si fa accarezzare dall'uomo; i genitori verso la prole quando disturba e gli animali bisognosi di riposo con i compagni che li esortano al gioco.

Anche i cuccioli che abbaiano e guaiscono sono sollecitati in questo modo dalla madre a zitti e fermi.

Sembra quindi rappresentare uno stimolo chiave per l'inibizione di una attività vocale o motoria in corso.

I fanatici del "Metodo Gentile" non saranno d'accordo con questo approccio, ma seguire il percorso già tracciato dalla natura spesso conduce al successo.

Naturalmente l'uomo lo dovrebbe eseguire con le mani: una mano tiene fermo il cane per la collottola e con l'altra già vengono bloccate le fauci pronunciando contemporaneamente un secco "NO".

Il tutto senza animosità, con la calma e l'autorevolezza del leader.

Nel prossimo post vedremo l'approccio decisamente diverso del Clicker training.

Ogni cane è diverso, così come ogni proprietario, per cui è opportuno avere diverse possibilità e diverse strategie per poter scegliere quella che più si adatta al tuo caso.



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Ti comporti da leader?

Segnalo questo articolo che guarda caso coniuga le mie due passioni:
gli studi di PNL (programmazzione Neuro Linguistica) e sviluppo personale con l'amore per i cani.

L'autore è Mattia Marasco che scrive sul Blog DogCoach che come viene definito egli stesso è 
"un blog per chi è così matto da pensare che sia possibile cambiare il mondo".

In questo articolo Mattia parla di Leadership ed è molto istruttivo sia per il  rapporto con il nostro cane che  con i nostri colleghi, i nostri figli, il marito, la moglie ecc.

buona lettura
http://www.dogcoach.it/2010/04/ti-comporti-da-leader/

 


domenica 18 aprile 2010

addestrare il cane per le prove di lavoro


Una cosa è educare un cane a comportarsi in maniera che possa vivere una vita felice nella società degli umani, altro è invece addestrare il cane perche possa partecipare a delle gare e manifestazioni sportive come le prove di lavoro, agility e obedience.

Se è vero che chiunque con un minimo di conoscenze e un po' di impegno può istruire il proprio cane ad essere  educato, in modo che la convivenza nella famiglia che lo ospita sia un vero piacere, è altrettanto vero che per avere un cane sportivo sono indispensabili delle abilità maggiori ed è indispensabile, in questo caso, rivolgersi a un Istruttore Cinofilo professionista.

Avere la mia nuova cagnetta, scrivere su questo blog e di conseguenza ritornare ad immergermi nei libri, nelle riviste e nei siti italiani ed esteri che parlano di cani, mi ha fatto venire voglia di alzare un pò il livello di quello che voglio fare con la mia cucciola e stò cominciando a pensare di prepararla a partecipare a qualche prova di lavoro.

Per questo ho contattato il mio vecchio amico addestratore con il quale feci un corso diversi anni fa per per addestrare il mio pseudo- Pastore Tedesco di nome Nero che avevo a quei tempi.
Nella foto io e nero anni 80 a Forcella Lantander sulle montagne dell'Alpago.


Molto gentilmente Loris mi ha aiutato con i suoi consigli a fare un po' di chiarezza su come e perché continuare l'addestramento della mia cucciola.

La prima cosa da capire è (come del resto nella nostra vita di tutti i giorni) dove vogliamo arrivare con quello che stiamo facendo: ossia fare un po' di chiarezza su quelli che sono gli obiettivi che ci prefiggiamo con ciò che andiamo ad insegnare al nostro animale.

In particolare in questo primo approccio abbiamo parlato di.

  • obiettivi(cosa fare e perché)
  • ambiente (il box, la cuccia, luoghi per l'allenamento, come e perché uscire con il cane, chi viene in contatto con il cane  e perché)
  • alimentazione
  • attrezzatura per l'addestramento
  • abbigliamento
  • tempi e metodi (dove, quando, quanto, come)
  • i comandi di base - vieni, seduto, terra, resta, condotta al piede
  • rinforzi positivi e rinforzi negativi
  • come fare per avere un cane attento e motivato
 Nei prossimi post andremo ad analizzare un po più nel dettaglio alcuni di questi aspetti.



lunedì 5 aprile 2010

Educazione Del Cane Al Richiamo

Ti piacerebbe che il tuo cane venisse di corsa da te ogni volta che lo chiami?


