addestramento ed educazione dei cuccioli e del cane adulto

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sabato 18 febbraio 2012

Controllo degli stimoli, cooperazione senza stimoli coercitivi.

 

Traduzione non ufficiale da “Don’t Shot The Dog di Karen Pryor"

Ezio De Bona

www.addestramento-del-cane.com

Stimolo

Qualsiasi cosa che causa qualche tipo di risposta comportamentale è chiamata stimolo.

Alcuni stimoli possono causare risposte senza alcun apprendimento o addestramento.

Arretriamo se c’è un rumore forte, chiudiamo gli occhi se c’è una luce intensa e tendiamo a gironzolare per la cucina se ci aleggiano intorno profumi appetitosi; gli animali farebbero le stesse cose.

Questi suoni, luci o odori, sono chiamati stimoli incondizionati, o primari.

Altri stimoli sono appresi per associazione con un comportamento rinforzato: i semafori ci fanno fermare e ripartire, balziamo a rispondere quando suona un telefono, in una strada affollata ci giriamo se sentiamo pronunciare il nostro nome, e così via.

Nel corso della giornata rispondiamo ad una moltitudine di segnali appresi.

Questi sono chiamati stimoli, spunti, o segnali.

Impariamo i segnali perché il comportamento ai quali lo associamo ha una storia per essere stato rinforzato.

Alzare il ricevitore del telefono lo fa smettere di squillare (rinforzo negativo) e ci porta una voce umana (rinforzo positivo, o così si spera).

Il segnale, o lo stimolo discriminante pone la base o ci dice di continuare con un comportamento che in passato ha portato a un rinforzo.

Al contrario, l’assenza di stimolo ci informa che per quel dato comportamento non c’è nessun rinforzo imminente.

Se alzi la cornetta di un telefono che non sta suonando, tutto quello che senti è il tono della centrale telefonica.

Una parte considerevole degli sforzi dell’addestramento formale consiste nello stabilire uno stimolo discriminante.

Il sergente istruttore con un plotone di reclute o il proprietario di un cane in un corso di addestramento sono egualmente coinvolti primariamente nel far obbedire gli ordini ai soggetti che vengono addestrati, che di fatto sono stimoli discriminanti.

Non è impressionante che un cane si possa sedere o che un uomo si possa mettere sull’attenti, ma ciò che è impressionante è che venga eseguito con precisione a seguito di un comando.

Questo è quello che chiamiamo “obedience”, non la semplice acquisizione di comportamenti, ma la garanzia che vengano eseguiti alla esibizione del segnale.

Gli psicologi lo chiamano “portare un comportamento sotto il controllo di uno stimolo”.

E’ difficile da insegnare, l’apprendimento ha delle regole e le regole devono essere esaminate.

Che importa se non ti interessa dirigere un gruppo di cani o se nella tua vita non hai mai pensato di addestrare una squadra di persone?

Puoi ugualmente servirti del controllo degli stimoli.

Per esempio se i tuoi figli fanno finta di niente e non vengono da te quando li chiami vuol dire che sei scarso nel controllo degli stimoli.

Se sei il supervisore di altre persone e ti capita di dover dare un ordine o una istruzione due o tre volte prima che vengano eseguiti hai un problema con il controllo degli stimoli.

Hai mai sentito uscire dalla tua bocca queste parole: “Se te l’avessi detto una sola volta, te l’ho detto un migliaio di volte, non…. (sbattere la porta, o lasciare il tuo asciugamano bagnato sul divano o qualsiasi altra cosa)"?

Quando dire una volta o un migliaio di volte non funziona, il comportamento non è sotto il controllo di stimoli.

Possiamo pensare di avere il controllo degli stimoli quando in effetti non lo abbiamo.

In questi casi ci aspettiamo che il comando o il segnale venga eseguito ed invece non lo è.

Una reazione umana comune è quella di aumentare il segnale.

La cameriera non capisce il tuo francese? Parla più forte.

Di solito questo non funziona.

Il soggetto deve riconoscere il segnale; altrimenti non importa se urli, o se lo fai squillare attraverso un impianto di amplificazione di una rock-band, otterrai sempre uno sguardo vuoto.

