addestramento ed educazione dei cuccioli e del cane adulto

domenica 27 maggio 2012

DISC-DOG ovvero come insegnare al cane a prendere e riportare il Frisbee

Oggi vi propongo la versione di Karen Prior per insegnare al cane a giocare con il frisbee, o, come viene ormai comunemente chiamata questa nuova disciplina cinofila, il "DISC-DOG".
...Un esempio di comportamenti concatenati

Traduzione non ufficiale da “Don’t Shot The Dog di Karen Pryor"
Ezio De Bona
www.addestramento-del-cane.com
"Un amico di New York che porta tutti i week end  il suo golden retriver a Central Park per giocare a Frisbee, mi dice che il mondo sembra pieno di gente che ha trovato degli ostacoli provando a insegnare al proprio cane questo gioco.
E' un peccato perché giocare a Frisbee è un modo eccellente per far fare esercizio a un cane grande in città.
Il Frisbee è un obiettivo più lento e dai movimenti più irregolari di una semplice palla, forse più simile ad una preda reale, che incoraggia il cane a saltare e a immaginare una caccia che è divertente anche per il proprietario.
Inoltre giocare a Frisbee permette al proprietario di rimanere fermo e nello stesso tempo far esercitare le gambe del cane.
Ciò di cui le persone si lamentano è che il loro cane, se incoraggiato, salta cercando di prendere il frisbee quando gli viene agitato intorno, ma se lo lanciano, il cane rimane fermo e lo guarda mentre si allontana.
Oppure il cane lo insegue e lo prende ma poi non lo riporta indietro.
Ci sono due problemi addestrativi in questo gioco:
 il primo è che la distanza nella quale il cane insegue il frisbee deve essere determinata;
 il secondo è che questo gioco è una catena di comportamenti: 
  • primo il cane insegue il frisbee;
  • poi lo prende;
  • infine lo riporta indietro per un altro lancio.
Ogni comportamento deve essere imparato separatamente, e l'ultimo comportamento della catena, il riporto, deve essere imparato per primo.
Puoi insegnare il riporto a distanze minime - anche in casa - con qualcosa di semplice da portare: per esempio un vecchio calzino.
I cani da caccia lo fanno quasi spontaneamente.
Altre razze come Bulldog e Boxer, devono essere "modellati" attentamente per lasciare o restituire l'oggetto perché preferiscono giocare al tiro alla fune.
Quando il cane ha imparato a riportare le cose a comando e a lasciarle, insegni (il verbo inglese usato in questo caso è shape che significa dare forma, modellare) a inseguire e prendere il frisbee.
Prima fai eccitare il cane agitandogli il frisbee davanti al muso.



Glielo lasci prendere e te lo fai riportare diverse volte, lodandolo all'inverosimile, naturalmente.

Poi lo tieni in alto in aria, glielo lasci prendere quando salta e te lo fai riportare.
Poi lo lanci leggermente in aria e fai un sacco di lodi e smancerie quando lo prende.


Quando ha capito l'idea, puoi cominciare a modellare (shaping) il primo comportamento della catena, la caccia, lanciando il frisbee in su e lontano qualche passo così che il cane si deva muovere verso di esso per prenderlo.

Ed ora sei nella strada giusta per avere un grandissimo cane da frisbee.



Man mano che la distanza cresce, il cane deve imparare a guardare il frisbee e a posizionarsi bene per la caccia.
Questo richiede allenamento,  ci potranno volere un paio di week end perché il cane possa prendere un frisbee lanciato ad una decina di metri.
Un cane veloce in poco tempo sarà in grado di inseguire e prendere un frisbee alla distanza alla quale sarai in grado di lanciarlo.
La "Star del Frisbee" Ashley, una whippet, era in grado di prendere un frisbee lanciato alla distanza di un campo di calcio.
Sembra che i cani assaporino per proprio conto la loro abilità.
Una corsa brillante o una caccia gambe in spalla e ventre a terra che suscita uno spontaneo evviva fra gli spettatori, rende il cane letteralmente scintillante.
Tuttavia, dopo questa caccia il cane riporta sempre indietro il frisbee perché gli hai insegnato la parte finale della catena per prima e perché è ciò che gli fa guadagnare un rinforzo, che sia una lode o un altro lancio del frisbee.
Naturalmente puoi notare che se sei disattento al punto che il cane non ottiene né lodi, né il nuovo lancio, il riporto si deteriora.