E’ possibile e anzi, relativamente facile, addestrare il cane ad obbedire al richiamo, anche se, essendo  come noi umani un essere vivente e non una macchina, non è possibile avere una sorta di telecomando e far fare al cane ciò che si vuole al 100%.

Come noi umani il cane prova delle emozioni , o meglio non so se nel caso dei cani si possa parlare proprio di emozioni , sicuramente prova delle “sensazioni”, che possono essere positive o negative e  si comporta in modo diverso a seconda dell’ambiente e degli stimoli esterni ai quali è sottoposto.

Per avere un cane che obbedisce al richiamo è indispensabile che colleghi al segnale e al fatto di avvicinarsi a te quando lo esibisci, delle sensazioni positive.
Il cane deve percepire che stare vicino a te vuol dire essere al sicuro, ricevere attenzione, carezze, cibo, coccole, gioco ecc…
Come in qualsiasi altro aspetto dell’addestramento più precocemente si inizia e meglio è.
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Ieri stavo andando a fare una passeggiata con la mia cucciolona dobermann sul greto di un torrente dove la lascio sempre correre un po’ libera, perché si svaghi, si sgranchisca, alleni un po’ la muscolatura e naturalmente anche per rinforzare l’abitudine a venire quando la chiamo anche se si trova molto lontano da me (fischio).
Quando stavo per arrivare sul punto dove di solito la libero, è arrivata in macchina una coppia con un cagnone enorme sul bagagliaio che faceva il diavolo a quattro.
Quando lo hanno fatto scendere ho visto che era un stupendo esemplare di Schnauzer Gigante Nero,.. enorme, molto irruento ed anche lui come la mia molto giovane.
Ho chiesto al proprietario se gradiva che li facessimo socializzare un po’ e se voleva che gli facessimo fare qualche corsa assieme sul greto del torrente.
Per me è importante che il cane impari ad approcciare i suoi simili in maniera civile e più occasioni ci sono per fare nuove amicizie meglio è.
Per quanto riguarda il farli avvicinare, dopo qualche ritrosia, è stato d’accordo, e nel giro di qualche secondo i due animali si erano annusati e tranquillizzati, anche perché di sesso opposto.
Per quanto riguarda invece liberarli e farli correre un po’ sul greto è stato inflessibile:

-Io non lo lascio mai libero.
-Guardi che qui l’ambiente è circoscritto, da una parte c’è il torrente, dall’altra c’è l’argine in cemento, in fondo c’è il lago, le possibilità che il cane sfugga al controllo sono veramente minime
-Non mi fido, … ho paura che mi scappi...

Ed è proprio questo il punto.

Per poter ottenere collaborazione (non cieca obbedienza) dal proprio animale è indispensabile la fiducia.

Non saranno certamente un guinzaglio, o un collare a strangolo, o una museruola che possono garantire che il cane sia sotto il tuo controllo se tu non ti fidi di lui,… e lui di te.

La fiducia non è una sensazione che nasce dal fatto che noi abbiamo sempre dei mezzi fisici per controllare l’animale, ma è un rapporto che va creato e alimentato giorno per giorno.

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Alcuni consigli derivanti dalla mia esperienza e dalle mie letture per far si che il cane venga da te quando lo chiami :

-Fin da cucciolo per farlo venire pronuncia sempre il suo nome ed il comando vieni;

-E’ importante che che il cucciolo venga chiamato con il comando completo, “Nome-Vieni” e non solo con il nome. Il nome lo sente diverse volte al giorno ed in diverse occasioni e quindi non è sufficiente per farlo “scattare” con la dovuta prontezza;

- Quando arriva da te premialo sempre con delle coccole o con un bocconcino o con un gioco , insomma qualcosa di piacevole (puoi rinforzare con il clicker ma su questo farò un post specifico);

-  Le prime volte abbassati, accucciati al suo livello e vedrai che funziona molto meglio;