Un’altra reazione umana al fallimento di ricevere una risposta a stimoli condizionati è quella di "dare di matto".

Questa funziona solamente se il soggetto sta esibendo un comportamento indesiderato o se non sta dando una risposta ben appresa ad un segnale ben appreso.

A volte una opposizione, come un’interruzione o una dimostrazione di temperamento (forza) può elicitare buoni comportamenti.

A volte il soggetto risponde correttamente ma in ritardo o in maniera dilatoria.

Spesso una risposta pigra ai comandi è dovuta al fatto che al soggetto non è stato insegnato a rispondere velocemente.

Senza rinforzo positivo, non solo per la risposta corretta al segnale ma anche per la prontezza della risposta, il soggetto non ha avuto l’opportunità di imparare che ci sono benefici a rispondere velocemente al segnale.

Il comportamento non è completamente sotto controllo dello stimolo.

La vita reale abbonda di cattiva gestione del controllo degli stimoli.

Ogni volta che una persona prova a esercitare l’autorità, un’altra persona è probabile che si mettansi guai per “disobedience”; ma il problema reale è che i comandi non sono capiti o i segnali non possono essere obbediti – comunicazione povera o controllo degli stimoli sciatto.

Stabilire un segnale d’azione

Gli addestratori convenzionali partono con il segnale d’azione, prima di iniziare la formazione: “Seduto!” poi spingono il cane nella posizione di seduto.

Dopo molte ripetizioni il cane impara a sedersi, per poter evitare di essere spinto giù e a tempo debito impara che la parola seduto è la sua opportunità di evitare di essere strattonato esibendo il comportamento di sedersi.

I segnali d’azione o comandi convenzionali sono, di fatto, rinforzi condizionati negativi.

Nel condizionamento operante, dalla parte opposta, prima formiamo (shaping) il comportamento.

Perché, dopotutto, dire al cane qualcosa che non può ancora capire?

Una volta che il comportamento è sicuro, gli diamo forma durante o immediatamente dopo un particolare stimolo.

Per esempio, con il clicker e i rinforzi, sviluppiamo il comportamento di sedersi- velocemente, ordinatamente a lungo, spesso, qui nell’erba o li nel tappeto, mescolando condizioni diverse finché il cane non ci offre il suo “seduto” con grande fiducia, nella speranza di guadagnarsi il rinforzo.

A questo punto introduciamo il segnale d’azione come una specie di via libera , una opportunità di guadagnare rinforzi per quel particolare comportamento.

Questo tipo di segnale d’azione diventa un rinforzo positivo condizionato: è garantito che porta al rinforzo.

Ci sono diversi modi di introdurre un segnale.

Puoi produrre il segnale quando il comportamento sta cominciando, rinforzi il completamento e poi ripeti questa sequenza in tempi diversi, in posti diversi spostando gradualmente il segnale indietro nel tempo finché arriva prima che il comportamento abbia inizio.

Pian piano l'allievo identificherà il segnale come opportunità di essere rinforzato per quel particolare comportamento e quando dici "Seduto" il cane si metterà seduto.

Un secondo metodo - e questo è quello che usiamo coi i delfini- è l'alternanza del segnale e dell'assenza del segnale.

Il comportamento si manifesta frequentemente.

Dici "Seduto" e click quando il cane si siede.

Poi, per una o volta o due, lasci che il cane si sieda senza cliccare e senza alcun rinforzo.

Poi dici "Seduto" di nuovo e rinforzi il comportamento di sedersi che segue il segnale.

Nella stessa sessione di addestramento stai rinforzando il "seduto con segnale" e spegnendo il "seduto senza segnale".

Una volta che il tuo allievo ha capito come funziona, si possono collegare nuovi segnali a nuovi comportamenti in questo modo praticamente istantaneamente.

Comunque si possono presentare delle difficoltà con animali "acerbi" o inesperti che stanno imparando i loro primi segnali d'azione.

La difficoltà nasce da un processo chiamato estinzione.

L'estinzione si riferisce alla rimozione di un rinforzo per un comportamento che solitamente dava dei frutti.

E' una esperienza contraria e può generare emozioni.

Sono stata inzuppata dalla testa ai piedi da un delfino furioso per non essere stato ricompensato per un comportamento che in precedenza gli aveva fatto guadagnare un pesce.