Anche quando il cane comincia ad essere stanco per giocare ancora, esita con il riporto ritornando più lentamente e lasciando cadere il frisbee per strada.
Ciò significa che è ora passata di smettere, avete avuto entrambi la vostra parte di divertimento.

(nelle foto un bellisimo Nova Scotia Duck Tolling Retriever mentre viene allenato al riporto del frisbee)







Se ti è piaciuto questo post, oppure se non ti è piaciuto, o se comunque vuoi lasciare delle osservazioni o delle domande, qualsiasi commento sarà comunque gradito.

ezio(@)addestramento-del-cane.com

mercoledì 9 maggio 2012

Come addestrare un cane che tira al guinzaglio?


Buongiorno Ezio,
mi chiamo Emanuela e ho trovato il tuo blog su internet che mi ha molto interessato.

Io ho un problema che vorrei esporti perche inizia veramente a diventare insostenibile.

Io insieme al mio ragazzo siamo proprietari di un pastore tedesco di quasi due anni (ad agosto), viviamo in un appartamento nella periferia di una cittadina in provincia di Bolzano, entrambi lavoriamo ma il cane non rimane mai piu di 4/5 ore da solo in quanto quando i nostri turni si sovrappongono ho l'aiuto dei miei genitori che portano fuori il cane.

Sotto casa abbiamo un grande prato dove rimane libero a giocare anche per un ora, ed in più almeno una volta al giorno usciamo a fare una passeggiata di circa 1 ora in una zona tranquilla lungo il fiume.

A questo punto ti espongo il problema....il cane tira, non ha pace è sempre col fiatone e deve costantemente stare davanti a noi, contando che pesa ca. 40 kg ammetto che soprattutto per me non è facile gestirlo, ed inoltre, per aggiungere un problema al problema, appena vede un altro cane entra le suo mondo ed inizia con il mettersi a terra, attendere che l'altro cane si avvicini ed appena è ad una distanza di ca. 2 mt salta su ed inizia ad abbaiare come un matto cercando di andargli contro...non è un cane piccolo e più volte mi ha buttata a terra per non parlare del terrore negli occhi dell'altra gente.

Tutto questo rende passeggiare con lui un peso e non una gioia, vorremmo tanto poterlo portare con noi ovunque, in città, a bere un caffè, a fare una passeggiata al lago, ma in queste condizioni è impossibile.

A fine mese andiamo 3 giorni sul Lago di Garda in un campeggio dove i cani sono i benvenuti, beh speriamo tutti i giorni che andrà· bene e che non dovremmo tornare a casa più stanchi di prima.

Con il cane abbiamo provato quasi ogni tipo di addestramento possibile, ti racconto un po’ la storia:

lo abbiamo preso da un allevamento a Mira (VE) quando aveva 3 mesi e mezzo, appena arrivati abbiamo subito notato che il cane era stato separato dai fratelli (altri 8 cuccioli) ed inserito in un piccolo recinto da solo, l'allevatore ci ha detto che lo aveva separato perche sapeva che quel giorno lo saremmo andati a prendere, ma notando successivamente le crosticine che aveva sulla testa e sul corpo non ti nascondo che abbiamo pensato che lo avesse separato perche non andava daccordo con i fratelli, infatti ha dimostrato subito un caratterino molto deciso, forte, predominate e testardo.

I primi mesi a casa sono andati relativamente bene, chiaramente il cucciolo aveva bisogno di abituarsi alla nuova realtà, ricordo ancora la prima passeggiata che ho fatto, avrà avuto ca. 4 mesi e abbiamo percorso 2 km, beh ci abbiamo messo quasi 2 ore, ogni 100 mt si fermava, si guardava dietro e se c'era qualcuno si fermava finche questa persona non lo oltrepassava.

Piano piano questo problema si è risolto e si riusciva a camminare relativamente bene nonostante lui tirasse sempre in avanti senza mai stare al passo così all'età di 7 mesi lo portiamo ad un corso di addestramento che si teneva nel paese, appena arrivati decidono di inserire il cane insieme agli adulti invece che insieme ai cuccioli con nostra grande disapprovazione.

