addestramento ed educazione dei cuccioli e del cane adulto

domenica 25 aprile 2010

Come far smettere il cane che abbaia - I°

Non ti piacerebbe avere un cane che quando sente il campanello se ne sta seduto calmo e tranquillo, o se ne va addirittura in un'altra stanza invece di innescare una imbarazzante battaglia di abbaio e sgridate?

Con certe razze di cani, specialmente quelli piccoli è veramente difficile, ma non impossibile.

Io ho avuto per anni dei fox terrier e con qualche soggetto non è stato per niente facile.

L'indole battagliera e nervile di questi cani unita ad una mancanza di programmazione delle mie azioni faceva sì che si installasse un vero e proprio riflesso condizionato che faceva letteralmente impazzire il cane ogni volta che sentiva il classico "Din-Don".

Una volta installato questo comportamento è difficilissimo da modificare.

E' importantissimo non sgridare il cucciolo quando manifesta questo comportamento le prime volte.

Per il cane abbaiare quando qualcuno si avvicina alla propria "tana" è una cosa naturale.

Sta semplicemente dando l'allarme, avvisa che ci potrebbe essere un potenziale pericolo.

Il fatto che il proprietario cominci a sua volta ad urlare e ad agitarsi rinforza il comportamento dell'animale e lo fa diventare un rito collettivo: l'allarme è stato dato, tutto il branco si agita e si prepara ad accogliere minacciosamente un potenziale aggressore.

Il cane non capisce la nostra lingua, non sa il significato delle parole  basta, smettila, finiscila di abbaiare, sta tranquillo. 

Il cane interpreta molto meglio il nostro linguaggio del corpo: eccitazione, irrigidimento, tono di voce alto o altissimo, grande agitazione; quando non addirittura aggressione e violenza fisica nei suoi confronti.

Per cui la regola numero uno è mantenere la calma. 

Tono di voce normale. 

Parole e gesti calmanti.

Ferdinand Brunner nel suo libro "Come capire il cane e farsi capire da lui" (Longanesi 1989) suggerisce di tenere chiusa la bocca del cane con le mani per qualche minuto.

Secondo Brunner questo gesto sollecita un meccanismo scatenante innato.

Nei lupi e in altri canidi è stato osservato un modulo comportamentale definito "mordersi il muso" che ha un effetto inibitorio su una attività indesiderata svolta dal partner sociale.

Gli animali gelosi lo utilizzano nei confronti del loro partner che si fa accarezzare dall'uomo; i genitori verso la prole quando disturba e gli animali bisognosi di riposo con i compagni che li esortano al gioco.

Anche i cuccioli che abbaiano e guaiscono sono sollecitati in questo modo dalla madre a zitti e fermi.

Sembra quindi rappresentare uno stimolo chiave per l'inibizione di una attività vocale o motoria in corso.

I fanatici del "Metodo Gentile" non saranno d'accordo con questo approccio, ma seguire il percorso già tracciato dalla natura spesso conduce al successo.

Naturalmente l'uomo lo dovrebbe eseguire con le mani: una mano tiene fermo il cane per la collottola e con l'altra già vengono bloccate le fauci pronunciando contemporaneamente un secco "NO".

Il tutto senza animosità, con la calma e l'autorevolezza del leader.

Nel prossimo post vedremo l'approccio decisamente diverso del Clicker training.

Ogni cane è diverso, così come ogni proprietario, per cui è opportuno avere diverse possibilità e diverse strategie per poter scegliere quella che più si adatta al tuo caso.



Se questo post ti è piaciuto, oppure se non ti è piaciuto o se semplicemente vuoi esprimere la tua opinione, un tuo commento sarà in ogni caso gradito.

Ti comporti da leader?

Segnalo questo articolo che guarda caso coniuga le mie due passioni:
gli studi di PNL (programmazzione Neuro Linguistica) e sviluppo personale con l'amore per i cani.

L'autore è Mattia Marasco che scrive sul Blog DogCoach che come viene definito egli stesso è 
"un blog per chi è così matto da pensare che sia possibile cambiare il mondo".

In questo articolo Mattia parla di Leadership ed è molto istruttivo sia per il  rapporto con il nostro cane che  con i nostri colleghi, i nostri figli, il marito, la moglie ecc.

buona lettura
http://www.dogcoach.it/2010/04/ti-comporti-da-leader/

 


domenica 18 aprile 2010

addestrare il cane per le prove di lavoro


Una cosa è educare un cane a comportarsi in maniera che possa vivere una vita felice nella società degli umani, altro è invece addestrare il cane perche possa partecipare a delle gare e manifestazioni sportive come le prove di lavoro, agility e obedience.

Se è vero che chiunque con un minimo di conoscenze e un po' di impegno può istruire il proprio cane ad essere  educato, in modo che la convivenza nella famiglia che lo ospita sia un vero piacere, è altrettanto vero che per avere un cane sportivo sono indispensabili delle abilità maggiori ed è indispensabile, in questo caso, rivolgersi a un Istruttore Cinofilo professionista.

