addestramento ed educazione dei cuccioli e del cane adulto

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giovedì 28 marzo 2013

La cagnetta Flò piange la notte perché vuole entrare nella mia stanza

Salve, ho una cagnetta di 5 anni di nome Flò che vive in casa con me e la mia famiglia, mentre la notte dorme in giardino in una confortevole cuccia con materasso, coperte, cibo, giochi e riparo adeguati. La mia camera da letto da sul giardino e da un po' di tempo a questa parte Flò piange la notte perché vuole entrare nella mia stanza, impedendomi di prender sonno. Gli altri componenti della famiglia sono contrari a far dormire il cane in casa e sebbene per me non ci sarebbero problemi a dormire con lei nella mia stanza, ho paura che quando tra qualche tempo andrò via il mio cane dovrà di nuovo cambiare le sue abitudini. Questo è un ragionamento a lungo termine (non so tra quanto tempo andrò via ma sicuramente tra più di un annetto) ma comunque è un problema che mi pongo.
Aggiungo che lei ha paura dei rumori forti per cui nelle rare notti di temporale (con tuoni e fulmini) lei dorme con me (altrimenti lei si agita e strappa tutto quello che trova, cosa che invece normalmente non fa mai). Sbaglio a farla entrare? Cosa posso fare?
Grazie.

RISPOSTA di Michele Caricato:


Ciao, Flò è sicuramente un po’ ansiosa e cerca la tua protezione per sentirsi più sicura. Il fatto di permetterle di entrare alcune volte quando c’è una situazione particolarmente stressante purtroppo aumenta il malessere del cane perché lo induce ad esasperare sempre di più i suoi atteggiamenti di paura sapendo che, quando accade, viene protetta.
Io penso che l’ideale sarebbe di farla entrare quando è molto tranquilla; per esempio si è addormentata nella sua cuccia, ma visto che questo non è possibile è importante che, almeno, non le si dia il permesso quando è agitata. 
Quindi:
1. Cerca di ignorarla quando è agitata, non parlarle e non guardarla. Questo attiva ancora di più l’ansia.

2. Dedica invece più tempo quando è rilassata.

3. Passa un po’ di tempo con lei vicino la sua cuccia ma senza troppe coccole; o giocate   assieme oppure ti prendi un libro e stai lì con lei

4. Quando rientri a casa non farle coccole finchè non si è rilassata (di solito 20 minuti)

5. Falla mangiare sempre fuori e lasciale, quando è da sola, qualcosa da sgranocchiare (ossetto oppure un gioco porta cibo)

6. Una grande svolta sarebbe se poteste frequentare assieme un centro cinofilo o una scuola di educazione. Questo permetterebbe a Flò di

     a. Interagire con altri cani e persone e quindi sviluppare un po’ di indipendenza ed autostima.

     b. Imparare a divertirsi con te attraverso il lavoro e degli esercizi da fare assieme che migliorerebbero la sua sicurezza.

     c. Stancarsi e appagarsi mentalmente e fisicamente in modo che sia più piacevole e rilassante stare a casa nella sua cuccia.


Facci sapere come va.

 
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giovedì 17 gennaio 2013

Cane Corso che non vuole uscire

Cane Corso Momo della Valle degli Orsi Ali


Salve! Sono Lisa, ho un cane corso di circa 1 anno e mezzo, abituato a stare in giardino senza uscire perché fino a qualche mese fa avevamo tanti cani e non riuscivano a farli uscire tutti dato che io studio e i miei lavorano. Ora, la scorsa volta ho deciso di comprarle il guinzaglio, ma non appena gliel'ho messo al collo si è piantata per terra e non si è mossa più. Tutti i tentativi sono stati inutili, biscottini, carezze, esortazioni. So che fa così perché magari non sa cosa vuol dire, ma mi può dire cosa posso fare per farla tranquillizzare?
È importante per me, la vedo terrorizzata!

Tante grazie in anticipo.


 Risponde l'istruttore cinofilo e consulente comportamentale 
 Michele Caricato


Ciao Lisa,


il comportamento del tuo cane è abbastanza normale. 
Tutte le esperienze che non vengono fatte fino ai 5 mesi sono sempre molto difficili da proporre perchè il cane ha spesso un atteggiamento sospettoso.


