addestramento ed educazione dei cuccioli e del cane adulto

mercoledì 24 marzo 2010

Segnali condizionanti di Inibizione - Come Far Smettere Al Cane Un Comportamento Indesiderato




Un rinforzo positivo tempestivo comunica a chi lo riceve che sta facendo la cosa giusta e che se continua a farla, oltre a far piacere al trainer, riceverà un premio.

Allo stesso modo è possibile attuare un rinforzo negativo, collegato ad una punizione, che comunica a chi lo riceve che sta facendo la cosa sbagliata e se il comportamento non cessa accadrà qualcosa di spiacevole.

Insegnare utilizzando principalmente rinforzi positivi non significa che si debba rinunciare completamente ad usare il NO quando è necessario.

Naturalmente l'uso di rinforzi negativi va usato quando necessario e senza esagerare nell'uso delle "correzioni" nell'insegnamento.

Gli istruttori che prediligono questo approccio tendono a dare al rinforzo negativo lo stesso valore di quello positivo, senza tener conto degli effetti negativi della punizione, utilizzano la punizione senza stabilire un segnale di avvertimento; un segnale condizionante di inibizione.

Per far si che il NO sia efficace è indispensabile stabilire un collegamento con la punizione, ossia farlo diventare un "rinforzo negativo condizionato".

Un comportamento indesiderato della mia cucciola di dobermann per esempio era quello di saltarmi addosso con le zampe. Lei ovviamente lo faceva per giocare e non poteva distinguere fra la tuta usata per giocare con lei e i pantaloni puliti e stirati per andare in ufficio.

In questo caso si può usare il condizionamento positivo e rinforzare con il Clicker quando è giù con le zampe a terra, però non è facile farle capire che l'altro comportamento non va bene.

Io ho usato il vecchio sistema di pestarle le zampe posteriori quando esibiva questo comportamento, subito dopo aver pronunciato un forte "NO!"

Sono bastate due o tre volte e il comportamento è scomparso, inoltre il cane ha cominciato a capire che dopo il no, se non interrompe quello che sta facendo, arriva qualcosa di spiacevole.

D'altro canto è estremamente difficile ottenere un comportamento desiderato con le punizioni, e non semplicemente perché bloccano il comportamento anziché attivarlo, ma perché non sono legate a un rinforzo condizionato anche se negativo.

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domenica 14 marzo 2010

come far smettere al cane di abbaiare 1°

Ti è mai capitato di sentirti in imbarazzo perché il tuo cane fuori in cortile continua ad abbaiare senza alcun motivo?

Oppure  che il semplice fatto che qualcuno suoni il campanello lo faccia scatenare come se ci fosse in atto un attacco nucleare?

I cani abbaiano per diversi motivi, alcuni accettabili altri meno.

Molto spesso le ragioni per le quali i cani abbaiano sono le seguenti:

- Allarme. Molto spesso è anche un dovere del cane. L'abbaio serve ad attirare l'attenzione su qualcosa di strano o per  ciò che lui ritiene una potenziale minaccia;
- Paura. L'abbaio serve ad allontanare qualcosa che non gli piace o di cui ha paura;
- Richiesta di attenzione. Il cane reclama attenzione;
- Frustrazione. Il cane abbaia perché è sottoposto ad una situazione che gli crea confusione, stress o frustrazione.
- Noia. Il cane abbaia per divertimento, per passarsi il tempo.

Valuta interamente la situazione.

Quando affronti il "problema" dell'abbaiare eccessivo, è importante avere una visione completa della situazione.

L'abbaiare è semplicemente il sintomo.

Per esempio paura, noia oppure stress.

Se riesci a risolvere il problema il sintomo scomparirà.

Comunque se tratti solo il sintomo, il problema si rimanifesterà nello stesso modo o in un'altro che potrebbe essere anche peggiore.

E' fondamentale trattarela causa e non il sintomo, nonché definire un comportamento (per l'animale o per l'essere umano che ne ha la responsabilità) che crei una alternativa.

Ci sono situazioni nelle quali l'abbaiare non è il sintomo di un problema sottostante, ma si tratta semplicemente di "comunicazione".