Il cane era ancora un cucciolo e aveva bisogno di giocare e socializzare, mentre nel corso degli adulti non facevano altro che strattonarlo, urlargli e altre soluzioni veramente molto pesanti, ho visto un altro cane che è stato alzato da terra con il collare e buttato giù di peso, appena si è rialzato il poverino ha addirittura vomitato, al nostro cane invece era stato messo il collare con le punte...dopo poche lezioni abbiamo subito abbandonato il corso, ma credo che comunque sia stato troppo tardi perche da li in poi il cane ha iniziato a diventare più aggressivo...

Successivamente ci siamo trovati con un gruppo di padroni di cani seguiti da un signore molto appassionato che ci dava indicazioni su come comportarci con il cane.

Tutti si È svolto in maniera molto tranquilla, i cani giocavano insieme e socializzavano, e per ca. mezzora si facevano degli esercizi tutti insieme per abituare il cane a camminare vicino ad altri cani, a fare lo slalom e tante altre cose di questo genere.

Logan (il nostro cane) si comportava molto bene con gli altri cani, sempre un po’ curioso e con tanta voglia di giocare, ma mai aggressivo.

Non ha comunque mai smesso di tirare, cercare di camminare con lui al passo era sempre molto difficile.

Abbiamo provato a con i premietti di tutti i generi, dai giochi, lui ama molto la pallina, ma il cane sta attento magari i primi 50 secondi e poi si stufa, non gli importa più nulla del cibo e dei giochi e riprende la sua strada davanti a noi.

In principio abbiamo sicuramente commesso l'errore di urlare al cane, sgridarlo, strattornarlo quando tirava troppo o quando si scagliava abbaiando contro altri cani, ma ora cerchiamo di essere più calmi possibile.

Nonostante questo lui quando vede sulla sua strada un altro cane entra in un mondo dove non sente più nulla e puoi fargli qualsiasi cosa, il suo sguardo è fisso verso l'altro cane, la cosa comunque interessante è che se ha la possibilità di avvicinarsi, inizia subito a scodinzolare e leccare in faccia l'altro cane, Logan non è cattivo, per questo non riusciamo a capire certi atteggiamenti.

Scusa per tutta questa lunga e contorta spiegazione sui comportamenti del mio cane, spero davvero tu mi possa aiutare perche noi non sappiamo proprio più cosa fare!

Sono sempre a tua disposizione per ulteriori domande!

Grazie infinitamente

Emanuela
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Rispondono gli addestratori - educatori cinofili Stefania Dalla Santa e Manuel Severin del Centro Cinofilo  "Ai Lavai" di Arcate (Treviso)

Salve Emanuela,
quello che  descrivi da a pensare a diverse ipotesi, utile sarebbe vedere, personalmente o con un filmatino, il vostro Logan in queste situazioni.

Una delle prime ipotesi è che l’addestramento coercitivo che Logan ha affrontato da cucciolo possa averlo spinto verso questo comportamento.

L’uso di punizioni positive e di strumenti come collari a strangolo e collari con le punte, oltre ad essere dei mezzi coercitivi che non rispettano l’animale sotto diversi aspetti, sono fonti di associazioni negative. Quando un cane indossa un collare a strangolo o con le punte, sente dolore quando tira verso un altro stimolo (ad esempio un cane).
Per la bestiola, l’arrivo di quello stimolo sarà associato all’arrivo del dolore.

Dopo queste esperienze molti cani cominciano a dimostrarsi aggressivi alla vista di altri animali semplicemente per dissuaderli dall’avvicinarsi per non sentirsi strangolare.

Probabilmente ecco perché Logan una volta avvicinatosi all’altro animale dimostra segnali di pacificazione e sottomissione.

Altra ipotesi è che il vostro pastore voglia soltanto socializzare con i cani che incontra ma essendo trattenuto dal guinzaglio si sente in difficoltà.

Probabilmente sceglie di mettersi a terra per riuscire a sopportare e a gestire meglio la situazione cominciando poi a tirare e ad abbaiare quando non riesce più a controllare la frustrazione.