Avere la mia nuova cagnetta, scrivere su questo blog e di conseguenza ritornare ad immergermi nei libri, nelle riviste e nei siti italiani ed esteri che parlano di cani, mi ha fatto venire voglia di alzare un pò il livello di quello che voglio fare con la mia cucciola e stò cominciando a pensare di prepararla a partecipare a qualche prova di lavoro.

Per questo ho contattato il mio vecchio amico addestratore con il quale feci un corso diversi anni fa per per addestrare il mio pseudo- Pastore Tedesco di nome Nero che avevo a quei tempi.
Nella foto io e nero anni 80 a Forcella Lantander sulle montagne dell'Alpago.


Molto gentilmente Loris mi ha aiutato con i suoi consigli a fare un po' di chiarezza su come e perché continuare l'addestramento della mia cucciola.

La prima cosa da capire è (come del resto nella nostra vita di tutti i giorni) dove vogliamo arrivare con quello che stiamo facendo: ossia fare un po' di chiarezza su quelli che sono gli obiettivi che ci prefiggiamo con ciò che andiamo ad insegnare al nostro animale.

In particolare in questo primo approccio abbiamo parlato di.

  • obiettivi(cosa fare e perché)
  • ambiente (il box, la cuccia, luoghi per l'allenamento, come e perché uscire con il cane, chi viene in contatto con il cane  e perché)
  • alimentazione
  • attrezzatura per l'addestramento
  • abbigliamento
  • tempi e metodi (dove, quando, quanto, come)
  • i comandi di base - vieni, seduto, terra, resta, condotta al piede
  • rinforzi positivi e rinforzi negativi
  • come fare per avere un cane attento e motivato
 Nei prossimi post andremo ad analizzare un po più nel dettaglio alcuni di questi aspetti.



lunedì 5 aprile 2010

Educazione Del Cane Al Richiamo

Ti piacerebbe che il tuo cane venisse di corsa da te ogni volta che lo chiami?


E’ possibile e anzi, relativamente facile, addestrare il cane ad obbedire al richiamo, anche se, essendo  come noi umani un essere vivente e non una macchina, non è possibile avere una sorta di telecomando e far fare al cane ciò che si vuole al 100%.

Come noi umani il cane prova delle emozioni , o meglio non so se nel caso dei cani si possa parlare proprio di emozioni , sicuramente prova delle “sensazioni”, che possono essere positive o negative e  si comporta in modo diverso a seconda dell’ambiente e degli stimoli esterni ai quali è sottoposto.

Per avere un cane che obbedisce al richiamo è indispensabile che colleghi al segnale e al fatto di avvicinarsi a te quando lo esibisci, delle sensazioni positive.
Il cane deve percepire che stare vicino a te vuol dire essere al sicuro, ricevere attenzione, carezze, cibo, coccole, gioco ecc…
Come in qualsiasi altro aspetto dell’addestramento più precocemente si inizia e meglio è.
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Ieri stavo andando a fare una passeggiata con la mia cucciolona dobermann sul greto di un torrente dove la lascio sempre correre un po’ libera, perché si svaghi, si sgranchisca, alleni un po’ la muscolatura e naturalmente anche per rinforzare l’abitudine a venire quando la chiamo anche se si trova molto lontano da me (fischio).
Quando stavo per arrivare sul punto dove di solito la libero, è arrivata in macchina una coppia con un cagnone enorme sul bagagliaio che faceva il diavolo a quattro.
Quando lo hanno fatto scendere ho visto che era un stupendo esemplare di Schnauzer Gigante Nero,.. enorme, molto irruento ed anche lui come la mia molto giovane.
Ho chiesto al proprietario se gradiva che li facessimo socializzare un po’ e se voleva che gli facessimo fare qualche corsa assieme sul greto del torrente.
Per me è importante che il cane impari ad approcciare i suoi simili in maniera civile e più occasioni ci sono per fare nuove amicizie meglio è.
Per quanto riguarda il farli avvicinare, dopo qualche ritrosia, è stato d’accordo, e nel giro di qualche secondo i due animali si erano annusati e tranquillizzati, anche perché di sesso opposto.
Per quanto riguarda invece liberarli e farli correre un po’ sul greto è stato inflessibile:

-Io non lo lascio mai libero.
-Guardi che qui l’ambiente è circoscritto, da una parte c’è il torrente, dall’altra c’è l’argine in cemento, in fondo c’è il lago, le possibilità che il cane sfugga al controllo sono veramente minime
-Non mi fido, … ho paura che mi scappi...

Ed è proprio questo il punto.

Per poter ottenere collaborazione (non cieca obbedienza) dal proprio animale è indispensabile la fiducia.