Un terzo modo per aggiungere un segnale d'azione è quello di modellare, plasmare (to shape) la reazione al segnale come se fosse essa stessa il comportamento.

Se è il primo comportamento insegnato con il clicker ad un cucciolo, devi trovare il momento in cui il cane correndo verso di te ti fa praticamente inciampare per farti vedere che si siede: "Guarda, lo sto facendo, non vedi?" Il clicker trainer direbbe che ti sta "lanciando un seduto" (throwing sits at you).

Questo è il momento perfetto per introdurre il segnale.

Il cane è pronto ad apprendere il segnale d'azione, e tu devi essere in grado di dire al cane quando il sedersi funzionerà, così non offrirà più spontaneamente il comportamento giusto sotto ai tuoi piedi ogni volta che ti vede con dei generi alimentari in mano.

Tira fuori il clicker e i bocconcini, dì "Seduto", e clicca il primo piccolo movimento della groppa verso il terreno: non l'intero comportamento, solo l'inizio del movimento.

Getta a terra il bocconcino così il cane si deve tirare su per mangiare, di nuovo dì "Seduto" e di nuovo clicca prima che l'azione di sedersi sia completata.

Puoi rendere il segnale molto marcato: aggiungi un segno con le mani, alza un braccio, scandisci il comando.

Assicurati di cessare tutti i segnali ausiliari nell'istante in cui clicchi.

Spesso in questo modo si può ottenere un vigoroso "Seduto" a segnale in pochi click.

Poi torna a cliccare il "Seduto" a segnale ma quando il posteriore è completamente a terra (così il cane non prende l'abitudine di eseguire un mezzo-seduto).

Il passo successivo è inframezzare dei comportamenti già ben appresi - tipo chiamare il cucciolo per qualche coccola- fra prove di dare e rinforzare il nuovo segnale di seduto.

L'ultimo passo è modellare il comportamento dell'attesa del segnale- mezzo secondo, poi un secondo, poi tre secondi- finche il cane è visibilmente in attesa e non propone alcun comportamento finché non arriva il segnale.

Quando questo accade puoi cominciare a lasciar perdere tutti i segnali ausiliari e usare solamente le parole.

Hai sviluppato una risposta al segnale come comportamento operante, offerto intenzionalmente nella speranza di guadagnare rinforzi.

Nelle mie osservazioni questo è il sistema più veloce per stabilire sia segnali individuali, che la generalizzazione che i segnali sono indicazioni su quale comportamento esibire.

Una donna portò ad uno dei miei seminari un cucciolo di labrador nero di quattro mesi appena adottato da un allevamento.

Il sabato alla pausa pranzo la aiutai a modellare il primo comportamento con l'ausilio del clicker, distendersi a terra.

Mi sento sicura nell'affermare che il cucciolo non conosceva alcun segnale ed era innocente, senza alcun tipo di addestramento.

C'è voluto molto tempo perché il cucciolo notasse che quello che faceva aveva un certo effetto sull'arrivo dei bocconcini.

Nel pomeriggio il gruppo si allenò nel riconoscimento di segnali di modellamento.

Il giorno successivo, alla pausa pranzo, vennero da me la stessa proprietaria con lo stesso cucciolo.

Indovinate cosa aveva imparato questo cucciolo in ventiquattrore: seduto, a terra, rotolare, un super "high five" nel quale il cucciolo si rotolava a sinistra e lanciava la zampa destra il più alto possibile in aria- e l'inizio di un riporto.

Inoltre il cucciolo era elettrizzato, un cane completamente diverso, attento, divertito, con tutti i muscoli coinvolti - pronto alla vita.


sabato 23 luglio 2011

Alaskan Malamute che tira in passeggiata


Dogsled team with four men, Dawson, Yukon Territory, c.a. 1898

Buon giorno volevo chiedere una cosa sul mio Alaskan Malamute che ha circa 2 anni e mezzo . Ma nn riesco a uscire con lui xche quando usciamo x la passeggiata diventa un problema. Lui tira con forza e io nn riesco a gestire la cosa lei mi può dire come posso farmi capire dal mio cane . Può darmi una mano grazie santina

Inviato da iPhone
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Ciao Santina,

 innanzi tutto c'è una considerazione da fare: l'Alaskan Malamute è un cane che da tempo immemorabile è stato selezionato per tirare le slitte.

