addestramento ed educazione dei cuccioli e del cane adulto

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domenica 9 settembre 2012

Come richiamare il nostro cane.... e smettere di corrergli dietro.




In molte specie animali il richiamo ha una funzione fondamentale nell’ambito della socialità, della protezione e della sopravvivenza stessa. Per questo motivo non vedremo mai  un gruppo di leoni o di lupi ma anche di bisonti  o di zebre disertare una battuta di caccia per andare a fare una passeggiata o  rimanere a bere nella loro pozza nonostante siano stati avvisati di riunirsi al branco per fare fronte ad un attacco. Tutto dettato dalla necessità di mangiare, riprodursi e restare in vita.

Il nostro amico peloso invece mangia almeno due volte al giorno senza il pericolo che qualcuno gli porti via il pranzo, vive in un ambiente a dir poco sicuro e protetto e, in  caso di incontri spiacevoli, ha accanto a sé un bipede sempre pronto a prendere le sue difese e a risolvere i suoi problemi. Tra questi , in alcuni casi, anche trovargli moglie o marito.

Perché il cane non risponde al richiamo?

Ricordo benissimo quando da bambino mia nonna mi chiamava dal balcone e inutilmente dava fondo a tutta la sua voce per cercare di recuperare il suo nipotino che, preso nel suo mondo di “guardie e ladri”, “nascondino” o “torneo di calcio”, aveva poche intenzioni di ritornare a casa. Questo è il nostro cane: un ragazzino entusiasta pieno di voglia di giocare, esplorare e conoscere ma che difficilmente riesce a soddisfare completamente questi suoi bisogni. Ed è proprio per questo motivo che, in situazioni del genere,  tali stimoli rappresentano per lui qualcosa di veramente importante ed una  forte calamita che lo  attira inesorabilmente e lo rende sordo ai nostri richiami.

Certo che anche noi abbiamo qualcosa da offrire al nostro amico quando risponde al richiamo: entusiasmo, coccole, carezza, giochi o del cibo. Il problema è che spesso tutto ciò gli è concesso anche quando non ha fatto nulla di speciale; avvolte siamo noi che lo cerchiamo per coccolarlo, fargli le feste, convincerlo a giocare o per proporgli qualcosa di buono da mangiare. Tutto questo abbassa notevolmente l’importanza dei nostri gesti e, soprattutto, la nostra leadership.

La prima regola è quindi  osservare bene l’ambiente che ci circonda prima di lasciarlo libero. Nessuno lo conosce meglio di noi e credo che, con un po’ di attenzione, saremo in grado di valutare la situazione e capire se ci sono degli elementi di disturbo che potrebbero impedirgli di “ascoltarci.  Abbassarsi, le prime volte, è buona abitudine. Ha molta importanza anche il tono della voce che dovrebbe essere suadente ed invitante (neanche noi avremmo tanto entusiasmo se andassimo verso qualcuno che ci chiama in maniera sgradevole). Infine può esserci utile conoscere i meccanismi che aiutano l’apprendimento del nostro amico ed esaminarne i concetti fondamentali:

Rinforzo positivo: DA FARE. Si tratta semplicemente di far trovare qualcosa di gradevole all’arrivo del cane; dovrà ricevere sempre coccole e carezze unite a tanto entusiasmo,  qualche volta un bocconcino e altre volte un gioco.

Rinforzo appetitivo negativo: DA FARE. Nonostante questa definizione possa ingannare e sembrare ostile, al contrario si tratta di allontanare il cane da una situazione negativa; ad esempio possiamo chiamarlo se lo vediamo in difficoltà o ha paura di qualcosa. In questo modo assocerà il venire da noi alla fine di una sensazione sgradevole.

Punizione positiva: DA NON FARE. Il cane non va mai sgridato e tantomeno punito se non viene al richiamo. Anche se torna dopo un’ora di fuga non deve mai trovare alcun tipo di avversione da parte nostra altrimenti la volta successiva non tornerà più.

Punizione negativa: DA EVITARE. Si tratta di interrompere  un’attività gradita al cane. Chiamarlo mentre sta mangiando o giocando con i suoi compagni può essere sgradevole ed è quindi da evitare nella fase iniziale dell’apprendimento. In una seconda fase staremo molto attenti a proporgli un’alternativa superiore (esempio, se lo chiamiamo mentre sta mangiando le sue crocchette al suo arrivo troverà un piatto di lasagne!!). Tutto questo, ben inteso, non sarà più necessario una volta appreso il meccanismo del richiamo.


