addestramento ed educazione dei cuccioli e del cane adulto

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mercoledì 5 giugno 2013

cucciola che morde

Buongiorno, da dieci giorni abbiamo in casa un cucciolo di due mesi è un meticcio, in questi ultimi giorni è incorreggibile mordicchia un po troppo. Ho provato a seguire alcuni consigli ma sembra che non li voglia ascoltare o se lo fa dura poco.
Oggi è scatenata morde e ringhia e basta, ho cercato di calmarla con vari giochini ma la sua preda sono le mie caviglie e quelle della mia famiglia.
A volte se la prende solo con la mia bambina che ha otto anni e spesso si spaventa.

Vorrei riuscire anche a farle fare i bisogni solo fuori e li fa ma continua a fare pipì in casa e spesso.
Ho intenzione di costruire un recinto grande per lei in giardino cosa ne pensa? 
Aspetto la sua risposta. 
Grazie fiorenza.



Michele Caricato
Ciao Fiorenza,il recinto può essere sicuramente positivo per il cucciolo che potrà avere uno spazio esterno per lui ma non deve sostituire l’educazione. E’ importante infatti che impari a comportarsi nella maniera opportuna. Questo tipo di problemi sono legati spesso all’iperattività e alla mancanza di controllo da parte nostra quindi il fatto di stare un po’ fuori può essere un aiuto ma deve essere associato ad altre attività altrimenti i problemi potrebbero aumentare in seguito.

Per l’irruenza è importante insegnarle che quando si fa prendere da questi momenti di euforia (morsi ecc..) noi la prendiamo (mettiamole il guinzaglio) e la allontaniamo di qualche metro tenendola ferma al guinzaglio. In queste situazioni bisogna imparare ad essere molto calmi e freddi perché più parliamo più il cane si agita. Importante allora procedere senza dire una parola.

Dovrai poi inserire dei momenti di lavoro durante i quali il cucciolo inizierà a capire che ci sono delle regole, che tu puoi gratificarlo quando si comporta bene e che  lo stancheranno mentalmente aiutandolo a rilassarsi. Inizia con venti minuti al giorno di esercizi di obbedienza, prima del pasto così puoi usare il suo cibo come premio. Una volta alla settimana inserisci una seconda sessione sempre di venti minuti durante la quale userai come premio dei giochi.

Un’altra sessione di lavoro alla settimana deve essere fatta in un posto nuovo. Ricordati che per essere tranquillo il cane non ha solo bisogno di spazio ma anche e soprattutto di utilizzare la sua mente (con gli esercizi) i suoi sensi (scoperta posti nuovi almeno una volta alla settimana) e la sua energia fisica (passeggiata all’esterno o gioco con altri cani).

Per gli esercizi di obbedienza puoi cominciare con il SEDUTO, poi introdurre TERRA, RESTA, RICHIAMO E PIEDE.

Lettura consigliata: Un cane da favola





lunedì 4 febbraio 2013

Labrador Retriever iperattivo

Ciao Ezio

Sono Serena ho un piccolo problemino con il mio cane ho un labrador di un anno,
l'unica cosa che gli ho insegnato è stare seduta e darmi la zampa, vorrei un aiuto anzi più di uno se è possibile,
allora la sera la faccio dormire fuori ha la sua cuccia e il suo spazio, ma appena io rientro le inizia ad abbaiare in un modo fastidioso
e prima se la sgridavo gli dicevo zitta stava ora nn ci faccio niente più e inizia anche a ringhiare quando mi vede che vado per sgridarla.
gli ho comprato anche un giochino, una palla da cui esce il cibo se trova il verso giusto solo che dopo due giorni l'ha distrutta 
questo è il primo problema 

il secondo e che quando qualcuno mi viene a trovare a casa lei inizia ad annusarlo e poi nn lo lascia più stare,
gli va vicino che vuole essere accarezzata oppure se è in piedi si mette a saltare come una pazza, gli porta i giochi e glieli mette addosso,
e poi se vai per giocare si mette a correre intorno al tavolo e nn ti da il giochino e si mette ad abbaiare. e abbaia anche quando passa qualcuno fuori
anche da lontano o passano vicino al nostro cancello con la macchina 

un'altro problema e che nn fa i bisogni fuori, cioè la pipi si ma altro no, stiamo al parco per più di un'ora giochiamo lei corre come una matta,
al ritorno passiamo dal posto dove lei fa solitamente la pipi, fa la pipi e poi basta, arrivo a casa la chiudo e lei dopo due minuti che fa????
i bisogni dietro la cuccia, può stare tutto il giorno dentro ma quando la porto fuori nn fa niente.

e poi è dispettosa se la lascio sola dentro casa dopo due minuti va in camera e mi prende tutto quello che trova ora si è data ai peluche....


in attesa di una risposta
ti ringrazio moltissimo in anticipo

Serena 

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Risponde l'istruttore cinofilo e consulente comportamentale
 Michele Caricato


 
Ciao Serena,



qui c’è un bel po’ di lavoro ma dalla tua descrizione il problema è si fastidioso ma abbastanza frequente nei labrador che sono cani adorabili ma solitamente iperattivi.



Tutti questi comportamenti possono infatti essere riportati ad iperattività; in breve il tuo cane possiede molta energia e non riesce a gestirla. Ha quindi inventato dei comportamenti che le permettono di scaricare questa energia.