Certo lo possiamo far vivere nelle nostre città però la sua natura, il suo bisogno di sfogare tutta la sua energia, rimane.

Quello che ti posso consigliare è di dare un'occhiata a  questi post  nei quali viene spiegato sommariamente come insegnare al cane a non tirare utilizzando il Clicker.

Certo per eseguire questi esercizi bisogna avere un po' di pratica di utilizzo del Clicker e comunque impararlo non potrà fare altro che migliorare il tuo rapporto con il cane.

Non puoi dimenticare comunque che il tuo cane ha bisogno di tirare, di correre, di stancarsi e per questo ti devi attrezzare in qualche modo.
Potresti correre assieme a lui facendoti tirare con un guinzaglio intorno alla vita come fa questa ragazza, magari caricando il cane con un paio di borse per un peso di circa 1/3 dell'animale.

Ho visto dei ragazzi allenare i propri Siberian Husky facendosi tirare su una specie di slitta con le ruote ma naturalmente bisogna trovare anche il luogo adatto come si può vedere in questo video:



Un'altra possibilità è quella di insegnare al tuo Malamute a correre su un tapis-roulant.

Ti assicuro che può imparare facilmente a farlo, naturalmente lo devi tenere sempre d'occhio ma  lui si può allenare mentre tu fai qualcos'altro così può bruciare un po' di energie per poter uscire in passeggiata con calma e tranquillità come viene spiegato in questo video:


Inoltre devi lavorare sulla tua leadership

Devi fargli capire che sei tu che porti a spasso lui e non il contrario e per far questo, oltre vedere questo interessante video corso sull'educazione di un cane.



frequentare qualche centro cinofilo.

Ezio

ezio(@)addestramento-del-cane.com








martedì 14 giugno 2011

Cane Maltrattato


ZOE

Salve sono Daniela,
ho una cagnona trovatella di 3 anni e mezzo. L'ho recuperata vicino ad un camping in riva al mare dove mi hanno detto che ciondolava da circa 5 mesi, aveva tra i 10 mesi e 1 anno (aveva già i denti permanenti ma non era mai stata in calore).

Zoe (il nome del mio cane) è un incrocio di pastore tedesco [e a scelta: pastore abbruzzese(di cui ha il timbro della voce) o husky o altro], 33 kg di cane insomma....

Facendola breve è stata maltrattata, ho lavorato molto con lei ma non sono soddisfatta. Avete dei libri da consigliarmi (anche in inglese)al riguardo?



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Ciao Daniela,
bellissimo il nome Zoe, complimenti per esserti presa questa cucciolona  abbandonata con tutti i problemi che ne conseguono.

Magari mandami una foto dela tua cagnetta che la inserisco nel post (ezio(@)addestramento-del-cane.com)

Libri ce ne sono diversi,... bisognerebbe sapere quali sono i problemi che presenta la cagna, nonché il contesto in cui vive ecc. ecc., comunque ti segnalo



I "Segnali Calmanti" sono una parte fondamentale del sistema di comunicazione del cane nel gruppo sociale.
Il metodo è stato studiato e formalizzato da Turid Rugaas alla fine degli anni 80, con il suo collega Ståle Ødegard. 

Vesla, una piccola Elkhound randagia con grossi problemi comportamentali, le dimostrò che il cane può riappropriarsi delle capacità di comunicazione che per la sua storia ha smesso di usare. 

Il messaggio è tanto semplice, ovvio, quanto profondo: una relazione bidirezionale si fonda su una comunicazione bidirezionale.

"...Quindi io spero che iniziate ad osservare, a capire meglio il vostro cane e sentirvi più vicini alla perfetta relazione uomo-cane.
Finora tale relazione è stata sostanzialmente a senso unico: noi chiediamo e lui risponde. Capire il suo linguaggio può non essere ancora sufficiente per la perfetta relazione, ma è un gran passo nella giusta direzione.
Ogni volta che incontri o sei con un cane puoi scegliere: essere minaccioso o essere calmante. Non vi è assolutamente mai motivo, mai nessuna scusa, che giustifichi la minaccia, l'intimidazione, o peggio la punizione." 