Esercizi

             Ecco per voi alcuni esercizi molto utili per rinforzare il richiamo:

·      Nascondino:  aspettiamo che sia distratto e proviamo a nasconderci per stimolarlo a cercarci anche dietro un piccolo invito (facciamo dei rumori, fischiamo o chiamiamolo sommessamente).

·      Ping Pong: fate trattenere il cane da un vostro amico e chiamatelo ripetutamente premiandolo abbondantemente quando arriva.  Fate eseguire la stessa cosa al vostro aiutante (anche lui ben fornito di bocconcini). Ripetete la sequenza più volte alternandovi nel trattenere e chiamare.

·         Richiamo dal resta:  mettete il cane in posizione seduto e date il comando “resta” prima di allontanarvi da lui ad una distanza che ritenete opportuna. Naturalmente in questo esercizio è fondamentale che abbia già imparato a stare fermo in vostra assenza. Una volta raggiunto il punto prestabilito, richiamatelo e premiatelo al suo arrivo

·         Clown: Con la ciotola in mano fate un po’  gli “stupidi”: camminate per casa continuando a chiamarlo come se non vi foste accorti che lui è già lì.

Ricordate che è importante l’immagine che il vostro cane ha di voi quando deve decidere se tornare o meno ad un vostro richiamo; fate in modo quindi che vi associ sempre a qualcosa di positivo.

L’estinzione del premio   

            Per abituare il vostro amico a tornare anche quando non avete un premio è utile lavorare seguendo questo schema:

·         Chiamiamo il cane una PRIMA volta e al suo arrivo elargiamo subito il premio (cibo o gioco) che avevamo già in mano.

·         Lasciamo che si allontani e chiamiamolo una SECONDA volta premiando sempre appena torna da noi.

·         Nel TERZO richiamo teniamo invece il premio in tasca (o se ingombrante dietro la schiena). Quando il cane ci raggiunge facciamogli dapprima molte feste e dopo qualche secondo diamo il premio.

·         Per la QUARTA ripetizione procediamo come per la prima, quindi con il premio immediato.

·         Per la QUINTA ripetizione il premio dovrà essere collocato lontano da voi (ad una decina di metri). Quando l’allievo arriverà lo accoglierete con la solita esaltazione e, successivamente, andrete a prendere insieme il premio nel luogo designato.

Nel caso non fosse possibile lasciare libero il cane per provare questi esercizi procuratevi una lunghina (una corda di dieci metri provvista di moschettone), agganciatela al collare e lasciate andare il vostro amico. In caso di emergenza potrete recuperarlo più facilmente bloccando la corda con i piedi.

Ricordate che l’obbedienza del cane dipende dalla vostra capacità di essere un buon leader e quindi cercate di non perdere mai la pazienza. Non innervositevi, siate calmi e muovetevi in maniera sicura e determinata dirigendo sempre lo sguardo davanti a voi senza far trasparire apprensione.

Michele Caricato

con la collaborazione di Laura di Marco



mercoledì 2 maggio 2012

Addestrare il cane a venire al richiamo


Ciao Ezio,
ho un cucciolo meticcio di 10 mesi con cui ho da poco iniziato una scuola di addestramento.



Finalmente riesco a lasciarlo libero, senza guinzaglio, e RIPRENDERLO!

Prima non si faceva riprendere neanche col premietto.

Ora la logica che mi è stata insegnata è la stessa del premio, però utilizzandolo in modo tale che lui acquisti fiducia in me, quindi che non è ovvio che a premio segua il guinzaglio e associando lo stesso guinzaglio, quando lo riprendo, a un premio abbondante, in modo che lo associ a qualcosa di piacevole.

Sembra tutto bene se non ché, quando lo lascio, è come famelico, mi salta addosso e mi morde il braccio e la mano (non con cattiveria) perché sa che da lì gli viene il cibo quando io non vorrei dargliene perché non ha fatto niente di speciale per essere premiato.

E in questo modo non si fa più la sua passeggiata libero annusando a destra e a manca, è totalmente dipendente dalla mia mano.

A volte provo ad aprire la mano per fargli capire che non ho niente, o a tenere il braccio steso lungo la gamba in modo tale che mi segua leccando la mano con dentro il premietto ma non saltando e provando a mordere.

Come faccio a renderlo meno dipendente da me, o meglio dal premio?