Non saranno certamente un guinzaglio, o un collare a strangolo, o una museruola che possono garantire che il cane sia sotto il tuo controllo se tu non ti fidi di lui,… e lui di te.

La fiducia non è una sensazione che nasce dal fatto che noi abbiamo sempre dei mezzi fisici per controllare l’animale, ma è un rapporto che va creato e alimentato giorno per giorno.

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Alcuni consigli derivanti dalla mia esperienza e dalle mie letture per far si che il cane venga da te quando lo chiami :

-Fin da cucciolo per farlo venire pronuncia sempre il suo nome ed il comando vieni;

-E’ importante che che il cucciolo venga chiamato con il comando completo, “Nome-Vieni” e non solo con il nome. Il nome lo sente diverse volte al giorno ed in diverse occasioni e quindi non è sufficiente per farlo “scattare” con la dovuta prontezza;

- Quando arriva da te premialo sempre con delle coccole o con un bocconcino o con un gioco , insomma qualcosa di piacevole (puoi rinforzare con il clicker ma su questo farò un post specifico);

-  Le prime volte abbassati, accucciati al suo livello e vedrai che funziona molto meglio;

-  Nella mente del cane il comando deve essere associato a situazioni piacevoli e positive per lui. Se per esempio sta giocando con un altro cane sarà abbastanza difficile offrirgli qualcosa di più gratificante e bisogna in quei casi essere molto pazienti specie quando è cucciolo;

-  Chiamalo per dargli da mangiare, chiamalo per farlo giocare, chiamalo quando stai per portarlo in passeggiata, chiamalo quando sta già venendo verso di te per farsi coccolare, chiamalo quando arrivi a casa;

-  Se il cane è distratto o intento in qualcosa per lui interessante, prima del comando attira la sua attenzione, un battito di mani, un fischio, uno schiocco con la lingua (se non ti guarda);

-  Se invece ti sta guardando ma è indeciso sul da farsi fa uno scarto, o una piccola corsa, abbassati e batti le mani, agita qualcosa… un giocattolo o una cosa che a lui piace, mettiti a correre per farti inseguire;

-  Non dare MAI al cane la possibilità di ignorare quattro o cinque volte il richiamo. Se non viene al primo o al massimo al secondo segnale, ignoralo, girati da un’altra parte, mantieni la calma, non fare l’offeso, va a prenderlo con noncuranza. Fa qualsiasi cosa che non sia ripetere più volte lo stesso comando, altrimente gli insegnerai esattamente quello che non vuoi, ossia ad ignorare il comando.

-  Non punire MAI il cane quando arriva, neppure se prima di venire ha combinato qualcosa di negativo o se non è venuto ai primi richiami. Questo purtroppo è l’errore più grave che viene commesso dai proprietari di cani. L’animale non può associare la punizione ad un errore commesso prima, ma la associerà invece all’ultima azione che ha compiuto, ossia quella di venire, così le volte successive si chiederà se lo stiamo chiamando per punirlo (comando e rapporto di fiducia seriamente compromessi);

-  Fai delle prove in un ambiente circoscritto e poi, man mano che aumenta l’affidabilità, in spazi sempre più aperti;

-  Nel primo anno di vita prendilo come un allenamento da fare quotidianamente, a distanze e in condizioni di distrazione sempre più difficili;

-  Oltre al comando vieni, io insegno sempre ai miei cani ad accorrere quando fischio, è molto utile in campo aperto, quando il cane è fuori dalla vista o lontano. Se non sai fischiare ti puoi procurare un fischietto apposito in vendita nei negozi specializzati.

Se ti è piaciuto questo post, oppure se non ti è piaciuto o se semplicemente vuoi lasciare delle osservazioni, qualsiasi commento sarà comunque gradito.

domenica 4 aprile 2010

un cane ben addestrato

"Per il suo cane ogni uomo è Napoleone; da quì deriva la costante popolarità dei cani"

... Aldous Huxley

Avere un cane ben addestrato non è solamente piacevole per te, ma i cani che ricevono una buona educazione sono sicuramente molto più tranquilli e felici.

E' meno probabile che si trovino a litigare con altri cani ed tendono a socializzare meglio con gli altri animali che trovano in ambienti pubblici.


Nel primo anno di età è estremamente importante che il cane frequenti ambienti diversi come piazze, mercati, possibilmente esposizioni canine o centri di addestramento dove possa venire in contatto con altri animali della sua specie.

E' inoltre molto importante avere un cane ben educato se si hanno bambini o persone anziane in famiglia o nel vicinato.

Il poco tempo impiegato nell'addestrare il tuo cane e/o nell'acquisire le competenze e le informazioni su come farlo, avrà un impatto determinante nel piacere che potrai ricavare dal vostro rapporto in tutti gli che rimarrà con te.

Inoltre i momenti che impieghi nell'addestramento, permettendo una maggiore conoscenza reciproca, fortificano il legame di amicizia e la capacità di interpretare i bisogni l'uno dell'altro.