"...Essere capaci di comunicare, essere realmente capiti dai cani, è una sensazione stupenda sia per le persone sia per i cani. I "segnali calmanti" sono la chiave, e vedere attraverso quella porta aperta è stato per me come vivere il sogno dell'infanzia del parlare con gli animali."


Turid Rugaas lavora da più di trent’anni con i cani.

Ha fon­dato e dirige il centro di educazione cino­fila "Hagan Hundeskole" in Norvegia nei pressi di Oslo.

Il percorso professio­nale, dopo l'iniziale interesse e collabo­razione con i Club Cinofili, si è poi orientato alla ricerca e sviluppo di propri metodi di training che ha applicato oltre che all'educazione di base e a quella dei cani da salvataggio, anche all'attività agonistica con ottimi successi nelle "prove di lavoro" e nei concorsi di "obedience". 

Alla fine degli anni ottanta con il suo collega Stale Odegard ha studiato, descritto e sistema­tizzato i "Calming Signals" - "Segnali Calmanti" nel cane.

Il libro sull'argomento, nelle numerose traduzioni, sono stati e sono tra i best seller del settore specifico e costituiscono punto dì riferi­mento riconosciuto per gli operatori de! settore in tutto il mondo.

La competenza e l'originalità di idee e proposte operative si coniuga perfettamente con la ca­pacità di divulgare, comunicare ed istruire così che Turid Rugaas è richiestissima per corsi com­pleti e campus come per conferenze e simposi in ogni parte del mondo.

In lingua inglese ti segnalo:



Il libro di Karen Prior che spiega in maniera dettagliatissima le basi, il funzionamento e la tecnica del rinforzo positivo con gli animali (e con gli esseri umani)

1—Reinforcement: Better than Rewards
In which we learn of the ferocity of Wall Street lawyers; of how to—and how not to—buy presents and
give compliments; of a grumpy gorilla, a grudging panda, and a truculent teenager (the author); of gambling,
pencil chewing, falling in love with heels, and other bad habits; of how to reform a scolding teacher or a
crabby boss without their knowing what you've done; and more.
2—Shaping: Developing Super Performance Without Strain or Pain
How to conduct an opera; how to putt; how to handle a bad report card. Parlor games for trainers. Notes
on killer whales, Nim Chimpsky Zen, Gregory Bateson, the Brearley School, why cats get stuck in trees, and
how to train a chicken.
3—Stimulus Control: Cooperation Without Coercion
Orders, commands, requests, signals, cues, and words to the wise; what works and what doesn't. What
discipline isn't. Who gets obeyed and why. How to stop yelling at your kids. Dancing, drill teams, music,
martial arts, and other recreational uses of stimulus control.
4—Untraining: Using Reinforcement to Get Rid of Behavior You Don't Want
Eight methods of getting rid of behavior you don't want, from messy roommates to barking dogs to bad
tennis to harmful addictions, starting with Method 1: Shoot the Animal, which definitely works, and ending
with Method 8: Change the Motivation, which is more humane and definitely works too.
5—Reinforcement in the Real World
What it all means. Reading minds, coaching Olympic teams, how happiness can affect corporate profits,
ways to deal with other governments, and other practical applications of reinforcement theory.
6—Clicker Training: A New Technology

From the dolphin tanks to everyone's backyard: dog owners around the world put away the choke chain
and pick up the clicker. Long-term benefits: accelerated learning, precision, reliability, better
communication, and fun. The Great Internet Canine Hot Dog Challenge; some truly fetching horses; a pilot
pilot program; and clicking and autism. Changing the world one click at a time.
Resources
Acknowledgments
About the Author
Foreword
This book is about how to train anyone—human or animal, young or old, oneself or others—to do
anything that can and should be done. How to get the cat off the kitchen table or your grandmother to stop
nagging you. How to affect behavior in your pets, your kids, your boss, your friends. How to improve your
tennis stroke, your golf game, your math skills, your memory. All by using the principles of training with
reinforcement.




giovedì 18 febbraio 2010

Insegnare al cane "apri la bocca"

°  Prepara una dozzina o più di bocconcini di formaggio, di pollo o wurstel.