Grazie
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Rispondono Stefania Dalla Santa e Manuel Severin,  Educatori Cinofili del "Centro Cinofilo Ai Lavai" di Arcade (Treviso)
















Salve,
per risolvere il tuo problema è opportuno porti  qualche domanda…

Capita di “rinforzare” il tuo cane anche quando ha questi atteggiamenti nei tuoi confronti?

Per “rinforzo” si intende qualsiasi processo che aumenta la probabilità che un comportamento si ripeta.

Ad esempio, se il cane ti mordicchia le mani o ti salta addosso per ottenere cibo e tu di tanto in tanto “rinforzi” questo comportamento fornendogli dei bocconcini, probabilmente il tuo 4 zampe continuerà a saltarti addosso perché c’è qualche probabilità di ricevere cibo.

Con la frase: " a volte provo ad aprire la mano per fargli capire che non ho niente,  o a tenere il braccio steso lungo la gamba in modo tale che mi segua leccando la mano con dentro il premietto ma non saltando e provando a mordere."

Viene da pensare che il tuo cane abbia capito che quando ti salta addosso, tu cominci a fargli seguire la tua mano, riuscendo poi ad ottenere cibo.

In questo modo tenderà a proporre nuovamente il comportamento per farti ripetere l’esercizio e quindi riottenere cibo.

Che tipo di premietti utilizzi per educarlo?
Quando si educa un cane si dovrebbe creare una scaletta motivazionale aumentando o diminuendo la qualità del rinforzo a seconda della difficoltà dell’esercizio o dell’ambiente in cui si lavora.

Ad esempio, se ci si allena in un ambiente conosciuto e con poche distrazioni, si può gratificare il cane semplicemente con il cibo che mangia per pasto. 

Se invece si lavora in un ambiente più difficoltoso e notiamo che il cane è meno motivato, rispetto ad altri ambienti, potremmo rinforzarlo con un biscottino.  

Quando la situazione diventa ancor più stimolante probabilmente sarà necessario andare a rinforzare con della carne.

Non esiste una scaletta standard, la si può creare a seconda del soggetto con cui si deve interagire.

Uno dei fattori per cui il tuo cane pretende insistentemente cibo potrebbe essere proprio dato dal fatto che alcuni alimenti, a volte, si rivelano eccitanti perché troppo buoni e non aiutano a lavorare sulla calma, in questo caso ti consigliamo di adoperare del cibo meno prelibato.

Altra cosa da non sottovalutare è quella di non utilizzare troppo i bocconcini per adescare il cane ma per rinforzarlo. 

Una delle tante tecniche per ottenere dei comportamenti è quella dell’adescamento (Lured Traninig); questa dovrebbe essere utilizzata solo per indurre l’animale verso il comportamento desiderato. 

Una volta appreso un comportamento il cibo dovrebbe essere utilizzato soltanto come rinforzo. 

Il rischio è quello che il cane si dimostri concentrato solo sul cibo e non su chi sta interagendo con lui.

Una volta appreso un comportamento e dopo averlo consolidato, questo non dovrebbe più aver bisogno di essere rinforzato con del cibo se non di tanto in tanto. 

Quindi inizialmente si utilizza un rinforzo di tipo continuo, cioè ogni volta si rinforza con il cibo, poi si dovrebbe passare a un rinforzo di tipo variabile, cioè non sempre si rinforza nello stesso modo e con gli stessi tempi ma appunto rendendo tutto il più variabile possibile diminuendo pian piano l’utilizzo del cibo. 

Ad esempio utilizzando rinforzi di tipo sociale come la voce, le coccole, il gioco ecc. ecc. lavorando quindi anche sulla relazione.

Sembra poi, da quel che descrivi, che il cane pensi sempre a “lavorare” senza più dedicare del tempo per esplorare.

E’ stato inserito per caso un segnale di inizio e fine lavoro??

E’ utile inserire un segnale come “guarda”, “vieni”, per chiedere al cane di interagire con noi e cominciare a lavorare. 

Allo stesso modo si dovrebbe inserire uno stimolo come “fine”, “libero”, che comunichi l’interruzione dell’interazione fra te e il cane.

Quando emetti un segnale di fine collaborazione, puoi ignorare il cane, in modo da dissuaderlo dal pretendere ulteriore cibo o attenzioni, incentivandolo nello stesso tempo ad esplorare.