Dobbiamo procedere per step quindi ti darò del lavoro da fare per le prime settimane ma dopo dovrai ricontattarci per proseguire con altri esercizi:



1.        Dovresti aumentare la durata delle uscite o quantomeno trovare il modo che durante queste tu possa lasciarlo giocare in un area cani dove possa divertirsi con i suoi simili.

2.        Se puoi, almeno un uscita cerca di cambiare percorso.

3.        Almeno una volta alla settimana cerca di portarlo in un posto molto affollato (in centro, al mercato, in stazione ecc…)

4.        Cerca di avere un atteggiamento molto distaccato quando la vedi agitata ma ricordati di andare subito a farle una carezza quando è tranquilla.

5.        Testa il tuo atteggiamento quando rientri a casa. Prova a non darle attenzione e non parlarle fino a che non si mette a cuccia.

6.        Insegnale un esercizio con il clicker, quando devi darle da mangiare (se hai bisogno ti spiegherò in seguito i dettagli)

7.        Fai almeno 20 minuti di esercizi di educazione di base tutti i giorni (anche qui se hai necessità ti spiegherò nel dettaglio)
Prova a introdurre queste prime cose e poi facci sapere come va e proseguiremo un passo alla volta per riportare la tua bimba ad una situazione di serenità. 

 



 
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martedì 29 gennaio 2013

Chihuahua che sporca in casa



Gentile signor ezio, le scrivo per chiedere un consiglio! Da una ventina di giorni è entrato a far parte della mia famiglia un cucciolo di chihuahua. Presa confidenza con lui posso dire che è il cane su misura per noi, è perfetto sotto ogni punto di vista se non per il particolare che sporca ovunque gli capiti all' interno della casa. Appena preso per i primi giorni ha sempre sporcato sulla traversina con il relativo premio. Con il passare del tempo però ha cominciato a perdere quest'abitudine sporcando in qualunque posto, tendendo a nascondere il tutto. Colto sul fatto lo blocco con un no secco, con un leggero colpetto sul sedere e lo sposto sulla traversina. Tutto ciò però non funziona e se prima almeno la pipì continuavo a trovarla sulla traversina adesso neanche più quella! Se fosse disponibile per un aiuto la ringrazierei infinitamente. Confidando in una sua risposta, a presto
Valentina

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 Risponde l'istruttore cinofilo e consulente comportamentale
 Michele Caricato





Ciao Valentina,

e tanti auguri per il nuovo arrivato. Sono sicuro che, a parte questi piccoli problemi, sarà un'avventura fantastica.


Moltissimi cani se abituati a sporcare sulla traversina iniziano poi a sporcare in tutta la casa. Non so spiegarti esattamente il meccanismo ma fatto sta che succede davvero molto spesso.


E' importante quindi che inizi dopo aver sgridato (in maniera secca, senza cattiveria e senza sculacciata) il cane lo porti all'esterno in modo che capisca che lì è il posto in cui si fa la pipì. Quando succederà dovrai essere entusiasta e riempirlo di coccole.

Per aiutarlo a capire è fondamentale che:

1) riduci i suoi spazi di accesso, più è grande il posto in cui vive più sporcherà

2) dai l'accesso libero alla casa solo quando ci sei tu e puoi sorvegliarlo

3) ogni volta che trovi una pipì, pulisci senza farti vedere e poi metti, ad ora di pranzo o cena, la sua ciotola in quel punto.



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venerdì 26 ottobre 2012

cucciolone di pastore tedesco

Gentilissimo Ezio,
Sono Stefania e da poco ho scoperto il tuo bellissimo blog che mi è stato davvero molto utile. Ho un pastore tedesco di quasi 5 mesi, Haiko, è abbastanza tranquillo ed obbediente; con le persone si comporta in modo impeccabile, non salta addosso, capisce molto in fretta quello che gli si chiede e a passeggio (usciamo 2 o 3 volte al giorno anche per un'ora) non tira quasi mai, anzi a volte si attarda fin troppo ad annusare in giro.
L'unico problema a cui non so proprio come reagire è quando incontriamo altri cani, io cerco di distrarlo facendolo sedere e cercando la sua attenzione per evitare che mi tiri come un pazzo e lui risponde bene; se però qualcuno si avvicina con l' intenzione di "fare amicizia", Haiko salta addosso come un matto all' altro cane per giocare. Ora io capisco che è un cucciolo e che appunto vuole giocare, ma non tutti gli altri cani rispondono bene (lo lascio avvicinare solo a cani che mi sembrano tranquilli) e così anche i loro padroni. Come potrei fare per evitare tutta questa eccitazione nei  confronti degli altri cani? Voglio farlo socializzare, ma in un modo meno irruento!
Grazie mille e un saluto,
Stefania
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Ciao Stefania, grazie per i complimenti :-)
come dici tu .. appunto .. è un cucciolo e i cuccioli giocano.