°  Click e premia il cucciolo due o tre volte semplicemente perché ti viene vicino, così capisce che i bocconcini sono disponibili.

Dopo un pò offri al cucciolo qualcosa da mordere, .. un giocattolo o i tuoi vestiti.

Click quando morde l'oggetto e trattieni il premio.

Se molla per poter mangiare il suo bocconcino click nuovamente.

Non cliccare se addenta qualcosa che non vuoi che morda!


°  Ripeti questo procedimento diverse volte finché il cucciolo lascia andare facilmente l'oggetto non appena sente il click.


°  A questo punto incomincia a dire "APRI" appena prima del click. Ripeti diverse volte.

In questo modo colleghi l'azione di "APRIRE" ad un segnale verbale.


°  Poi, da il segnale verbale "APRI" e aspetta.

Trattieni l'oggetto dolcemente, senza tirare, finché il cucciolo lo molla da solo.

Nel momento in cui il cucciolo lascia l'oggetto, click e premio.

Non cliccare finché il cucciolo non molla!

Ricordati però di cliccare immediatamente appena lascia e premia.

Ripeti diverse volte.


°Ripeti questo training più spesso che puoi durante la giornata e nei giorni a seguire, finché il cane lascia l'oggetto automaticamente quando dici "APRI".


°Tieni con te dei bocconcini secchi e il clicker a portata di mano ogni volta che il cucciolo è libero nella stanza.

Se morde la tua mano o i vestiti immobilizzati e poi dà il segnale "APRI", Quando molla devi essere pronto a cliccare, a fargli un po di feste e a dargli un premio speciale.

Ogni membro della famiglia può imparare questo segnale e, all'occorrenza, usarlo.

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sabato 9 gennaio 2010

a passeggio con il guinzaglio "lento" 3°


Terzo Step

Uscire all'aperto.

Mettere il guinzaglio al cane, ma anziché tenerlo in mano legarlo attorno alla vita così non c'è la tenzazione, né la possibilità di strattonare l'animale o di tirare se lui tira.

Riprendere a sistemare il cane e, se è a posto, cliccare ogni tre passi, poi ogni cinque o dieci o comunque quando ci sembra il caso di premiarlo.

Cercare di capire per quanto tempo il cane riesce a stare con il conduttore e prenderlo come regola.

Quando si riesce a mantenere l'attenzione del cane per un bel po' di passi aggiungere curve, angoli, cambiamenti di direzione.

Al cane piacerà questa specie di  "gara", e cercherà di indovinare cosa succede dopo e per farlo dovrà per forza rimanere il più possibile attaccato alla gamba.

Rendi la gara difficile quel tanto che basta perché il cane possa vincere il maggior numero di volte possibile.

Se il cane annusa, o vede qualcosa di interessante e comincia a tirare, fermarsi.

Rimanere fermi.

Finché il cane tira non succede niente.

Non appena il cane allenta, - Click e premio.

Con l'aumentare dell'addestramento si potranno accrescere le tentazioni.

Lasciare che il cane scopra che quando tira non succede niente, ma se lui molla e fa in modo che non ci sia tensione, il conduttore si avvicinerà al palo della luce, al cane  che si sta avvicinando o a qualsiasi cosa ci sia da investigare.

Lo scopo di questo addestramento con il Clicker è quello di dare al CANE la responsabilità del fatto che il guinzaglio deve rimanere lento.

Con la ripetizione diventerà un'abitudine e piano piano i rinforzi con il Clicker diventeranno sempre meno necessari, finché si potrà ottenere una condotta al guinzaglio tranquilla e ineccepibile... per quanto possibile.

Ecco un video nel quale viene mostrato in pratica come agire una volta "outdoor". In questo caso la conduttrice suggerisce di depositare a terra  il premio dopo il Click, un pò più indietro del piede...


In quest'altro video la conduttrice ottiene lo stesso risultato chiedendo al cane una focalizzazione completa su di lei... questo secondo metodo andrà meglio per le prove di lavoro ma per uscire in passeggiata secondo me è opportuno essere entrambi rilassati.




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venerdì 8 gennaio 2010

ci vuole pazienza


 
Ho accelerato un pò troppo i tempi...

