addestramento ed educazione dei cuccioli e del cane adulto

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sabato 28 novembre 2009

Io quì non posso entrare

La vista di questo segnale sulla porta di un negozio generalmente provoca un certo risentimento nei possessori di un cane, quasi come se il gestore di quell’esercizio sia una persona che odia gli animali e quindi anche chi li porta con sé.

Di fatto, se le condizioni di salute degli esseri umani sono di gran lunga migliorate nel corso dei millenni della sua evoluzione, è dovuto in gran parte al miglioramento delle condizioni igieniche in cui si sono abituati a vivere.

Questo comporta che certi luoghi non vengano condivisi con degli animali che, non avendo le nostre esigenze per quanto riguarda l’igiene, potrebbero causarci dei problemi di salute o semplicemente far aumentare il tempo necessario da dedicare alle pulizie.

La comunicazione fra l’uomo e il cane è fatta in gran parte da “abitudini” e, come per i nostri comportamenti, quando si instaura una abitudine poco desiderabile, diventa molto difficile smantellarla e sostituirla con una più positiva.

Tempo fa sono stato un po’ criticato perché su facebook ho scritto che la mia cagnetta il secondo giorno che stava con me aveva già imparato quali erano i locali della casa in cui poteva stare e quelli in cui era assolutamente vietato entrare (camere da letto, bagno).

Anche nel branco dei lupi c’è una gerarchia e, per così dire, diversi “livelli di abilitazione” (per usare un linguaggio informatico) per quanto riguarda i luoghi dove si può, o non si può stare.

Oltre ad un concetto di “territorio proprio”, che viene marcato con gli escrementi e con l’urina, esiste anche un concetto di “dimora” o “tana”. L’animale di rango inferiore per esempio non potrà in alcun caso avere accesso o peggio ancora distendersi sul giaciglio del capobranco.




Se permettiamo al nostro cane di dormire sul nostro letto o sul nostro divano, diventeranno il suo letto ed il suo divano.

Questo, oltre a porre i problemi igienici che accennavo poc’anzi, si tradurrà inevitabilmente in una perdita di leadership da parte nostra e sarà sempre più difficile pretendere obbedienza dal nostro animale.

Ora, se uno ha un Chiwawa o uno Zwergpinsher e non ha problemi di stress, se vuole, se lo può anche permettere, sapendo però che il cane svilupperà il suo istinto di “dominanza”.

Per i possessori di razze più grandi, e che già di per sé (specialmente i maschi) tendono ad essere dominanti (come il dobermann), lo sconsiglio vivamente.

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