Comunque per risolvere il problema è necessario andare a lavorare pazientemente su esercizi di educazione generale.

In un cane che ha difficoltà a dare attenzione dovreste cercare di allenarvi da soli, senza stimoli che possano creare grosse distrazioni. 

Se in contesti difficili Logan non vi degna di uno sguardo sarà difficile proporgli qualche cosa.

E’ meglio insegnare all’animale delle competenze individualmente e cercare poi, un po’ per volta, di fargliele ripetere in situazioni più stimolanti.

Cosa importante è non contestualizzare gli allenamenti sempre nello stesso posto e con le stesse modalità ma variando molto speso la situazione.

Il rischio è quello che l’animale si dimostri collaborativo soltanto in quell’ambiente, questo è lo svantaggio che molto spesso porta lavorare solo ed esclusivamente in un campo di educazione sempre con gli stessi amici a quattro zampe.

Le attività devono essere molto brevi (anche di pochissimi secondi) e interrotte da pause molto lunghe (10 minuti o più) aumentando poi la richiesta d’attenzione man mano che il cane dimostra di esserne in grado.

Il lavoro deve iniziare e finire in modo positivo se fosse noioso probabilmente si rifiuterebbe di proporlo nuovamente. 

Evitate, fino a lavoro finito, di passeggiare dove potreste incontrare altri cani.

In seguito cominciate a proporre situazioni di lavoro a grandissime distanze rispetto ad altri cani riducendole poco per volta.

Utile sarebbe attuare delle tecniche di desensibilizzazione troppo complesse però da esporre in due righe.

Parallelamente potreste praticare anche delle attività ludiche come l’Agility Dog o la Dog Dance.
Queste discipline sono meno noiose dell’educazione e possono incoraggiare ulteriormente il vostro rapporto, l’attenzione e la collaborazione nei vostri confronti.

I cani nutrono comunque la necessità di socializzare con i propri simili, garantire a Logan incontri di socializzazione frequenti con cani diversi (stando sempre attenti con chi si fa socializzare) potrebbe aiutarlo a rendersi meno interessato ai suoi simili durante le passeggiate.

Sicuramente quello che vi aspetta non sarà facile, l’ideale è potersi far aiutare da un educatore cinofilo professionista che utilizza metodi del tutto gentili, basati sulla comunicazione e sulla cooperazione.

Peccato che la distanza non aiuti ma se capitate dalle nostre parti sarebbe bello parlarne a quattrocchi e potervi dare qualche altro suggerimento.

Rimaniamo a vostra disposizione.

Dateci presto vostre notizie.

Stefania Dalla Santa e Manuel Severin



mercoledì 2 maggio 2012

Addestrare il cane a venire al richiamo


Ciao Ezio,
ho un cucciolo meticcio di 10 mesi con cui ho da poco iniziato una scuola di addestramento.



Finalmente riesco a lasciarlo libero, senza guinzaglio, e RIPRENDERLO!

Prima non si faceva riprendere neanche col premietto.

Ora la logica che mi è stata insegnata è la stessa del premio, però utilizzandolo in modo tale che lui acquisti fiducia in me, quindi che non è ovvio che a premio segua il guinzaglio e associando lo stesso guinzaglio, quando lo riprendo, a un premio abbondante, in modo che lo associ a qualcosa di piacevole.

Sembra tutto bene se non ché, quando lo lascio, è come famelico, mi salta addosso e mi morde il braccio e la mano (non con cattiveria) perché sa che da lì gli viene il cibo quando io non vorrei dargliene perché non ha fatto niente di speciale per essere premiato.

E in questo modo non si fa più la sua passeggiata libero annusando a destra e a manca, è totalmente dipendente dalla mia mano.

A volte provo ad aprire la mano per fargli capire che non ho niente, o a tenere il braccio steso lungo la gamba in modo tale che mi segua leccando la mano con dentro il premietto ma non saltando e provando a mordere.

Come faccio a renderlo meno dipendente da me, o meglio dal premio?

Grazie
_______________________

Rispondono Stefania Dalla Santa e Manuel Severin,  Educatori Cinofili del "Centro Cinofilo Ai Lavai" di Arcade (Treviso)
















Salve,
per risolvere il tuo problema è opportuno porti  qualche domanda…

Capita di “rinforzare” il tuo cane anche quando ha questi atteggiamenti nei tuoi confronti?