Mi sembrava che Agnes avesse capito, .. il fatto è che è pur sempre una cucciola di 4 mesi non è che si possa pretendere una grande precisione e/o attenzione.

Di fatto quando siamo in passeggiata non tira gran ché, però bisogna lavorarci su ancora parecchio.

Come dice il mio maestro di Tango Argentino Alejandro, una volta imparato il movimento, la sequenza dei passi, bisogna pulire... pulire... pulire... pulire tendere alla perfezione.



Come dicevo prima, stò lavorando con un cane che è una cucciola di 4 mesi,.. è già tanto che si presti a darmi attenzione per qualche minuto.

E lo fa ... solo che sono io che mi devo sforzare ad essere più preciso e più paziente.

Comunque mi sono fatto prendere un po' troppo dall'entusiasmo.

Bisogna lavorare ancora con il cane, guinzaglio e clicker in casa, da soli e senza distrazioni per un po' di tempo.



Modellare,.. plasmare,... pulire... pulire,...cliccare... premiare...


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mercoledì 6 gennaio 2010

a passeggio con il guinzaglio "lento" 2°


Secondo step

Il secondo passo da seguire per lo "Shaping", il modellamento del comportamento della passeggiata al guinzaglio senza che il cane e il conduttore facciano il tiro alla fune con il guinzaglio consiste nell'inserire delle variazioni.

  • aumentare il numero dei passi
  • provare ad andare un po' più velocemente o un po' più lentamente
  • fare in modo che sia facile per il cane "vincere"
  • non sgridare il cane se si allontana
  • cliccare quando si avvicina e quando si trova nella posizione giusta
  • cliccare quando si trova vicino alla gamba quando giriamo o quando invertiamo la direzione
  • provare a fermarsi
  • cliccare se al momento dello stop il cane si trova vicino
  • camminare più forte e più piano
  • mantenere la sequenza dei click intorno ai 4 - 5 secondi, ma essere sicuri che ogni click avvenga per un buon motivo
  • fare sessioni brevi, sono sufficienti pochi minuti
Quando il cane comincia a capire ciò che ci aspettiamo da lui possiamo cominciare ad uscire.

Lo vedremo nel prossimo post

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venerdì 25 dicembre 2009

Consigli per iniziare il Clickertraining


Nel libro di Karen Pryor (che è l'etologa che ha maggiormente diffuso il sistema di addestramento basato sul rinforzo condizionato) "Clicker Training for Dogs",  c'è un cartoncino pieghevole con alcuni consigli per l'uso di questo straordinario oggetto che vi sembrerà "magico".

Addestrate con il Clicker... il vostro animale vi amerà per questo!

Come usare un Clicker

  1. Premere e rilasciare la lamella del clicker che emetterà un "click" con due tonalità.   Poi premiare.   Tenere con se dei premi piccoli e appetitosi.
  2. Cliccare   DURANTE   il comportamento desiderato, non dopo che è stato completato. Il tempismo del click è cruciale. Dare il premio dopo il click; il tempismo del premio non è importante.
  3. Clicca quando il tuo cane o altro animale fa qualcosa che gradisci. Comincia con qualcosa di di semplice che probabilmente il cane farebbe per conto suo. (idee: seduto; venire verso di te; toccare la tua mano con il naso; sollevare una zampa; toccare e seguire un oggetto come una penna o un cucchiaio.)
  4. Fissa i comportamenti indesiderati cliccando i buoni comportamenti. Clicca il cucciolo perchè si trova nel posto appropriato. Clicca se le zampe rimangono a terra anziché su chi arriva a fare visita. Invece di sgridare se abbaia, clicca se sta in silenzio.
  5. Mantieni un andamento crescente nei tuoi obiettivi. Non appena ottieni un buon risultato, comincia a chiedere qualcosa di più. Aspetta finché il cane rimane giù un po' più a lungo, viene da un po' più lontano, si siede un po' più velocemente. Poi clicca.
  6. Quando il tuo animale comincia a esibire il comportamento spontaneamente, cercando di farti cliccare, puoi cominciare ad offrire un segnale, come una parola o una indicazione con la mano. Inizia a cliccare per quel comportamento se viene esibito durante o dopo il segnale. Inizia ad ignorare il comportamento se il segnale non è stato dato.
  7. Non impartire ordini all'animale; il click training non è basato sul comando. Se l'animale non risponde ad un segnale non sta disobbedendo; semplicemente non ha imparato completamente il segnale. Prova a lavorare in un luogo più tranquillo. Se hai più di un animale, tienili separati mentre lavori con il clicker.
  8.           Se non stai ottenendo progressi con un particolare comportamento, probabilmente stai cliccando troppo tardi.  Essere accurati nel tempismo è importante.
Ho iniziato dopo qualche giorno che la cucciola era a casa con me (aveva 60 giorni), il primo esercizio è stato quello di farle capire che quando pronunciavo il suo nome volevo la sua attenzione.