-  Nella mente del cane il comando deve essere associato a situazioni piacevoli e positive per lui. Se per esempio sta giocando con un altro cane sarà abbastanza difficile offrirgli qualcosa di più gratificante e bisogna in quei casi essere molto pazienti specie quando è cucciolo;

-  Chiamalo per dargli da mangiare, chiamalo per farlo giocare, chiamalo quando stai per portarlo in passeggiata, chiamalo quando sta già venendo verso di te per farsi coccolare, chiamalo quando arrivi a casa;

-  Se il cane è distratto o intento in qualcosa per lui interessante, prima del comando attira la sua attenzione, un battito di mani, un fischio, uno schiocco con la lingua (se non ti guarda);

-  Se invece ti sta guardando ma è indeciso sul da farsi fa uno scarto, o una piccola corsa, abbassati e batti le mani, agita qualcosa… un giocattolo o una cosa che a lui piace, mettiti a correre per farti inseguire;

-  Non dare MAI al cane la possibilità di ignorare quattro o cinque volte il richiamo. Se non viene al primo o al massimo al secondo segnale, ignoralo, girati da un’altra parte, mantieni la calma, non fare l’offeso, va a prenderlo con noncuranza. Fa qualsiasi cosa che non sia ripetere più volte lo stesso comando, altrimente gli insegnerai esattamente quello che non vuoi, ossia ad ignorare il comando.

-  Non punire MAI il cane quando arriva, neppure se prima di venire ha combinato qualcosa di negativo o se non è venuto ai primi richiami. Questo purtroppo è l’errore più grave che viene commesso dai proprietari di cani. L’animale non può associare la punizione ad un errore commesso prima, ma la associerà invece all’ultima azione che ha compiuto, ossia quella di venire, così le volte successive si chiederà se lo stiamo chiamando per punirlo (comando e rapporto di fiducia seriamente compromessi);

-  Fai delle prove in un ambiente circoscritto e poi, man mano che aumenta l’affidabilità, in spazi sempre più aperti;

-  Nel primo anno di vita prendilo come un allenamento da fare quotidianamente, a distanze e in condizioni di distrazione sempre più difficili;

-  Oltre al comando vieni, io insegno sempre ai miei cani ad accorrere quando fischio, è molto utile in campo aperto, quando il cane è fuori dalla vista o lontano. Se non sai fischiare ti puoi procurare un fischietto apposito in vendita nei negozi specializzati.

Se ti è piaciuto questo post, oppure se non ti è piaciuto o se semplicemente vuoi lasciare delle osservazioni, qualsiasi commento sarà comunque gradito.

domenica 4 aprile 2010

un cane ben addestrato

"Per il suo cane ogni uomo è Napoleone; da quì deriva la costante popolarità dei cani"

... Aldous Huxley

Avere un cane ben addestrato non è solamente piacevole per te, ma i cani che ricevono una buona educazione sono sicuramente molto più tranquilli e felici.

E' meno probabile che si trovino a litigare con altri cani ed tendono a socializzare meglio con gli altri animali che trovano in ambienti pubblici.


Nel primo anno di età è estremamente importante che il cane frequenti ambienti diversi come piazze, mercati, possibilmente esposizioni canine o centri di addestramento dove possa venire in contatto con altri animali della sua specie.

E' inoltre molto importante avere un cane ben educato se si hanno bambini o persone anziane in famiglia o nel vicinato.

Il poco tempo impiegato nell'addestrare il tuo cane e/o nell'acquisire le competenze e le informazioni su come farlo, avrà un impatto determinante nel piacere che potrai ricavare dal vostro rapporto in tutti gli che rimarrà con te.

Inoltre i momenti che impieghi nell'addestramento, permettendo una maggiore conoscenza reciproca, fortificano il legame di amicizia e la capacità di interpretare i bisogni l'uno dell'altro.

mercoledì 24 marzo 2010

Segnali condizionanti di Inibizione - Come Far Smettere Al Cane Un Comportamento Indesiderato




Un rinforzo positivo tempestivo comunica a chi lo riceve che sta facendo la cosa giusta e che se continua a farla, oltre a far piacere al trainer, riceverà un premio.