Per cercare di cambiare, o meglio, di far maturare in maniera positiva questo tipo di comportamento, oltre al fatto di lasciarlo crescere, mi sento di darti due consigli:

  1. Non enfatizzare il momento dell'avvistamento/incontro. Va bene cercare di attirare la sua attenzione, ma con noncuranza e, se lo fai, dopo non farlo incontrare con l'altro cane, magari cambia direzione. I cani imparano "per associazione" se tu quando avvisti un possibile problema (rappresentato dal cane che si avvicina) attiri la sua attenzione e poi lo metti seduto e quando è a qualche metro l'altra persona ti si avvicina e fa entrare in contatto i cani, il tuo pastore tedesco trae queste conclusioni: "cane in avvicinamento + rigidità/agitazione di stefania + tensione del guinzaglio + richiesta di attenzione + seduto = possibilità di giocare". Per cui: o cerchi di distrarlo e svicoli da un'altra parte finché non sarà maturato, o affronti decisamente l'incontro cercando di gestirlo al meglio che puoi sempre mantenendo la calma assertiva.
  2. Perchè possa vivere questo tipo di situazioni più tranquillamente è necessario che non siano "eventi eccezionali" e/o "sperati" ma che facciano parte della sua vita quotidiana, per cui è auspicabile che frequenti un centro cinofilo (o degli amici che hanno cani) dove abbia la possibilità di rapportarsi frequentemente con altri cani, finché si sarà abituato anche lui a gestire e controllare la propria emotività.
Spero che queste indicazioni ti possano essere d'aiuto.

A presto.


Ezio 

P.S. mi raccomando non dimenticarti di visitare il sito www.cibo-per-cani.com, avrai la possibilità di acquistare per il tuo Haiko un alimento eccezionale ad un prezzo incredibile (dal produttore al consumatore). Per il Pastore Tedesco ti consiglio il "Dog Bauer Vitality" perché, anche se non fa particolari attività o non lavora è comunque un cane sempre attivo che consuma sempre molte energie.
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Grazie mille per la rapida e completa risposta! Cercherò di fare del mio meglio, ho già iniziato a farlo socializzare con altri cani di amici e,a parte le prime volte in cui é stato un po troppo irruento nell' approccio, ho notato che già va un po' meglio!

 Un saluto e un ringraziamento.

Continua così il tuo impegno è davvero utile a molti (ho consigliato di dare un occhiata al blog anche ad una amica)

Stefania
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Figurati!
Grazie a te ;-)

ezio(@)addestramento-del-cane.com





domenica 9 settembre 2012

Come richiamare il nostro cane.... e smettere di corrergli dietro.




In molte specie animali il richiamo ha una funzione fondamentale nell’ambito della socialità, della protezione e della sopravvivenza stessa. Per questo motivo non vedremo mai  un gruppo di leoni o di lupi ma anche di bisonti  o di zebre disertare una battuta di caccia per andare a fare una passeggiata o  rimanere a bere nella loro pozza nonostante siano stati avvisati di riunirsi al branco per fare fronte ad un attacco. Tutto dettato dalla necessità di mangiare, riprodursi e restare in vita.

Il nostro amico peloso invece mangia almeno due volte al giorno senza il pericolo che qualcuno gli porti via il pranzo, vive in un ambiente a dir poco sicuro e protetto e, in  caso di incontri spiacevoli, ha accanto a sé un bipede sempre pronto a prendere le sue difese e a risolvere i suoi problemi. Tra questi , in alcuni casi, anche trovargli moglie o marito.

Perché il cane non risponde al richiamo?

Ricordo benissimo quando da bambino mia nonna mi chiamava dal balcone e inutilmente dava fondo a tutta la sua voce per cercare di recuperare il suo nipotino che, preso nel suo mondo di “guardie e ladri”, “nascondino” o “torneo di calcio”, aveva poche intenzioni di ritornare a casa. Questo è il nostro cane: un ragazzino entusiasta pieno di voglia di giocare, esplorare e conoscere ma che difficilmente riesce a soddisfare completamente questi suoi bisogni. Ed è proprio per questo motivo che, in situazioni del genere,  tali stimoli rappresentano per lui qualcosa di veramente importante ed una  forte calamita che lo  attira inesorabilmente e lo rende sordo ai nostri richiami.

Certo che anche noi abbiamo qualcosa da offrire al nostro amico quando risponde al richiamo: entusiasmo, coccole, carezza, giochi o del cibo. Il problema è che spesso tutto ciò gli è concesso anche quando non ha fatto nulla di speciale; avvolte siamo noi che lo cerchiamo per coccolarlo, fargli le feste, convincerlo a giocare o per proporgli qualcosa di buono da mangiare. Tutto questo abbassa notevolmente l’importanza dei nostri gesti e, soprattutto, la nostra leadership.

La prima regola è quindi  osservare bene l’ambiente che ci circonda prima di lasciarlo libero. Nessuno lo conosce meglio di noi e credo che, con un po’ di attenzione, saremo in grado di valutare la situazione e capire se ci sono degli elementi di disturbo che potrebbero impedirgli di “ascoltarci.  Abbassarsi, le prime volte, è buona abitudine. Ha molta importanza anche il tono della voce che dovrebbe essere suadente ed invitante (neanche noi avremmo tanto entusiasmo se andassimo verso qualcuno che ci chiama in maniera sgradevole). Infine può esserci utile conoscere i meccanismi che aiutano l’apprendimento del nostro amico ed esaminarne i concetti fondamentali:

Rinforzo positivo: DA FARE. Si tratta semplicemente di far trovare qualcosa di gradevole all’arrivo del cane; dovrà ricevere sempre coccole e carezze unite a tanto entusiasmo,  qualche volta un bocconcino e altre volte un gioco.

