addestramento ed educazione dei cuccioli e del cane adulto

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venerdì 25 dicembre 2009

Consigli per iniziare il Clickertraining


Nel libro di Karen Pryor (che è l'etologa che ha maggiormente diffuso il sistema di addestramento basato sul rinforzo condizionato) "Clicker Training for Dogs",  c'è un cartoncino pieghevole con alcuni consigli per l'uso di questo straordinario oggetto che vi sembrerà "magico".

Addestrate con il Clicker... il vostro animale vi amerà per questo!

Come usare un Clicker

  1. Premere e rilasciare la lamella del clicker che emetterà un "click" con due tonalità.   Poi premiare.   Tenere con se dei premi piccoli e appetitosi.
  2. Cliccare   DURANTE   il comportamento desiderato, non dopo che è stato completato. Il tempismo del click è cruciale. Dare il premio dopo il click; il tempismo del premio non è importante.
  3. Clicca quando il tuo cane o altro animale fa qualcosa che gradisci. Comincia con qualcosa di di semplice che probabilmente il cane farebbe per conto suo. (idee: seduto; venire verso di te; toccare la tua mano con il naso; sollevare una zampa; toccare e seguire un oggetto come una penna o un cucchiaio.)
  4. Fissa i comportamenti indesiderati cliccando i buoni comportamenti. Clicca il cucciolo perchè si trova nel posto appropriato. Clicca se le zampe rimangono a terra anziché su chi arriva a fare visita. Invece di sgridare se abbaia, clicca se sta in silenzio.
  5. Mantieni un andamento crescente nei tuoi obiettivi. Non appena ottieni un buon risultato, comincia a chiedere qualcosa di più. Aspetta finché il cane rimane giù un po' più a lungo, viene da un po' più lontano, si siede un po' più velocemente. Poi clicca.
  6. Quando il tuo animale comincia a esibire il comportamento spontaneamente, cercando di farti cliccare, puoi cominciare ad offrire un segnale, come una parola o una indicazione con la mano. Inizia a cliccare per quel comportamento se viene esibito durante o dopo il segnale. Inizia ad ignorare il comportamento se il segnale non è stato dato.
  7. Non impartire ordini all'animale; il click training non è basato sul comando. Se l'animale non risponde ad un segnale non sta disobbedendo; semplicemente non ha imparato completamente il segnale. Prova a lavorare in un luogo più tranquillo. Se hai più di un animale, tienili separati mentre lavori con il clicker.
  8.           Se non stai ottenendo progressi con un particolare comportamento, probabilmente stai cliccando troppo tardi.  Essere accurati nel tempismo è importante.
Ho iniziato dopo qualche giorno che la cucciola era a casa con me (aveva 60 giorni), il primo esercizio è stato quello di farle capire che quando pronunciavo il suo nome volevo la sua attenzione.

Per cui dapprima ho cominciato a cliccare quando mi guardava negli occhi per poi passare a pronunciare il suo nome e cliccare se dopo questo segnale mi guardava negli occhi.

Ho fatto anche un piccolo filmato con la mia macchina fotografica ma non lo pubblico perché l'audio non è perfettamente sincronizzato con le immagini e, siccome è la cosa fondamentale, prima di pubblicare dei video su questo argomento mi devo procurare una videocamera più affidabile.

Vi propongo comunque questo video su You Tube dove viene insegnato ad un cucciolo di Border Collie di 11 settimane a distendersi "a terra".




martedì 8 dicembre 2009

delfini fischietto e clicker

. . . . . .

Stasera mi sono divertito troppo assieme ad Agnes con il clicker... incredibile

prima di raccontare questi momenti di - addestramento/divertimento/comunicazione efficace - voglio finire la descrizione della teoria ..... di come è nata questa cosa con i delfini...........

Supponiamo che il delfino senta il fischietto (e dopo arriva il pesce) mentre sta saltando fuori dall'acqua.

Ben presto comincerà a saltare ogni volta che l'addestratore si fa vedere.

Poi scoprirà che il salto fa attivare e il fischietto (e il pesce) solo se viene fatto quando l'addestratore alza il braccio.

In breve tempo con una serie di prove ed errori, il delfino capisce quel'è il comportamento da abbinare ad un determinato gesto per poter far attivare il fischietto e quindi il pesce.



Il fischietto non serve per attivare il comportamento.

Il fischietto serve per dire al delfino, durante o alla fine del comportamento, che all'allenatore piace quel comportamento e per questo il delfino si merita un bel pesce.

Il suono del fischietto è diventato un "rinforzo condizionato".