Per cui dapprima ho cominciato a cliccare quando mi guardava negli occhi per poi passare a pronunciare il suo nome e cliccare se dopo questo segnale mi guardava negli occhi.

Ho fatto anche un piccolo filmato con la mia macchina fotografica ma non lo pubblico perché l'audio non è perfettamente sincronizzato con le immagini e, siccome è la cosa fondamentale, prima di pubblicare dei video su questo argomento mi devo procurare una videocamera più affidabile.

Vi propongo comunque questo video su You Tube dove viene insegnato ad un cucciolo di Border Collie di 11 settimane a distendersi "a terra".




lunedì 7 dicembre 2009

clickertraining


Cosa c'entrano i delfini con l'addestramento del cane....

Vi è mai capitato di vedere dei delfini all'opera in qualche "Delfinario" oppure in televisione?

Avete notato come esibiscano dei comportamenti perfetti? Come interagiscono con gli essseri umani e con gli altri delfini in maniera ineccepibile?

Il pubblico resta estasiato da come rispondano perfettamente ai comandi degli addestratori e sembra addirittura che capiscano e che rispondano meravigliosamente al linguaggio umano.

Inoltre danno l'impressione di essere delle creature sorprendentemente intelligenti.

In realtà, i delfini non sono dei "geni" e non lo sono nemmeno i loro addestratori.

La precisione nell'eseguire gli esercizi che gli vengono richiesti ed il divertimento che provano nel portarli a termine sono dovute interamente ai principi che gli addestratori usano nei loro allenamenti.

Le stesse tecniche possono essere usate con i cani.

La cosa principale da sapere sull'addestramento dei delfini è che si sta lavorando con animali che non possono essere puniti.

Indipendentemente da quanto ti possano prendere in giro (anche di proposito) non puoi "fargliela pagare".

Non puoi usare un guinzaglio o una frusta perché nuotano nell'acqua, non puoi fargli soffrire la fame perché senza pesce fresco morirebbero disidratati in poco tempo, non puoi neanche urlare con loro ... perché non gli fa nessun effetto.

L'unico modo per ottenere qualcosa dai delfini è attraverso il "rinforzo positivo".

I metodi tradizionali di addestramento del cane erano basati sia su premi per comportamenti corretti, che su punizioni e/o violenza per comportamenti sbagliati.

Inevitabilmente questo metodo di addestramento, o se vogliamo questo modello di comunicazione, genera spesso nell'animale confusione, frustrazione e paura e a volte anche dolore fisico.

Alcuni cani riescono a tollerare abbastanza bene questo tipo di esperienza, ma i delfini, essendo animali selvatici, no.

Il segnale magico è il "rinforzo condizionato".

Guardando i delfini esibire i loro esercizi perfetti e poi accorrere a bordo piscina per prendersi il loro premio in pesci da mangiare, viene da pensare che rinforzo positivo significhi pesce.

Sbagliato.

L'elemento essenziale per ottenere un comportamento dal delfino non è il premio in cibo.

Il delfino non sta lavorando per il cibo, sta lavorando per il fischietto.

Il primo passo nell'addestramento è far capire al delfino che ogni volta che sente il fischietto sta arrivando del pesce.

Ricordate i cani di Pavlov di cui ho parlato qualche giorno fa?

Una volta che il delfino ha capito che suono del fischietto vuol dire pesce in arrivo, l'addestratore può usare il fischio per "marcare" un comportamento desiderato, e poi, gradatamente, dare forma a qualcosa di più complesso come rispondere in un certo modo ad un segnale.

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