Rinforzo appetitivo negativo: DA FARE. Nonostante questa definizione possa ingannare e sembrare ostile, al contrario si tratta di allontanare il cane da una situazione negativa; ad esempio possiamo chiamarlo se lo vediamo in difficoltà o ha paura di qualcosa. In questo modo assocerà il venire da noi alla fine di una sensazione sgradevole.

Punizione positiva: DA NON FARE. Il cane non va mai sgridato e tantomeno punito se non viene al richiamo. Anche se torna dopo un’ora di fuga non deve mai trovare alcun tipo di avversione da parte nostra altrimenti la volta successiva non tornerà più.

Punizione negativa: DA EVITARE. Si tratta di interrompere  un’attività gradita al cane. Chiamarlo mentre sta mangiando o giocando con i suoi compagni può essere sgradevole ed è quindi da evitare nella fase iniziale dell’apprendimento. In una seconda fase staremo molto attenti a proporgli un’alternativa superiore (esempio, se lo chiamiamo mentre sta mangiando le sue crocchette al suo arrivo troverà un piatto di lasagne!!). Tutto questo, ben inteso, non sarà più necessario una volta appreso il meccanismo del richiamo.


Esercizi

             Ecco per voi alcuni esercizi molto utili per rinforzare il richiamo:

·      Nascondino:  aspettiamo che sia distratto e proviamo a nasconderci per stimolarlo a cercarci anche dietro un piccolo invito (facciamo dei rumori, fischiamo o chiamiamolo sommessamente).

·      Ping Pong: fate trattenere il cane da un vostro amico e chiamatelo ripetutamente premiandolo abbondantemente quando arriva.  Fate eseguire la stessa cosa al vostro aiutante (anche lui ben fornito di bocconcini). Ripetete la sequenza più volte alternandovi nel trattenere e chiamare.

·         Richiamo dal resta:  mettete il cane in posizione seduto e date il comando “resta” prima di allontanarvi da lui ad una distanza che ritenete opportuna. Naturalmente in questo esercizio è fondamentale che abbia già imparato a stare fermo in vostra assenza. Una volta raggiunto il punto prestabilito, richiamatelo e premiatelo al suo arrivo

·         Clown: Con la ciotola in mano fate un po’  gli “stupidi”: camminate per casa continuando a chiamarlo come se non vi foste accorti che lui è già lì.

Ricordate che è importante l’immagine che il vostro cane ha di voi quando deve decidere se tornare o meno ad un vostro richiamo; fate in modo quindi che vi associ sempre a qualcosa di positivo.

L’estinzione del premio   

            Per abituare il vostro amico a tornare anche quando non avete un premio è utile lavorare seguendo questo schema:

·         Chiamiamo il cane una PRIMA volta e al suo arrivo elargiamo subito il premio (cibo o gioco) che avevamo già in mano.

·         Lasciamo che si allontani e chiamiamolo una SECONDA volta premiando sempre appena torna da noi.

·         Nel TERZO richiamo teniamo invece il premio in tasca (o se ingombrante dietro la schiena). Quando il cane ci raggiunge facciamogli dapprima molte feste e dopo qualche secondo diamo il premio.

·         Per la QUARTA ripetizione procediamo come per la prima, quindi con il premio immediato.

·         Per la QUINTA ripetizione il premio dovrà essere collocato lontano da voi (ad una decina di metri). Quando l’allievo arriverà lo accoglierete con la solita esaltazione e, successivamente, andrete a prendere insieme il premio nel luogo designato.

Nel caso non fosse possibile lasciare libero il cane per provare questi esercizi procuratevi una lunghina (una corda di dieci metri provvista di moschettone), agganciatela al collare e lasciate andare il vostro amico. In caso di emergenza potrete recuperarlo più facilmente bloccando la corda con i piedi.

Ricordate che l’obbedienza del cane dipende dalla vostra capacità di essere un buon leader e quindi cercate di non perdere mai la pazienza. Non innervositevi, siate calmi e muovetevi in maniera sicura e determinata dirigendo sempre lo sguardo davanti a voi senza far trasparire apprensione.

Michele Caricato

con la collaborazione di Laura di Marco



sabato 18 febbraio 2012

Controllo degli stimoli, cooperazione senza stimoli coercitivi.

 

Traduzione non ufficiale da “Don’t Shot The Dog di Karen Pryor"

Ezio De Bona

www.addestramento-del-cane.com

Stimolo

Qualsiasi cosa che causa qualche tipo di risposta comportamentale è chiamata stimolo.

Alcuni stimoli possono causare risposte senza alcun apprendimento o addestramento.

Arretriamo se c’è un rumore forte, chiudiamo gli occhi se c’è una luce intensa e tendiamo a gironzolare per la cucina se ci aleggiano intorno profumi appetitosi; gli animali farebbero le stesse cose.

Questi suoni, luci o odori, sono chiamati stimoli incondizionati, o primari.

Altri stimoli sono appresi per associazione con un comportamento rinforzato: i semafori ci fanno fermare e ripartire, balziamo a rispondere quando suona un telefono, in una strada affollata ci giriamo se sentiamo pronunciare il nostro nome, e così via.