Stefania Dalla Santa e Manuel Severin



lunedì 29 agosto 2011

Come insegnare al cane a venire al richiamo

Salve signor ezio,
ho una cagnetta di appena 5 mesi...

Avevo alcuni problemi a lasciarla a casa sola ma fortunatamente con tanta pazienza ce l'ho fatta ora però ho un altro problema...

Quando era piccolina giravamo sempre senza guinzaglio poi sono stata a Roma per un mese (premetto sono nata a roma ma vivo in un paesino ad avellino) l'ho tenuta al guinzaglio e ora se la sciolgo scappa e non segue più, non mi ascolta se la sciolgo... come devo fare???
Grazie in anticipo.
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Ci penso un po' e poi le metto la risposta con un post sul sito, però vorrei avere qualche informazione in più:
in quali occasioni scioglie la cagnetta? Cioè,.. intendo dire durante le passeggiate in campagna o anche che ne sò.. quando va a fare la spesa?
Cosa fa quando la cagnetta anziché seguirla scappa dall'altra parte? Come passa le sue giornate? Viene in contatto anche con altre persone?
E' un animale che diventerà di taglia piccola, media o grande?
Se ce la fa mi piacerebbe anche avere una foto da inserire nel blog.
A presto
Ezio
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Le rispondo allora lola il suo nome è una cagnetta media taglia di solito la sciolgo in un campo a porte chiuse una specie di stadio dove anche altri cani giocano...
L'ho sempre portata li e quando era piccola appunto stava sempre vicino a me o comunque se la chiamavo veniva.....
Ora quando la porto non posso stare un momento rilassata a fare una passeggiata perche la devo richiamare sempre, ora.... Sotto casa c' è un piazzale dove la portavo a giocare sciolta da piccola.... Ma ora scappa, lei è sempre stata e lo è ancora una cagnetta socievole
è sempre stata a contatto co bambini e persone in generale e si fa amare perche è una giocarellona...
le racconto un'episodio stavamo facendo la solita passeggiata ... Ad un certo punto ho perso di mano il guinzaglio davanti a noi c'era un muretto di circa un metro
era appena tornata come le dicevo da roma pensavo che si fermasse invece ha saltato il muretto ed è corsa via io la chiamavo mentre gli correvo dietro ma lei non si fermava...
Fortuantamente un bimbo che mi conosce l'ha fermata non sapevo cosa fare..... Vede prima non l'avrebbe mai fatto e non capisco....
Comunque alcuni veterinari mi hanno detto che dovrebbe discendere dal labrador ma non so....
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Ma non mi ha detto cosa fa quando la cagnetta le scappa.....
Le urla dietro? la chiama per nome? ha un comando per il richiamo .. tipo VIENI? l
Le corre dietro? si mette a camminare in un'altra direzione? cosa fa di preciso?
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Quando era piccola gli dicevo "ciao Lola" e lei di corsa veniva ed io andavo nella direzione opposta ora se lo faccio a volte viene e non mi fa sgolare
altre glielo devo dire 800 volte altre non viene proprio.... Comunque dopo quell'episodio la sciolgo al campo ma poco sente se la chiamo solo se corro mi segue a volte...
Se gli servono altre informazioni mi dica...
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Dimenticavo quando scappa gli corro dietro urlando il suo nome e anche la frase " ciao lola" forse sbaglio ma ci provo meglio che non fare niente mi dica lei grazie....
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Ciao giorgia,
adesso ho un quadro abbastanza completo...

Innanzi tutto farei la considerazione che non è il fatto che sei andata a Roma e hai cambiato per qualche tempo la vostra routine che fa sì che il rapporto stia cambianto.

E' semplicemente che la cagnetta sta cresendo.

Finchè era cucciola era completamente dipendente da te e bastava il suono della tua voce per farla accorrere.

Adesso sta crescendo e, fidandosi sempre di più delle proprie possibilità, esplora il mondo.

Molto spesso chi non conosce i cani pensa che sia sufficiente parlargli per essere "ascoltati". NON E' COSI'.

I cani non capiscolo le lingue degli esseri umani.

Interpretano il linguaggio del corpo, il tono della voce e sanno leggere i segnali inviati dal proprio padrone in maniera molto fedele, ma se alla base non c'è un insegnamento, una comunicazione condivisa, non possono essere in grado di fare ciò che il loro compagno umano desidera.