Allo stesso modo è possibile attuare un rinforzo negativo, collegato ad una punizione, che comunica a chi lo riceve che sta facendo la cosa sbagliata e se il comportamento non cessa accadrà qualcosa di spiacevole.

Insegnare utilizzando principalmente rinforzi positivi non significa che si debba rinunciare completamente ad usare il NO quando è necessario.

Naturalmente l'uso di rinforzi negativi va usato quando necessario e senza esagerare nell'uso delle "correzioni" nell'insegnamento.

Gli istruttori che prediligono questo approccio tendono a dare al rinforzo negativo lo stesso valore di quello positivo, senza tener conto degli effetti negativi della punizione, utilizzano la punizione senza stabilire un segnale di avvertimento; un segnale condizionante di inibizione.

Per far si che il NO sia efficace è indispensabile stabilire un collegamento con la punizione, ossia farlo diventare un "rinforzo negativo condizionato".

Un comportamento indesiderato della mia cucciola di dobermann per esempio era quello di saltarmi addosso con le zampe. Lei ovviamente lo faceva per giocare e non poteva distinguere fra la tuta usata per giocare con lei e i pantaloni puliti e stirati per andare in ufficio.

In questo caso si può usare il condizionamento positivo e rinforzare con il Clicker quando è giù con le zampe a terra, però non è facile farle capire che l'altro comportamento non va bene.

Io ho usato il vecchio sistema di pestarle le zampe posteriori quando esibiva questo comportamento, subito dopo aver pronunciato un forte "NO!"

Sono bastate due o tre volte e il comportamento è scomparso, inoltre il cane ha cominciato a capire che dopo il no, se non interrompe quello che sta facendo, arriva qualcosa di spiacevole.

D'altro canto è estremamente difficile ottenere un comportamento desiderato con le punizioni, e non semplicemente perché bloccano il comportamento anziché attivarlo, ma perché non sono legate a un rinforzo condizionato anche se negativo.

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domenica 14 marzo 2010

come far smettere al cane di abbaiare 1°

Ti è mai capitato di sentirti in imbarazzo perché il tuo cane fuori in cortile continua ad abbaiare senza alcun motivo?

Oppure  che il semplice fatto che qualcuno suoni il campanello lo faccia scatenare come se ci fosse in atto un attacco nucleare?

I cani abbaiano per diversi motivi, alcuni accettabili altri meno.

Molto spesso le ragioni per le quali i cani abbaiano sono le seguenti:

- Allarme. Molto spesso è anche un dovere del cane. L'abbaio serve ad attirare l'attenzione su qualcosa di strano o per  ciò che lui ritiene una potenziale minaccia;
- Paura. L'abbaio serve ad allontanare qualcosa che non gli piace o di cui ha paura;
- Richiesta di attenzione. Il cane reclama attenzione;
- Frustrazione. Il cane abbaia perché è sottoposto ad una situazione che gli crea confusione, stress o frustrazione.
- Noia. Il cane abbaia per divertimento, per passarsi il tempo.

Valuta interamente la situazione.

Quando affronti il "problema" dell'abbaiare eccessivo, è importante avere una visione completa della situazione.

L'abbaiare è semplicemente il sintomo.

Per esempio paura, noia oppure stress.

Se riesci a risolvere il problema il sintomo scomparirà.

Comunque se tratti solo il sintomo, il problema si rimanifesterà nello stesso modo o in un'altro che potrebbe essere anche peggiore.

E' fondamentale trattarela causa e non il sintomo, nonché definire un comportamento (per l'animale o per l'essere umano che ne ha la responsabilità) che crei una alternativa.

Ci sono situazioni nelle quali l'abbaiare non è il sintomo di un problema sottostante, ma si tratta semplicemente di "comunicazione".

Come ad esempio: "C'è qualcuno fuori dalla porta", o :"Voglio uscire a fare i bisogni" oppure: "Ho fame!!"

La prima cosa è ascoltare il cane, osservare la situazione e farsi una idea delle motivazioni dell'abbaio.