Nel corso della giornata rispondiamo ad una moltitudine di segnali appresi.

Questi sono chiamati stimoli, spunti, o segnali.

Impariamo i segnali perché il comportamento ai quali lo associamo ha una storia per essere stato rinforzato.

Alzare il ricevitore del telefono lo fa smettere di squillare (rinforzo negativo) e ci porta una voce umana (rinforzo positivo, o così si spera).

Il segnale, o lo stimolo discriminante pone la base o ci dice di continuare con un comportamento che in passato ha portato a un rinforzo.

Al contrario, l’assenza di stimolo ci informa che per quel dato comportamento non c’è nessun rinforzo imminente.

Se alzi la cornetta di un telefono che non sta suonando, tutto quello che senti è il tono della centrale telefonica.

Una parte considerevole degli sforzi dell’addestramento formale consiste nello stabilire uno stimolo discriminante.

Il sergente istruttore con un plotone di reclute o il proprietario di un cane in un corso di addestramento sono egualmente coinvolti primariamente nel far obbedire gli ordini ai soggetti che vengono addestrati, che di fatto sono stimoli discriminanti.

Non è impressionante che un cane si possa sedere o che un uomo si possa mettere sull’attenti, ma ciò che è impressionante è che venga eseguito con precisione a seguito di un comando.

Questo è quello che chiamiamo “obedience”, non la semplice acquisizione di comportamenti, ma la garanzia che vengano eseguiti alla esibizione del segnale.

Gli psicologi lo chiamano “portare un comportamento sotto il controllo di uno stimolo”.

E’ difficile da insegnare, l’apprendimento ha delle regole e le regole devono essere esaminate.

Che importa se non ti interessa dirigere un gruppo di cani o se nella tua vita non hai mai pensato di addestrare una squadra di persone?

Puoi ugualmente servirti del controllo degli stimoli.

Per esempio se i tuoi figli fanno finta di niente e non vengono da te quando li chiami vuol dire che sei scarso nel controllo degli stimoli.

Se sei il supervisore di altre persone e ti capita di dover dare un ordine o una istruzione due o tre volte prima che vengano eseguiti hai un problema con il controllo degli stimoli.

Hai mai sentito uscire dalla tua bocca queste parole: “Se te l’avessi detto una sola volta, te l’ho detto un migliaio di volte, non…. (sbattere la porta, o lasciare il tuo asciugamano bagnato sul divano o qualsiasi altra cosa)"?

Quando dire una volta o un migliaio di volte non funziona, il comportamento non è sotto il controllo di stimoli.

Possiamo pensare di avere il controllo degli stimoli quando in effetti non lo abbiamo.

In questi casi ci aspettiamo che il comando o il segnale venga eseguito ed invece non lo è.

Una reazione umana comune è quella di aumentare il segnale.

La cameriera non capisce il tuo francese? Parla più forte.

Di solito questo non funziona.

Il soggetto deve riconoscere il segnale; altrimenti non importa se urli, o se lo fai squillare attraverso un impianto di amplificazione di una rock-band, otterrai sempre uno sguardo vuoto.

Un’altra reazione umana al fallimento di ricevere una risposta a stimoli condizionati è quella di "dare di matto".

Questa funziona solamente se il soggetto sta esibendo un comportamento indesiderato o se non sta dando una risposta ben appresa ad un segnale ben appreso.

A volte una opposizione, come un’interruzione o una dimostrazione di temperamento (forza) può elicitare buoni comportamenti.

A volte il soggetto risponde correttamente ma in ritardo o in maniera dilatoria.

Spesso una risposta pigra ai comandi è dovuta al fatto che al soggetto non è stato insegnato a rispondere velocemente.

Senza rinforzo positivo, non solo per la risposta corretta al segnale ma anche per la prontezza della risposta, il soggetto non ha avuto l’opportunità di imparare che ci sono benefici a rispondere velocemente al segnale.

Il comportamento non è completamente sotto controllo dello stimolo.

La vita reale abbonda di cattiva gestione del controllo degli stimoli.

Ogni volta che una persona prova a esercitare l’autorità, un’altra persona è probabile che si mettansi guai per “disobedience”; ma il problema reale è che i comandi non sono capiti o i segnali non possono essere obbediti – comunicazione povera o controllo degli stimoli sciatto.

Stabilire un segnale d’azione

Gli addestratori convenzionali partono con il segnale d’azione, prima di iniziare la formazione: “Seduto!” poi spingono il cane nella posizione di seduto.

Dopo molte ripetizioni il cane impara a sedersi, per poter evitare di essere spinto giù e a tempo debito impara che la parola seduto è la sua opportunità di evitare di essere strattonato esibendo il comportamento di sedersi.

I segnali d’azione o comandi convenzionali sono, di fatto, rinforzi condizionati negativi.

Nel condizionamento operante, dalla parte opposta, prima formiamo (shaping) il comportamento.

Perché, dopotutto, dire al cane qualcosa che non può ancora capire?

Una volta che il comportamento è sicuro, gli diamo forma durante o immediatamente dopo un particolare stimolo.

Per esempio, con il clicker e i rinforzi, sviluppiamo il comportamento di sedersi- velocemente, ordinatamente a lungo, spesso, qui nell’erba o li nel tappeto, mescolando condizioni diverse finché il cane non ci offre il suo “seduto” con grande fiducia, nella speranza di guadagnarsi il rinforzo.