Non so se hai letto il post specifico su questo argomento (http://www.addestramento-del-cane.com/2010/04/educazione-del-cane-al-richiamo.html) dove viene spiegato COME insegnare al cane a venire SEMPRE al richiamo.

Leggilo e rileggilo bene perché su quel post c'è tutto ciò che ti serve per far si che il tuo cane venga da te quando lo chiami.

Gli errori da evitare in questa fase critica sono:

Perdere la calma quando il cane scappa;

Urlare e adottare un linguaggio corporeo di rigidezza e perdita di controllo;

Inseguire il cane;

Ripetere più volte il richiamo (nome>comando), se continuiamo a chiamarlo e lui non viene e perdiamo il controlllo della situazione, gli stiamo insegnando che quando viene richiamato può tranquillamente continuare a fare quello che sta facendo e ignorarci.

Se i consigli indicati nel post dedicato al richiamo non dovessero bastare,  per allenarti con la tua cagnetta puoi legarle al collare una cordicella sottile o uno spago robusto lungo diversi metri.
Questo ti permetterà di avere il controllo del cane anche se si allontana.

Se quando impartisci l'ordine (Nome del cane>Vieni) non accorre prontamente, la devi tirare dolcemente
verso di te premiandola e facendogli un sacco di feste quando arriva.

Il tutto con calma e tranquillità, senza alzare troppo la voce, senza sgridare il cane, senza strattonarlo bruscamente.

In particolare ricorda:

MAI punire il cane quando arriva, neppure se fosse arrivato con molto ritardo. I cani vivono nel presente, il cucciolo non può associare la punizione al ricordo di un errore commesso "prima" (quello di non venire),  se fai così ogni volta che lo chiamerai si chiederà se lo stai chiamando per infliggergli una punizione.
Questo è l'errore più grave (e ahimé più frequente) che si possa commettere.

Il cucciolo va chiamato con il comando completo "Nome del cane>Vieni" e non solo con il nome.
Il nome lo sente mille volte al giorno, in mille occasioni diverse e non solo quando vogliamo che venga presso di noi: quindi non basta a farlo scattare con la dovuta prontezza.
Il solo "Vieni" potrebbe andare meglio, ma se si premette il nome si attira l'attenzione del cane in modo che possa recepire perfettamente l'ordine che in questo modo viene rafforzato.

Guarda questo bell'esempio su you tube





Fammi sapere come procede e scrivimi pure se hai qualche difficoltà.

Ezio

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lunedì 5 aprile 2010

Educazione Del Cane Al Richiamo

Ti piacerebbe che il tuo cane venisse di corsa da te ogni volta che lo chiami?


E’ possibile e anzi, relativamente facile, addestrare il cane ad obbedire al richiamo, anche se, essendo  come noi umani un essere vivente e non una macchina, non è possibile avere una sorta di telecomando e far fare al cane ciò che si vuole al 100%.

Come noi umani il cane prova delle emozioni , o meglio non so se nel caso dei cani si possa parlare proprio di emozioni , sicuramente prova delle “sensazioni”, che possono essere positive o negative e  si comporta in modo diverso a seconda dell’ambiente e degli stimoli esterni ai quali è sottoposto.

Per avere un cane che obbedisce al richiamo è indispensabile che colleghi al segnale e al fatto di avvicinarsi a te quando lo esibisci, delle sensazioni positive.
Il cane deve percepire che stare vicino a te vuol dire essere al sicuro, ricevere attenzione, carezze, cibo, coccole, gioco ecc…
Come in qualsiasi altro aspetto dell’addestramento più precocemente si inizia e meglio è.
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Ieri stavo andando a fare una passeggiata con la mia cucciolona dobermann sul greto di un torrente dove la lascio sempre correre un po’ libera, perché si svaghi, si sgranchisca, alleni un po’ la muscolatura e naturalmente anche per rinforzare l’abitudine a venire quando la chiamo anche se si trova molto lontano da me (fischio).
Quando stavo per arrivare sul punto dove di solito la libero, è arrivata in macchina una coppia con un cagnone enorme sul bagagliaio che faceva il diavolo a quattro.
Quando lo hanno fatto scendere ho visto che era un stupendo esemplare di Schnauzer Gigante Nero,.. enorme, molto irruento ed anche lui come la mia molto giovane.
Ho chiesto al proprietario se gradiva che li facessimo socializzare un po’ e se voleva che gli facessimo fare qualche corsa assieme sul greto del torrente.
Per me è importante che il cane impari ad approcciare i suoi simili in maniera civile e più occasioni ci sono per fare nuove amicizie meglio è.
Per quanto riguarda il farli avvicinare, dopo qualche ritrosia, è stato d’accordo, e nel giro di qualche secondo i due animali si erano annusati e tranquillizzati, anche perché di sesso opposto.
Per quanto riguarda invece liberarli e farli correre un po’ sul greto è stato inflessibile:

-Io non lo lascio mai libero.
-Guardi che qui l’ambiente è circoscritto, da una parte c’è il torrente, dall’altra c’è l’argine in cemento, in fondo c’è il lago, le possibilità che il cane sfugga al controllo sono veramente minime
-Non mi fido, … ho paura che mi scappi...

Ed è proprio questo il punto.

Per poter ottenere collaborazione (non cieca obbedienza) dal proprio animale è indispensabile la fiducia.

Non saranno certamente un guinzaglio, o un collare a strangolo, o una museruola che possono garantire che il cane sia sotto il tuo controllo se tu non ti fidi di lui,… e lui di te.

La fiducia non è una sensazione che nasce dal fatto che noi abbiamo sempre dei mezzi fisici per controllare l’animale, ma è un rapporto che va creato e alimentato giorno per giorno.

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Alcuni consigli derivanti dalla mia esperienza e dalle mie letture per far si che il cane venga da te quando lo chiami :

-Fin da cucciolo per farlo venire pronuncia sempre il suo nome ed il comando vieni;

-E’ importante che che il cucciolo venga chiamato con il comando completo, “Nome-Vieni” e non solo con il nome. Il nome lo sente diverse volte al giorno ed in diverse occasioni e quindi non è sufficiente per farlo “scattare” con la dovuta prontezza;

- Quando arriva da te premialo sempre con delle coccole o con un bocconcino o con un gioco , insomma qualcosa di piacevole (puoi rinforzare con il clicker ma su questo farò un post specifico);

-  Le prime volte abbassati, accucciati al suo livello e vedrai che funziona molto meglio;

-  Nella mente del cane il comando deve essere associato a situazioni piacevoli e positive per lui. Se per esempio sta giocando con un altro cane sarà abbastanza difficile offrirgli qualcosa di più gratificante e bisogna in quei casi essere molto pazienti specie quando è cucciolo;

-  Chiamalo per dargli da mangiare, chiamalo per farlo giocare, chiamalo quando stai per portarlo in passeggiata, chiamalo quando sta già venendo verso di te per farsi coccolare, chiamalo quando arrivi a casa;

-  Se il cane è distratto o intento in qualcosa per lui interessante, prima del comando attira la sua attenzione, un battito di mani, un fischio, uno schiocco con la lingua (se non ti guarda);

-  Se invece ti sta guardando ma è indeciso sul da farsi fa uno scarto, o una piccola corsa, abbassati e batti le mani, agita qualcosa… un giocattolo o una cosa che a lui piace, mettiti a correre per farti inseguire;

-  Non dare MAI al cane la possibilità di ignorare quattro o cinque volte il richiamo. Se non viene al primo o al massimo al secondo segnale, ignoralo, girati da un’altra parte, mantieni la calma, non fare l’offeso, va a prenderlo con noncuranza. Fa qualsiasi cosa che non sia ripetere più volte lo stesso comando, altrimente gli insegnerai esattamente quello che non vuoi, ossia ad ignorare il comando.

-  Non punire MAI il cane quando arriva, neppure se prima di venire ha combinato qualcosa di negativo o se non è venuto ai primi richiami. Questo purtroppo è l’errore più grave che viene commesso dai proprietari di cani. L’animale non può associare la punizione ad un errore commesso prima, ma la associerà invece all’ultima azione che ha compiuto, ossia quella di venire, così le volte successive si chiederà se lo stiamo chiamando per punirlo (comando e rapporto di fiducia seriamente compromessi);

-  Fai delle prove in un ambiente circoscritto e poi, man mano che aumenta l’affidabilità, in spazi sempre più aperti;

-  Nel primo anno di vita prendilo come un allenamento da fare quotidianamente, a distanze e in condizioni di distrazione sempre più difficili;

-  Oltre al comando vieni, io insegno sempre ai miei cani ad accorrere quando fischio, è molto utile in campo aperto, quando il cane è fuori dalla vista o lontano. Se non sai fischiare ti puoi procurare un fischietto apposito in vendita nei negozi specializzati.

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