Definire se l'abbaio è una risposta adeguata. Spesso l'abbaiare è un comportamento desiderato. Altre volte è meglio insegnare al cane un comportamento alternativo.

E' sempre tua responsabilità definire quale sia il comportamento adeguato in ogni situazione.

Per esempio il tuo cane vuole dare l'allarme quando entra una macchina nel tuo cortile.

Per prima cosa ascolta il cane e individua il problema, fa un controllo per stabilire il motivo dell'abbaio, ringrazia il cane per aver attirato la tua attenzione e rassicuralo che ora hai preso il controllo.

Decidi come vuoi che reagisca in futuro quando arriva un estraneo.

Probabilmente abbaia per metterti in allerta, ma una volta che lo ha fatto desideri che se ne stia tranquillo. 

Se è così, interrompi l'abbaio e segnala un altro comportamento rinforzabile.

Addestra il cane a rimanere in silenzio.

Addestrando il cane ad abbaiare a comando, gli puoi anche insegnare a rimanere in silenzio a comando.

(Lo vedremo nei prossimi post.)

Sfortunatamente l'abbaiare è un comportamento auto-rinforzante, per cui spesso aspettare che cessi rinforzando un comportamento alternativo non produce alcun risultato.

In certi casi oltre a rinforzare un comportamento alternativo desiderato si rende necessario mettere in atto dei rinforzi negativi.

Se il cane continua ad abbiare anche se gli è stato dato il comando di fare qualcos'altro,o se il cane abbaia per attirare l'attenzione, uno dei comportamenti più efficaci è quello di eliminare quello che desidera.

Per esempio se il cane abbaia perché vuole essere liberato dal suo box, interrompi l'azione di andare verso il box se abbaia, oppure torna sui tuoi passi e invece avvicinati  e liberalo se smette.

(ti ricordi il post  sulla "mediazione"?.)

Inoltre controlla l'ambiente e fa in modo che l'abbaiare non sia innescato e rinforzato inavvertitamente da fattori esterni.

Se il cane abbaia quando vede le persone passare sulla strada, oscura la visuale in modo che il cane non possa vederle.

Oppure se abbaia quando è lasciato solo in cortile, portalo in casa solo se quando esci sei in grado di fare qualcosa con lui..

Scarica su di lui la responsabilità di ciò che accade, se abbaia quello che vuole si allontana, se smette quello che vuole si avvicina.



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sabato 6 marzo 2010

come comportarsi con cani aggressivi

Ti è mai capitato di aver paura di un cane?

Oppure di assistere ad una scena in cui c'è un bambino che corre ed il cane lo insegue?

Purtroppo ogni tanto i mass media ci riportano notizie tragiche di bambini o persone aggredite da cani.

Questi incidenti che a volte diventano vere e proprie tragedie potrebbero essere evitate?

Se hai visto ed ascoltato i video del post precedente della intervista alla dottoressa Eleonora Mentaschi 
hai capito che c'è sempre un motivo per cui questi incidenti accadono e che, con una corretta educazione del cane e delle persone (bambini e adulti) con i quali è in contatto,  si potrebbe evitare il ripetersi di questo tipo di incidenti

Non dobbiamo dimenticare che anche se viviamo sotto lo stesso tetto apparteniamo a due specie animali diverse e quindi abbiamo dei modi di comunicare differenti.

Per poter vivere assieme in tranquillità è indispensabile che l'uomo impari a relazionarsi in modo corretto con il cane e sarebbe opportuno che anche nelle scuole venissero insegnato come avvicinare un cane e come relazionarsi con esso in tranquillità.

La gran parte degli incidenti e delle morsicature avvengono nell'ambito familiare, ossia è il cane di casa a mordere e/o aggredire i propri familiari.

Per cui da una parte è opportuno educare il cane fin da cucciolo a controllare la propria bocca e dall'altra educare noi stessi e soprattutto i bambini che vengono in contatto con il nostro animale, a relazionarsi in maniera appropriata.

Innanzitutto è indispensabile che se il bambino è molto piccolo (fino ai 5-6 anni) ci sia sempre un adulto che tiene sotto controllo la situazione, indipendentemente dalle dimensioni e dalla bontà del cane.