A questo punto introduciamo il segnale d’azione come una specie di via libera , una opportunità di guadagnare rinforzi per quel particolare comportamento.

Questo tipo di segnale d’azione diventa un rinforzo positivo condizionato: è garantito che porta al rinforzo.

Ci sono diversi modi di introdurre un segnale.

Puoi produrre il segnale quando il comportamento sta cominciando, rinforzi il completamento e poi ripeti questa sequenza in tempi diversi, in posti diversi spostando gradualmente il segnale indietro nel tempo finché arriva prima che il comportamento abbia inizio.

Pian piano l'allievo identificherà il segnale come opportunità di essere rinforzato per quel particolare comportamento e quando dici "Seduto" il cane si metterà seduto.

Un secondo metodo - e questo è quello che usiamo coi i delfini- è l'alternanza del segnale e dell'assenza del segnale.

Il comportamento si manifesta frequentemente.

Dici "Seduto" e click quando il cane si siede.

Poi, per una o volta o due, lasci che il cane si sieda senza cliccare e senza alcun rinforzo.

Poi dici "Seduto" di nuovo e rinforzi il comportamento di sedersi che segue il segnale.

Nella stessa sessione di addestramento stai rinforzando il "seduto con segnale" e spegnendo il "seduto senza segnale".

Una volta che il tuo allievo ha capito come funziona, si possono collegare nuovi segnali a nuovi comportamenti in questo modo praticamente istantaneamente.

Comunque si possono presentare delle difficoltà con animali "acerbi" o inesperti che stanno imparando i loro primi segnali d'azione.

La difficoltà nasce da un processo chiamato estinzione.

L'estinzione si riferisce alla rimozione di un rinforzo per un comportamento che solitamente dava dei frutti.

E' una esperienza contraria e può generare emozioni.

Sono stata inzuppata dalla testa ai piedi da un delfino furioso per non essere stato ricompensato per un comportamento che in precedenza gli aveva fatto guadagnare un pesce.

Un terzo modo per aggiungere un segnale d'azione è quello di modellare, plasmare (to shape) la reazione al segnale come se fosse essa stessa il comportamento.

Se è il primo comportamento insegnato con il clicker ad un cucciolo, devi trovare il momento in cui il cane correndo verso di te ti fa praticamente inciampare per farti vedere che si siede: "Guarda, lo sto facendo, non vedi?" Il clicker trainer direbbe che ti sta "lanciando un seduto" (throwing sits at you).

Questo è il momento perfetto per introdurre il segnale.

Il cane è pronto ad apprendere il segnale d'azione, e tu devi essere in grado di dire al cane quando il sedersi funzionerà, così non offrirà più spontaneamente il comportamento giusto sotto ai tuoi piedi ogni volta che ti vede con dei generi alimentari in mano.

Tira fuori il clicker e i bocconcini, dì "Seduto", e clicca il primo piccolo movimento della groppa verso il terreno: non l'intero comportamento, solo l'inizio del movimento.

Getta a terra il bocconcino così il cane si deve tirare su per mangiare, di nuovo dì "Seduto" e di nuovo clicca prima che l'azione di sedersi sia completata.

Puoi rendere il segnale molto marcato: aggiungi un segno con le mani, alza un braccio, scandisci il comando.

Assicurati di cessare tutti i segnali ausiliari nell'istante in cui clicchi.

Spesso in questo modo si può ottenere un vigoroso "Seduto" a segnale in pochi click.

Poi torna a cliccare il "Seduto" a segnale ma quando il posteriore è completamente a terra (così il cane non prende l'abitudine di eseguire un mezzo-seduto).

Il passo successivo è inframezzare dei comportamenti già ben appresi - tipo chiamare il cucciolo per qualche coccola- fra prove di dare e rinforzare il nuovo segnale di seduto.

L'ultimo passo è modellare il comportamento dell'attesa del segnale- mezzo secondo, poi un secondo, poi tre secondi- finche il cane è visibilmente in attesa e non propone alcun comportamento finché non arriva il segnale.

Quando questo accade puoi cominciare a lasciar perdere tutti i segnali ausiliari e usare solamente le parole.

Hai sviluppato una risposta al segnale come comportamento operante, offerto intenzionalmente nella speranza di guadagnare rinforzi.

Nelle mie osservazioni questo è il sistema più veloce per stabilire sia segnali individuali, che la generalizzazione che i segnali sono indicazioni su quale comportamento esibire.

Una donna portò ad uno dei miei seminari un cucciolo di labrador nero di quattro mesi appena adottato da un allevamento.

Il sabato alla pausa pranzo la aiutai a modellare il primo comportamento con l'ausilio del clicker, distendersi a terra.

Mi sento sicura nell'affermare che il cucciolo non conosceva alcun segnale ed era innocente, senza alcun tipo di addestramento.

C'è voluto molto tempo perché il cucciolo notasse che quello che faceva aveva un certo effetto sull'arrivo dei bocconcini.

Nel pomeriggio il gruppo si allenò nel riconoscimento di segnali di modellamento.

Il giorno successivo, alla pausa pranzo, vennero da me la stessa proprietaria con lo stesso cucciolo.