Per “rinforzo” si intende qualsiasi processo che aumenta la probabilità che un comportamento si ripeta.

Ad esempio, se il cane ti mordicchia le mani o ti salta addosso per ottenere cibo e tu di tanto in tanto “rinforzi” questo comportamento fornendogli dei bocconcini, probabilmente il tuo 4 zampe continuerà a saltarti addosso perché c’è qualche probabilità di ricevere cibo.

Con la frase: " a volte provo ad aprire la mano per fargli capire che non ho niente,  o a tenere il braccio steso lungo la gamba in modo tale che mi segua leccando la mano con dentro il premietto ma non saltando e provando a mordere."

Viene da pensare che il tuo cane abbia capito che quando ti salta addosso, tu cominci a fargli seguire la tua mano, riuscendo poi ad ottenere cibo.

In questo modo tenderà a proporre nuovamente il comportamento per farti ripetere l’esercizio e quindi riottenere cibo.

Che tipo di premietti utilizzi per educarlo?
Quando si educa un cane si dovrebbe creare una scaletta motivazionale aumentando o diminuendo la qualità del rinforzo a seconda della difficoltà dell’esercizio o dell’ambiente in cui si lavora.

Ad esempio, se ci si allena in un ambiente conosciuto e con poche distrazioni, si può gratificare il cane semplicemente con il cibo che mangia per pasto. 

Se invece si lavora in un ambiente più difficoltoso e notiamo che il cane è meno motivato, rispetto ad altri ambienti, potremmo rinforzarlo con un biscottino.  

Quando la situazione diventa ancor più stimolante probabilmente sarà necessario andare a rinforzare con della carne.

Non esiste una scaletta standard, la si può creare a seconda del soggetto con cui si deve interagire.

Uno dei fattori per cui il tuo cane pretende insistentemente cibo potrebbe essere proprio dato dal fatto che alcuni alimenti, a volte, si rivelano eccitanti perché troppo buoni e non aiutano a lavorare sulla calma, in questo caso ti consigliamo di adoperare del cibo meno prelibato.

Altra cosa da non sottovalutare è quella di non utilizzare troppo i bocconcini per adescare il cane ma per rinforzarlo. 

Una delle tante tecniche per ottenere dei comportamenti è quella dell’adescamento (Lured Traninig); questa dovrebbe essere utilizzata solo per indurre l’animale verso il comportamento desiderato. 

Una volta appreso un comportamento il cibo dovrebbe essere utilizzato soltanto come rinforzo. 

Il rischio è quello che il cane si dimostri concentrato solo sul cibo e non su chi sta interagendo con lui.

Una volta appreso un comportamento e dopo averlo consolidato, questo non dovrebbe più aver bisogno di essere rinforzato con del cibo se non di tanto in tanto. 

Quindi inizialmente si utilizza un rinforzo di tipo continuo, cioè ogni volta si rinforza con il cibo, poi si dovrebbe passare a un rinforzo di tipo variabile, cioè non sempre si rinforza nello stesso modo e con gli stessi tempi ma appunto rendendo tutto il più variabile possibile diminuendo pian piano l’utilizzo del cibo. 

Ad esempio utilizzando rinforzi di tipo sociale come la voce, le coccole, il gioco ecc. ecc. lavorando quindi anche sulla relazione.

Sembra poi, da quel che descrivi, che il cane pensi sempre a “lavorare” senza più dedicare del tempo per esplorare.

E’ stato inserito per caso un segnale di inizio e fine lavoro??

E’ utile inserire un segnale come “guarda”, “vieni”, per chiedere al cane di interagire con noi e cominciare a lavorare. 

Allo stesso modo si dovrebbe inserire uno stimolo come “fine”, “libero”, che comunichi l’interruzione dell’interazione fra te e il cane.

Quando emetti un segnale di fine collaborazione, puoi ignorare il cane, in modo da dissuaderlo dal pretendere ulteriore cibo o attenzioni, incentivandolo nello stesso tempo ad esplorare.

Stefania Dalla Santa e Manuel Severin