Come ad esempio: "C'è qualcuno fuori dalla porta", o :"Voglio uscire a fare i bisogni" oppure: "Ho fame!!"

La prima cosa è ascoltare il cane, osservare la situazione e farsi una idea delle motivazioni dell'abbaio.

Definire se l'abbaio è una risposta adeguata. Spesso l'abbaiare è un comportamento desiderato. Altre volte è meglio insegnare al cane un comportamento alternativo.

E' sempre tua responsabilità definire quale sia il comportamento adeguato in ogni situazione.

Per esempio il tuo cane vuole dare l'allarme quando entra una macchina nel tuo cortile.

Per prima cosa ascolta il cane e individua il problema, fa un controllo per stabilire il motivo dell'abbaio, ringrazia il cane per aver attirato la tua attenzione e rassicuralo che ora hai preso il controllo.

Decidi come vuoi che reagisca in futuro quando arriva un estraneo.

Probabilmente abbaia per metterti in allerta, ma una volta che lo ha fatto desideri che se ne stia tranquillo. 

Se è così, interrompi l'abbaio e segnala un altro comportamento rinforzabile.

Addestra il cane a rimanere in silenzio.

Addestrando il cane ad abbaiare a comando, gli puoi anche insegnare a rimanere in silenzio a comando.

(Lo vedremo nei prossimi post.)

Sfortunatamente l'abbaiare è un comportamento auto-rinforzante, per cui spesso aspettare che cessi rinforzando un comportamento alternativo non produce alcun risultato.

In certi casi oltre a rinforzare un comportamento alternativo desiderato si rende necessario mettere in atto dei rinforzi negativi.

Se il cane continua ad abbiare anche se gli è stato dato il comando di fare qualcos'altro,o se il cane abbaia per attirare l'attenzione, uno dei comportamenti più efficaci è quello di eliminare quello che desidera.

Per esempio se il cane abbaia perché vuole essere liberato dal suo box, interrompi l'azione di andare verso il box se abbaia, oppure torna sui tuoi passi e invece avvicinati  e liberalo se smette.

(ti ricordi il post  sulla "mediazione"?.)

Inoltre controlla l'ambiente e fa in modo che l'abbaiare non sia innescato e rinforzato inavvertitamente da fattori esterni.

Se il cane abbaia quando vede le persone passare sulla strada, oscura la visuale in modo che il cane non possa vederle.

Oppure se abbaia quando è lasciato solo in cortile, portalo in casa solo se quando esci sei in grado di fare qualcosa con lui..

Scarica su di lui la responsabilità di ciò che accade, se abbaia quello che vuole si allontana, se smette quello che vuole si avvicina.



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sabato 6 marzo 2010

come comportarsi con cani aggressivi

Ti è mai capitato di aver paura di un cane?

Oppure di assistere ad una scena in cui c'è un bambino che corre ed il cane lo insegue?

Purtroppo ogni tanto i mass media ci riportano notizie tragiche di bambini o persone aggredite da cani.

Questi incidenti che a volte diventano vere e proprie tragedie potrebbero essere evitate?

Se hai visto ed ascoltato i video del post precedente della intervista alla dottoressa Eleonora Mentaschi 
hai capito che c'è sempre un motivo per cui questi incidenti accadono e che, con una corretta educazione del cane e delle persone (bambini e adulti) con i quali è in contatto,  si potrebbe evitare il ripetersi di questo tipo di incidenti

Non dobbiamo dimenticare che anche se viviamo sotto lo stesso tetto apparteniamo a due specie animali diverse e quindi abbiamo dei modi di comunicare differenti.

Per poter vivere assieme in tranquillità è indispensabile che l'uomo impari a relazionarsi in modo corretto con il cane e sarebbe opportuno che anche nelle scuole venissero insegnato come avvicinare un cane e come relazionarsi con esso in tranquillità.

La gran parte degli incidenti e delle morsicature avvengono nell'ambito familiare, ossia è il cane di casa a mordere e/o aggredire i propri familiari.

Per cui da una parte è opportuno educare il cane fin da cucciolo a controllare la propria bocca e dall'altra educare noi stessi e soprattutto i bambini che vengono in contatto con il nostro animale, a relazionarsi in maniera appropriata.