Al bambino deve essere insegnato a non disturbare il cane mentre mangia, mentre dorme e quando ha un osso o un oggetto in bocca.

Bisogna fargli capire che se  corre, per il cane è naturale mettersi all'inseguimento ed è possibile che gli salti addosso, magari per giocare, con il rischio di farlo cadere o, se di grandi dimensioni, di fargli male.

Il cane non è un giocattolo ed anche se è buono e paziente deve essere trattato in modo opportuno, per cui bisogna evitare di tirargli la coda, il pelo, le orecchie.

Sono cose banali, semplici regole di buona convivenza che aiutano il cane ed il bimbo a vivere la loro relazione nel rispetto reciproco.


Si può verificare anche il caso che il cane sviluppi una forma di gelosia, ossia che si senta sorpassato dal bambino nella scala gerarchica specialmente se questo arriva in famiglia dopo di lui.

La presenza del nuovo arrivato deve essere vissuta dal cane in maniera positiva, evitando di sgridarlo o di confinarlo se si avvicina al bebè e fare in modo che ogni volta che sono presenti entrambi anche il cane possa provare delle sensazioni positive.


Anche se è naturale riversare tutta l'attenzione sul bambino non scordiamoci mai del cane, gratifichiamolo con qualche carezza, qualche gioco o qualche bocconcino in modo che associ la presenza del bambino a momenti piacevoli.

Se il cane dovesse dimostrare aggressività o ci fossero dei dubbi nella propria capacità di gestire la situazione è opportuno rivolgersi a degli educatori professionisti per farsi aiutare.

I nostri ragazzi potrebbero incontrare dei cani anche fuori dall'ambito familiare, per strada o in casa di amici, se sono cresciuti con un animale in casa molte norme di comportamento le dovrebbero conoscere, un cane sconosciuto può però reagire in maniera diversa ed inaspettata.

Per avvicinarsi a cani sconosciuti chiedere prima il permesso del proprietario, MAI accarezzare un cane sconosciuto sulla testa (al cane potrebbe sembrare una minaccia o un gesto di dominanza), avvicinarsi con calma, farsi annusare, evitare di correre, di gridare e di fare movimenti bruschi ed improvvisi.



Se il cane ( di casa o sconosciuto) comincia a diventare troppo invadente nelle sue effusioni, o comincia ad inseguirti, oppure ti fa sentire in qualche modo a disagio, puoi adottare la tecnica che in inglese viene chiamata "be a tree", ossia "essere un albero".

Gli alberi sono fermi,.. statici, non sono per niente interessanti per i cani, non giocano e non si fanno inseguire.

Se diventi un albero il cane perderà tutto l'interesse.


Nel video che segue c'è una piccola dimostrazione di questa tecnica con mia figlia, sua cugina e la nostra cucciola di dobermann.

giovedì 4 marzo 2010

comportamento impulsivo del cane, la mediazione

 

 Ti capita mai di avere l'impressione che il tuo cucciolo o il tuo cane, proprio non sappia resistere a fare qualcosa che magari a te non fa piacere?

Per esempio una delle cose che a me dava  fastidio era quando Agnes, la mia cucciola di dobermann, nel momento in cui stavamo per entrare o per uscire di casa, dava una graffiata alla porta, proprio una frazione di secondo prima che si aprisse. 

Non so se capitano anche a te questo genere di cose, come per esempio quando stai passeggiando tranquillamente al guinzaglio e mentre ti avvicini al palo della luce,.. sembra come che il cane conosca perfettamente la lunghezza del quinzaglio e scatti mezzo metro prima in maniera tale da costringerti a fare un balzo per lasciarlo annusare e laciare a sua volta traccia del proprio passaggio.

Questi sono solo esempi banali e cominciando a controllare, a "mediare" su questo tipo di comportamenti si può riuscire a migliorare notevolmente la nostra capacità di controllare il nostro animale anche in situazioni più  difficili.

Il concetto è quello di trasferire sul cane la responsabilità del fatto che un determinato evento che lui auspica si verifichi.

Non solo.