Per usare il linguaggio degli psicologi, il cibo, le carezze o qualsiasi altro piacere è un "rinforzo incondizionato" ossia qualcosa che chiunque vorrebbe indipendentemente dall'addestramento.

Il fischietto, un "rinforzo condizionato" è qualcosa che il delfino impara a volere.

Perché il rinforzo condizionato è così cruciale?

Non sarebbe sufficiente premiare il delfino con il pesce ogni volta che esibisce il comportamento desiderato?

Il fatto è che con il fischietto l'allenatore può marcare esattamente il comportamento che desidera nel preciso istante in cui l'animale lo sta esibendo.

Il delfino ha modo di capire perfettamente quando, anche per caso, ha fatto la cosa giusta e in questo modo vengono ridotte ad un numero esiguo le prove e gli errori necessari per arrivare al comportamento desiderato con grande soddisfazione e divertimento sia dell'animale che dell'istruttore.

Inoltre, con un suono ben riconoscibile e sempre uguale, è possibile marcare il comportamento anche quando si verifica lontano dall'addestratore e quando l'animale non è rivolto al suo allenatore.

Con i nostri cani possiamo fare la stessa cosa.

l'importante è avere uno strumento che emetta un suono ben riconoscibile e sempre uguale da poter "legare" al concetto di "comportemento corretto = premio".

Si può usare qualsiasi cosa, .. Pavlov usava una campanella,

Con i cani è molto comodo ed efficace usare il clicker.

Il clicker è una scatoletta di plastica con una lamella di acciaio che quando viene premuta fa "click-clack"...

Vi posso assicurare che è come una bacchetta magica.

Si riesce a stabilire con il cane una linea di comunicazione potentissima ed indescrivibile.

E.... soprattutto fa divertire da matti sia l'addestratore che il cane.

Vi immaginate come sarebbe se i nostri figli a scuola potessero imparare giocando?

O se NOI avessimo potuto imparare in questo modo? . . . . . .

Se ti è piaciuto questo post, oppure se non ti è piaciuto, o se comunque vuoi lasciare delle osservazioni o delle domande, qualsiasi commento sarà comunque gradito.

lunedì 30 novembre 2009

cominciamo a parlare del clickertraining



Stasera ho fatto con Agnes un po’ di allenamento con il clicker, per il cane è un gioco, ... ossia "impara" giocando.

Per spiegare come funziona è indispensabile cominciare da come è stato scoperto il funzionamento dei “riflessi condizionati" da Ivan Pavlov.





Personalmente ho cominciato ad interessarmi a questo aspetto del comportamento animale con lo studio della Programmazione Neuro Linguistica, poiché queste tecniche funzionano esattamente allo stesso modo anche se applicate agli esseri umani.

Da Wikipedia:..

"Ivan Petrovič Pavlov (Rjazan, 14 settembre 1849 – Leningrado, 27 febbraio 1936) è stato un fisiologo, medico ed etologo russo il cui nome è legato alla scoperta del riflesso condizionato, da lui annunciata nel 1903.

Dopo aver abbandonato il seminario ecclesiastico di Rjazan, studiò scienze naturali alla Università di San Pietroburgo, dove ottenne il dottorato nel 1879.

Negli anni '90 Pavlov svolse ricerche sulla digestione, sulla quale diede contributi così importanti da meritarsi il premio Nobel per la Medicina e la Fisiologia del 1904.

In particolare, Pavlov stava studiando le secrezioni della ghiandola salivare dei cani quando notò che esse iniziavano prima del contatto con il cibo.

Abbandonò quindi l'interesse per la chimica della saliva per un nuovo approccio, cui dedicò una lunga serie di esperimenti sugli stimoli precedenti la comparsa del cibo.

Uno dei cani di Pavlov, esposto imbalsamato al museo Pavlov di Rjazan:



È noto il suo classico esperimento: associando per un certo numero di volte la presentazione della carne ad un suono di campanello, alla fine il solo suono del campanello determina la salivazione (la cosiddetta acquolina in bocca) nel cane, che prima certamente non produceva; quindi il cane si comporta così a causa di un riflesso condizionato provocato in lui artificialmente.

La scoperta del riflesso condizionato (1901) consentì di applicare i metodi obiettivi della fisiologia allo studio dei processi nervosi superiori.

I riflessi condizionati naturali ed artificiali, le loro modalità di formazione e di azione, hanno assunto grande importanza in fisiologia, psicologia e psichiatria, anche se con risultati alterni.

…….poi vennero gli addestratori di delfini, ne parleremo domani.
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