Innanzitutto è indispensabile che se il bambino è molto piccolo (fino ai 5-6 anni) ci sia sempre un adulto che tiene sotto controllo la situazione, indipendentemente dalle dimensioni e dalla bontà del cane.

Al bambino deve essere insegnato a non disturbare il cane mentre mangia, mentre dorme e quando ha un osso o un oggetto in bocca.

Bisogna fargli capire che se  corre, per il cane è naturale mettersi all'inseguimento ed è possibile che gli salti addosso, magari per giocare, con il rischio di farlo cadere o, se di grandi dimensioni, di fargli male.

Il cane non è un giocattolo ed anche se è buono e paziente deve essere trattato in modo opportuno, per cui bisogna evitare di tirargli la coda, il pelo, le orecchie.

Sono cose banali, semplici regole di buona convivenza che aiutano il cane ed il bimbo a vivere la loro relazione nel rispetto reciproco.


Si può verificare anche il caso che il cane sviluppi una forma di gelosia, ossia che si senta sorpassato dal bambino nella scala gerarchica specialmente se questo arriva in famiglia dopo di lui.

La presenza del nuovo arrivato deve essere vissuta dal cane in maniera positiva, evitando di sgridarlo o di confinarlo se si avvicina al bebè e fare in modo che ogni volta che sono presenti entrambi anche il cane possa provare delle sensazioni positive.


Anche se è naturale riversare tutta l'attenzione sul bambino non scordiamoci mai del cane, gratifichiamolo con qualche carezza, qualche gioco o qualche bocconcino in modo che associ la presenza del bambino a momenti piacevoli.

Se il cane dovesse dimostrare aggressività o ci fossero dei dubbi nella propria capacità di gestire la situazione è opportuno rivolgersi a degli educatori professionisti per farsi aiutare.

I nostri ragazzi potrebbero incontrare dei cani anche fuori dall'ambito familiare, per strada o in casa di amici, se sono cresciuti con un animale in casa molte norme di comportamento le dovrebbero conoscere, un cane sconosciuto può però reagire in maniera diversa ed inaspettata.

Per avvicinarsi a cani sconosciuti chiedere prima il permesso del proprietario, MAI accarezzare un cane sconosciuto sulla testa (al cane potrebbe sembrare una minaccia o un gesto di dominanza), avvicinarsi con calma, farsi annusare, evitare di correre, di gridare e di fare movimenti bruschi ed improvvisi.



Se il cane ( di casa o sconosciuto) comincia a diventare troppo invadente nelle sue effusioni, o comincia ad inseguirti, oppure ti fa sentire in qualche modo a disagio, puoi adottare la tecnica che in inglese viene chiamata "be a tree", ossia "essere un albero".

Gli alberi sono fermi,.. statici, non sono per niente interessanti per i cani, non giocano e non si fanno inseguire.

Se diventi un albero il cane perderà tutto l'interesse.


Nel video che segue c'è una piccola dimostrazione di questa tecnica con mia figlia, sua cugina e la nostra cucciola di dobermann.

giovedì 4 marzo 2010

comportamento impulsivo del cane, la mediazione

 

 Ti capita mai di avere l'impressione che il tuo cucciolo o il tuo cane, proprio non sappia resistere a fare qualcosa che magari a te non fa piacere?

Per esempio una delle cose che a me dava  fastidio era quando Agnes, la mia cucciola di dobermann, nel momento in cui stavamo per entrare o per uscire di casa, dava una graffiata alla porta, proprio una frazione di secondo prima che si aprisse. 

Non so se capitano anche a te questo genere di cose, come per esempio quando stai passeggiando tranquillamente al guinzaglio e mentre ti avvicini al palo della luce,.. sembra come che il cane conosca perfettamente la lunghezza del quinzaglio e scatti mezzo metro prima in maniera tale da costringerti a fare un balzo per lasciarlo annusare e laciare a sua volta traccia del proprio passaggio.

Questi sono solo esempi banali e cominciando a controllare, a "mediare" su questo tipo di comportamenti si può riuscire a migliorare notevolmente la nostra capacità di controllare il nostro animale anche in situazioni più  difficili.

Il concetto è quello di trasferire sul cane la responsabilità del fatto che un determinato evento che lui auspica si verifichi.

