addestramento ed educazione dei cuccioli e del cane adulto

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lunedì 6 febbraio 2012

convivenza cane gatto



Buongiorno!
Ho una gatta di 5 anni , Penelope, e ho da poco adottato una bulldog francese di 10 mesi, racla.
Vorrei consigli su come costruire il loro rapporto, la gatta fondamentalmente la ignora, mentre racla si dimostra aggressiva, quando la vede al di là del vetro cerca di aggredirla.
Come posso fare?
Grazie
Giorgia
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Sinceramente non mi sono mai trovato ad affrontare questo problema e non credo sia facile, ho cercato un po' in internet e la parola d'ordine mi sembra che sia "gradualità".

Ti segnalo questi link:
http://www.pet-ethology.it/content/la-relazione-cane-gatto"
http://www.ilmiogatto.net/cane_e_gatto.htm"
http://www.anfi-lombardia.com/modules/dokuwiki/doku.php?id=comportamento:convivenza_cane-gatto
http://www.micimiao.it/gattocane.htm

Comunque, per la mia esperienza anche in caso di incontri ravvicinati è difficile che ci siano dei veri e propri attacchi a meno che il gatto non venga incastrato dove non ha vie di fuga e il cane non superi la distanza di sicurezza.

Il gatto è più pericoloso perché potrebbe con un'unghiata ferire il cane ad un occhio o sul tartufo e comunque attacca solo per legittima difesa se messo alle strette, d'altra parte è difficile che il cane (specie se di piccole dimensioni) riesca a raggiungere il gatto perché quest'ultimo ha sempre la possibilità di saltare e/o arrampicarsi.

Personalmente proverei a metterli in contatto come faceva il padre dell'Etologia Konrad Lorenz nella propria stanza....

da L'Anello di Re Salomone:

"Anche se un cane è battagliero e avido di preda, è singolarmente facile insegnargli a lasciare in pace gli animali che si tengono in casa. 

Neppure i più ostinati nemici dei gatti, che mai perderanno l'abitudine di dar loro la caccia in giardino, e naturalmente a maggior ragione nei campi e nei boschi, penseranno mai di molestare un gatto dentro casa.  

Perciò da molto tempo io ho preso l'abitudine di presentare ai miei cani tutti gli animali nuovi nella mia stanza. 

Non so per quale motivo il cane sia, in casa, tanto meno predace che fuori, certo è però che il suo istinto venatorio vi si affievolisce, non già la sua combattività.................    ............   

Naturalmente questa inibizione che impedisce di dare la caccia in casa propria non ha valore assoluto, e anzi bisogna ricorrere a misure molto energiche per far capire a un cane vivace e avido di preda che il gatto, il tasso, la giovane lepre, il topo del deserto o qualunque altra bestia con la quale esso dovrà d'ora in poi condividere la casa del padrone, non solo non può venir divorata, ma deve essere per lui assolutamente intoccabile, tabù.

Quando molti anni fa tirai fuori dalla cesta il mio primo gattino, Bully, un implacabile cacciatore di gatti, accorse pieno di speranza, e, cosa rara, fece udire il suo guaito profondo, simile ad un ululato, e agitò vivacemente il suo minuscolo pezzetto di coda, ben convinto che gli avessi portato il gattino solo per la gioia di scrollarlo fino a farlo morire. 

La sua speranza non era ingiustificata, perché già molte volte gli avevo portato degli orsacchiotti o dei gattini di stoffa, o altri simili giocattoli fuori uso, ed era stato veramente buffo vederlo baloccarsi con quelle prede fittizie. 

Ora invece questo gattino doveva essere tabù, e Bully era estremamente deluso. 

Trattandosi di un cane di buona indole, assai affezionato ed ubbidiente, non c'era molto rischio che, conoscendo il mio divieto, gli facesse del male. 

Quindi non gli impedii di avvicinarsi lentamente alla bestiola, annusandola con molta cura, mentre tutto il suo corpo tremava di rapace eccitazione e il suo bel pelo liscio e splendente mostrava sul collo quella minacciosa macchia nera e opaca che in lui sostituiva l'arruffamento. 

Al gatto non fece nulla, ma di tanto in tanto sollevava lo sguardo verso di me, guaendo con la sua voce di basso, agitando la coda e, fermo sul posto, pestando il pavimento con le quattro zampe. 

Voleva invitarmi a dare finalmente inizio al tanto sospirato giuoco di malmenare e scuotere a morte quel meraviglioso pupazzo. 

Ma poiché io contonuavo a dire "no!" con enfasi crescente e con il dito alzato, Bully mi lanciò uno sguardo come se dubitasse della mia salute mentale, poi diede al gattino un'ultima ochiata piena di disprezzo e disinteresse, abbassò le orecchie, emise un profondo sospiro come solo sa fare un bulldog, e saltando sul divano vi si acciambellò sopra.

Da quel momento egli ignorò totalmente il micio, e già fin dal primo giorno lo lasciai senza sorveglianza con il nuovo coinquilino, perché sapevo che di lui potevo fidarmi."

Il segreto è riuscire a mantenere la calma, l'autorevolezza e il controllo della situazione di Konrad Lorenz.

Se ti agiti il cane lo sente e amplifica il tuo nervosismo se sei calmo-assertiva e determinata lo aiuti a mantenere il controllo,...  è più facile a dirsi che a farsi ma ci puoi sicuramente riuscire.

Fammi sapere come va.

ezio(@)addestramento-del-cane.com