Indovinate cosa aveva imparato questo cucciolo in ventiquattrore: seduto, a terra, rotolare, un super "high five" nel quale il cucciolo si rotolava a sinistra e lanciava la zampa destra il più alto possibile in aria- e l'inizio di un riporto.

Inoltre il cucciolo era elettrizzato, un cane completamente diverso, attento, divertito, con tutti i muscoli coinvolti - pronto alla vita.


lunedì 21 novembre 2011

addestramento cuccioli della Guardia di Finanza

Ecco un bellissimo filmato che dimostra come anche la Guardia di finanza cominci l'addestramento dei propri cani intenerissima età:
Seguire il conduttore, muoversi con disinvoltura sul tapirulan pieno di valige dell'areoporto, salire e scendere le scale, ponte che si muove, tunnel ecc. ecc.




lunedì 5 aprile 2010

Educazione Del Cane Al Richiamo

Ti piacerebbe che il tuo cane venisse di corsa da te ogni volta che lo chiami?


E’ possibile e anzi, relativamente facile, addestrare il cane ad obbedire al richiamo, anche se, essendo  come noi umani un essere vivente e non una macchina, non è possibile avere una sorta di telecomando e far fare al cane ciò che si vuole al 100%.

Come noi umani il cane prova delle emozioni , o meglio non so se nel caso dei cani si possa parlare proprio di emozioni , sicuramente prova delle “sensazioni”, che possono essere positive o negative e  si comporta in modo diverso a seconda dell’ambiente e degli stimoli esterni ai quali è sottoposto.

Per avere un cane che obbedisce al richiamo è indispensabile che colleghi al segnale e al fatto di avvicinarsi a te quando lo esibisci, delle sensazioni positive.
Il cane deve percepire che stare vicino a te vuol dire essere al sicuro, ricevere attenzione, carezze, cibo, coccole, gioco ecc…
Come in qualsiasi altro aspetto dell’addestramento più precocemente si inizia e meglio è.
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Ieri stavo andando a fare una passeggiata con la mia cucciolona dobermann sul greto di un torrente dove la lascio sempre correre un po’ libera, perché si svaghi, si sgranchisca, alleni un po’ la muscolatura e naturalmente anche per rinforzare l’abitudine a venire quando la chiamo anche se si trova molto lontano da me (fischio).
Quando stavo per arrivare sul punto dove di solito la libero, è arrivata in macchina una coppia con un cagnone enorme sul bagagliaio che faceva il diavolo a quattro.
Quando lo hanno fatto scendere ho visto che era un stupendo esemplare di Schnauzer Gigante Nero,.. enorme, molto irruento ed anche lui come la mia molto giovane.
Ho chiesto al proprietario se gradiva che li facessimo socializzare un po’ e se voleva che gli facessimo fare qualche corsa assieme sul greto del torrente.
Per me è importante che il cane impari ad approcciare i suoi simili in maniera civile e più occasioni ci sono per fare nuove amicizie meglio è.
Per quanto riguarda il farli avvicinare, dopo qualche ritrosia, è stato d’accordo, e nel giro di qualche secondo i due animali si erano annusati e tranquillizzati, anche perché di sesso opposto.
Per quanto riguarda invece liberarli e farli correre un po’ sul greto è stato inflessibile:

-Io non lo lascio mai libero.
-Guardi che qui l’ambiente è circoscritto, da una parte c’è il torrente, dall’altra c’è l’argine in cemento, in fondo c’è il lago, le possibilità che il cane sfugga al controllo sono veramente minime
-Non mi fido, … ho paura che mi scappi...

Ed è proprio questo il punto.

Per poter ottenere collaborazione (non cieca obbedienza) dal proprio animale è indispensabile la fiducia.

Non saranno certamente un guinzaglio, o un collare a strangolo, o una museruola che possono garantire che il cane sia sotto il tuo controllo se tu non ti fidi di lui,… e lui di te.

La fiducia non è una sensazione che nasce dal fatto che noi abbiamo sempre dei mezzi fisici per controllare l’animale, ma è un rapporto che va creato e alimentato giorno per giorno.

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Alcuni consigli derivanti dalla mia esperienza e dalle mie letture per far si che il cane venga da te quando lo chiami :

-Fin da cucciolo per farlo venire pronuncia sempre il suo nome ed il comando vieni;

-E’ importante che che il cucciolo venga chiamato con il comando completo, “Nome-Vieni” e non solo con il nome. Il nome lo sente diverse volte al giorno ed in diverse occasioni e quindi non è sufficiente per farlo “scattare” con la dovuta prontezza;

- Quando arriva da te premialo sempre con delle coccole o con un bocconcino o con un gioco , insomma qualcosa di piacevole (puoi rinforzare con il clicker ma su questo farò un post specifico);

-  Le prime volte abbassati, accucciati al suo livello e vedrai che funziona molto meglio;

-  Nella mente del cane il comando deve essere associato a situazioni piacevoli e positive per lui. Se per esempio sta giocando con un altro cane sarà abbastanza difficile offrirgli qualcosa di più gratificante e bisogna in quei casi essere molto pazienti specie quando è cucciolo;

-  Chiamalo per dargli da mangiare, chiamalo per farlo giocare, chiamalo quando stai per portarlo in passeggiata, chiamalo quando sta già venendo verso di te per farsi coccolare, chiamalo quando arrivi a casa;