Non solo.

Devi anche cercare di fare in modo che il cane consideri te stesso l'intermediario per poter ottenere più rapidamente ciò che desidera e quindi non agisca in maniera diretta e individuale.

Nel branco dei lupi (da cui derivano i nostri cani) ci sono due procedure per raggiungere un determinato obiettivo:
- in modo individuale, per esempio cacciare piccole prede come potrebbe essere un coniglio;
- in branco, per obiettivi più impegnativi e non alla portata di un singolo animale, come per esempio cacciare un animale più grande e più veloce come un ungulato.

Per aver un controllo maggiore sul nostro cane, con la mediazione dobbiamo fare in modo che  scelga prevalentemente la seconda modalità e che si rivolga sempre al proprietario per soddisfare i propri bisogni.

Gli esercizi possono essere diversi.

- Il caso della zampata sulla porta, per esempio, è una occasione ottima per far capire al cane che la responsabilità è sua: se dà la zampata la porta si richiuderà immediatamente e non si aprirà finche le sue zampe non saranno a terra. (ci si può aiutare con il clicker e in questo caso il rinforzo sarà il premio di poter uscire).

- lo stesso dicasi per indossare il guinzaglio. Finché il cane si agita e gira intorno come un pazzo non gli sarà messo il guinzaglio e quindi niente passeggiata. E' necessaria da parte nostra molta calma e autocontrollo e se rimaniamo fermi e tranquilli finché anche il cane non sarà fermo e tranquillo aiuteremo anche lui ad aumentare la propria calma ed il proprio autocontrollo.

- Il rito del cibo ci può aiutare. Appoggiare a terra la ciotola solo quando il cane sta fermo e poi dargli il "vai".

- Oppure tenere in mano un bocconcino, farlo annusare al cane che cercherà di prenderlo e darglielo quando si ferma e ci quarda, magari rinforzando anche quì con il clicker.

E' importante che ti eserciti con questi esercizi, o altri sullo stesso genere che ti possono venire in mente, per poter aumentare l'autocontrollo del tuo cane o del tuo cucciolo e diventare per lui il punto di riferimento indispensabile.

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martedì 2 marzo 2010

Il Rinforzo Positivo

L'addestramento basato sul rinforzo, che deriva dalla branca della psicologia chiamata "comportamentismo", è quel modo di istruire chiunque, animale o essere umano, vecchio o giovane, se stessi o qualcun altro, ad apprendere e adottare determinati comportamenti desiderati.

Far smettere il cane di abbaiare, oppure allenare se stessi a non rispondere male ai propri genitori o ai propri figli.

Riuscire ad influenzare il comportamento dei propri animali, dei pripri figli, del capoufficio o dei propri amici.

Aumentare le proprie abilità: a ballare il tango, apprendere una lingua straniera, essere convincente con i Clienti, giocare a scacchi o accrescere le capacità di memoria.

Tutto questo usando i principi dell'allenamento/addestramento basati sul rinforzo.

Noi tutti adottiamo inconsapevolmente continuamentedei rinforzi quando tentiamo di cambiare il nostro comportamento o quello altrui, solo che di solito lo facciamo in maniera poco appropriata.

Minacciare, litigare, imporre il proprio punto di vista ecc. ecc.

Critichiamo gli altri quando le cose vanno male e non si comportano come noi desidereremmo e ci perdiamo l'opportunità di elargire il nostro apprezzamento quando tutto va bene.

Siamo severi ed impazienti con i nostri figli, con i nostri familiari, .. persino con noi stessi e ci sentiamo anche in colpa per questo.

Qualcuno suppone di poter raggiungere i propri scopi anche senza causare sofferenza, ma è poco usuale, non si riesce a concepire.

Gli istruttori, gli insegnanti e i trainer più all'avanguardia e più illuminati si avvalgono delle leggi del rinforzo positivo.

Qualunque sia l'obiettivo dell'insegnamento,..sia tenere tranquillo un bambino alla cassa del supermercato, che educare un cucciolo a non fare la pipì in casa, che fare da coach ad una squadra di rugby oppure imparare a memoria una poesia, sarà molto più facile e divertente se sai come usare il rinforzo positivo.