Devi anche cercare di fare in modo che il cane consideri te stesso l'intermediario per poter ottenere più rapidamente ciò che desidera e quindi non agisca in maniera diretta e individuale.

Nel branco dei lupi (da cui derivano i nostri cani) ci sono due procedure per raggiungere un determinato obiettivo:
- in modo individuale, per esempio cacciare piccole prede come potrebbe essere un coniglio;
- in branco, per obiettivi più impegnativi e non alla portata di un singolo animale, come per esempio cacciare un animale più grande e più veloce come un ungulato.

Per aver un controllo maggiore sul nostro cane, con la mediazione dobbiamo fare in modo che  scelga prevalentemente la seconda modalità e che si rivolga sempre al proprietario per soddisfare i propri bisogni.

Gli esercizi possono essere diversi.

- Il caso della zampata sulla porta, per esempio, è una occasione ottima per far capire al cane che la responsabilità è sua: se dà la zampata la porta si richiuderà immediatamente e non si aprirà finche le sue zampe non saranno a terra. (ci si può aiutare con il clicker e in questo caso il rinforzo sarà il premio di poter uscire).

- lo stesso dicasi per indossare il guinzaglio. Finché il cane si agita e gira intorno come un pazzo non gli sarà messo il guinzaglio e quindi niente passeggiata. E' necessaria da parte nostra molta calma e autocontrollo e se rimaniamo fermi e tranquilli finché anche il cane non sarà fermo e tranquillo aiuteremo anche lui ad aumentare la propria calma ed il proprio autocontrollo.

- Il rito del cibo ci può aiutare. Appoggiare a terra la ciotola solo quando il cane sta fermo e poi dargli il "vai".

- Oppure tenere in mano un bocconcino, farlo annusare al cane che cercherà di prenderlo e darglielo quando si ferma e ci quarda, magari rinforzando anche quì con il clicker.

E' importante che ti eserciti con questi esercizi, o altri sullo stesso genere che ti possono venire in mente, per poter aumentare l'autocontrollo del tuo cane o del tuo cucciolo e diventare per lui il punto di riferimento indispensabile.

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martedì 2 marzo 2010

Il Rinforzo Positivo

L'addestramento basato sul rinforzo, che deriva dalla branca della psicologia chiamata "comportamentismo", è quel modo di istruire chiunque, animale o essere umano, vecchio o giovane, se stessi o qualcun altro, ad apprendere e adottare determinati comportamenti desiderati.

Far smettere il cane di abbaiare, oppure allenare se stessi a non rispondere male ai propri genitori o ai propri figli.

Riuscire ad influenzare il comportamento dei propri animali, dei pripri figli, del capoufficio o dei propri amici.

Aumentare le proprie abilità: a ballare il tango, apprendere una lingua straniera, essere convincente con i Clienti, giocare a scacchi o accrescere le capacità di memoria.

Tutto questo usando i principi dell'allenamento/addestramento basati sul rinforzo.

Noi tutti adottiamo inconsapevolmente continuamentedei rinforzi quando tentiamo di cambiare il nostro comportamento o quello altrui, solo che di solito lo facciamo in maniera poco appropriata.

Minacciare, litigare, imporre il proprio punto di vista ecc. ecc.

Critichiamo gli altri quando le cose vanno male e non si comportano come noi desidereremmo e ci perdiamo l'opportunità di elargire il nostro apprezzamento quando tutto va bene.

Siamo severi ed impazienti con i nostri figli, con i nostri familiari, .. persino con noi stessi e ci sentiamo anche in colpa per questo.

Qualcuno suppone di poter raggiungere i propri scopi anche senza causare sofferenza, ma è poco usuale, non si riesce a concepire.

Gli istruttori, gli insegnanti e i trainer più all'avanguardia e più illuminati si avvalgono delle leggi del rinforzo positivo.

Qualunque sia l'obiettivo dell'insegnamento,..sia tenere tranquillo un bambino alla cassa del supermercato, che educare un cucciolo a non fare la pipì in casa, che fare da coach ad una squadra di rugby oppure imparare a memoria una poesia, sarà molto più facile e divertente se sai come usare il rinforzo positivo.