-  Se il cane è distratto o intento in qualcosa per lui interessante, prima del comando attira la sua attenzione, un battito di mani, un fischio, uno schiocco con la lingua (se non ti guarda);

-  Se invece ti sta guardando ma è indeciso sul da farsi fa uno scarto, o una piccola corsa, abbassati e batti le mani, agita qualcosa… un giocattolo o una cosa che a lui piace, mettiti a correre per farti inseguire;

-  Non dare MAI al cane la possibilità di ignorare quattro o cinque volte il richiamo. Se non viene al primo o al massimo al secondo segnale, ignoralo, girati da un’altra parte, mantieni la calma, non fare l’offeso, va a prenderlo con noncuranza. Fa qualsiasi cosa che non sia ripetere più volte lo stesso comando, altrimente gli insegnerai esattamente quello che non vuoi, ossia ad ignorare il comando.

-  Non punire MAI il cane quando arriva, neppure se prima di venire ha combinato qualcosa di negativo o se non è venuto ai primi richiami. Questo purtroppo è l’errore più grave che viene commesso dai proprietari di cani. L’animale non può associare la punizione ad un errore commesso prima, ma la associerà invece all’ultima azione che ha compiuto, ossia quella di venire, così le volte successive si chiederà se lo stiamo chiamando per punirlo (comando e rapporto di fiducia seriamente compromessi);

-  Fai delle prove in un ambiente circoscritto e poi, man mano che aumenta l’affidabilità, in spazi sempre più aperti;

-  Nel primo anno di vita prendilo come un allenamento da fare quotidianamente, a distanze e in condizioni di distrazione sempre più difficili;

-  Oltre al comando vieni, io insegno sempre ai miei cani ad accorrere quando fischio, è molto utile in campo aperto, quando il cane è fuori dalla vista o lontano. Se non sai fischiare ti puoi procurare un fischietto apposito in vendita nei negozi specializzati.

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giovedì 4 marzo 2010

comportamento impulsivo del cane, la mediazione

 

 Ti capita mai di avere l'impressione che il tuo cucciolo o il tuo cane, proprio non sappia resistere a fare qualcosa che magari a te non fa piacere?

Per esempio una delle cose che a me dava  fastidio era quando Agnes, la mia cucciola di dobermann, nel momento in cui stavamo per entrare o per uscire di casa, dava una graffiata alla porta, proprio una frazione di secondo prima che si aprisse. 

Non so se capitano anche a te questo genere di cose, come per esempio quando stai passeggiando tranquillamente al guinzaglio e mentre ti avvicini al palo della luce,.. sembra come che il cane conosca perfettamente la lunghezza del quinzaglio e scatti mezzo metro prima in maniera tale da costringerti a fare un balzo per lasciarlo annusare e laciare a sua volta traccia del proprio passaggio.

Questi sono solo esempi banali e cominciando a controllare, a "mediare" su questo tipo di comportamenti si può riuscire a migliorare notevolmente la nostra capacità di controllare il nostro animale anche in situazioni più  difficili.

Il concetto è quello di trasferire sul cane la responsabilità del fatto che un determinato evento che lui auspica si verifichi.

Non solo.

Devi anche cercare di fare in modo che il cane consideri te stesso l'intermediario per poter ottenere più rapidamente ciò che desidera e quindi non agisca in maniera diretta e individuale.

Nel branco dei lupi (da cui derivano i nostri cani) ci sono due procedure per raggiungere un determinato obiettivo:
- in modo individuale, per esempio cacciare piccole prede come potrebbe essere un coniglio;
- in branco, per obiettivi più impegnativi e non alla portata di un singolo animale, come per esempio cacciare un animale più grande e più veloce come un ungulato.

Per aver un controllo maggiore sul nostro cane, con la mediazione dobbiamo fare in modo che  scelga prevalentemente la seconda modalità e che si rivolga sempre al proprietario per soddisfare i propri bisogni.

Gli esercizi possono essere diversi.

- Il caso della zampata sulla porta, per esempio, è una occasione ottima per far capire al cane che la responsabilità è sua: se dà la zampata la porta si richiuderà immediatamente e non si aprirà finche le sue zampe non saranno a terra. (ci si può aiutare con il clicker e in questo caso il rinforzo sarà il premio di poter uscire).

- lo stesso dicasi per indossare il guinzaglio. Finché il cane si agita e gira intorno come un pazzo non gli sarà messo il guinzaglio e quindi niente passeggiata. E' necessaria da parte nostra molta calma e autocontrollo e se rimaniamo fermi e tranquilli finché anche il cane non sarà fermo e tranquillo aiuteremo anche lui ad aumentare la propria calma ed il proprio autocontrollo.

- Il rito del cibo ci può aiutare. Appoggiare a terra la ciotola solo quando il cane sta fermo e poi dargli il "vai".

- Oppure tenere in mano un bocconcino, farlo annusare al cane che cercherà di prenderlo e darglielo quando si ferma e ci quarda, magari rinforzando anche quì con il clicker.

E' importante che ti eserciti con questi esercizi, o altri sullo stesso genere che ti possono venire in mente, per poter aumentare l'autocontrollo del tuo cane o del tuo cucciolo e diventare per lui il punto di riferimento indispensabile.

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