Detto questo non preoccuparti, armati di un pò di pazienza e comincia un piccolo programma per abituare lentamente il tuo cane al guinzaglio.


1) per la prima settimana mettigli collare e guinzaglio prima della pappa o di altri momenti per lui piacevoli. non tenerlo tra le mani ma lascia che lui se lo porti in giro intanto che mangia o gioca con te. durata 10 minuti.


2) la seconda settimana, stesso procedimento ma lasciaglielo per almeno 20 minuti.


3) terza settimana prendi in mano il guinzaglio e segui il cane in giardino, senza guardarlo mai, con indifferenza, senza farti tirare ma comunque cercando di non bloccarlo.


4) quarta settimana come la seconda.


5) quinta settimana inizia a seguire il cane e poi, sempre senza guardare cosa fa, muoviti lentamente verso la direzione che preferisci. Meglio un percorso in linea retta che fai (su e giu') per una decina di minuti. NON voltarti se si blocca, fermati un attimo e poi procedi in avanti.


6) sesta settimana..... pronti ad uscire. Pochi minuti all'inizio poi aumenta.



Michele Caricato 




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venerdì 26 ottobre 2012

cucciolone di pastore tedesco

Gentilissimo Ezio,
Sono Stefania e da poco ho scoperto il tuo bellissimo blog che mi è stato davvero molto utile. Ho un pastore tedesco di quasi 5 mesi, Haiko, è abbastanza tranquillo ed obbediente; con le persone si comporta in modo impeccabile, non salta addosso, capisce molto in fretta quello che gli si chiede e a passeggio (usciamo 2 o 3 volte al giorno anche per un'ora) non tira quasi mai, anzi a volte si attarda fin troppo ad annusare in giro.
L'unico problema a cui non so proprio come reagire è quando incontriamo altri cani, io cerco di distrarlo facendolo sedere e cercando la sua attenzione per evitare che mi tiri come un pazzo e lui risponde bene; se però qualcuno si avvicina con l' intenzione di "fare amicizia", Haiko salta addosso come un matto all' altro cane per giocare. Ora io capisco che è un cucciolo e che appunto vuole giocare, ma non tutti gli altri cani rispondono bene (lo lascio avvicinare solo a cani che mi sembrano tranquilli) e così anche i loro padroni. Come potrei fare per evitare tutta questa eccitazione nei  confronti degli altri cani? Voglio farlo socializzare, ma in un modo meno irruento!
Grazie mille e un saluto,
Stefania
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Ciao Stefania, grazie per i complimenti :-)
come dici tu .. appunto .. è un cucciolo e i cuccioli giocano.

Per cercare di cambiare, o meglio, di far maturare in maniera positiva questo tipo di comportamento, oltre al fatto di lasciarlo crescere, mi sento di darti due consigli:

  1. Non enfatizzare il momento dell'avvistamento/incontro. Va bene cercare di attirare la sua attenzione, ma con noncuranza e, se lo fai, dopo non farlo incontrare con l'altro cane, magari cambia direzione. I cani imparano "per associazione" se tu quando avvisti un possibile problema (rappresentato dal cane che si avvicina) attiri la sua attenzione e poi lo metti seduto e quando è a qualche metro l'altra persona ti si avvicina e fa entrare in contatto i cani, il tuo pastore tedesco trae queste conclusioni: "cane in avvicinamento + rigidità/agitazione di stefania + tensione del guinzaglio + richiesta di attenzione + seduto = possibilità di giocare". Per cui: o cerchi di distrarlo e svicoli da un'altra parte finché non sarà maturato, o affronti decisamente l'incontro cercando di gestirlo al meglio che puoi sempre mantenendo la calma assertiva.
  2. Perchè possa vivere questo tipo di situazioni più tranquillamente è necessario che non siano "eventi eccezionali" e/o "sperati" ma che facciano parte della sua vita quotidiana, per cui è auspicabile che frequenti un centro cinofilo (o degli amici che hanno cani) dove abbia la possibilità di rapportarsi frequentemente con altri cani, finché si sarà abituato anche lui a gestire e controllare la propria emotività.
Spero che queste indicazioni ti possano essere d'aiuto.

A presto.


Ezio 

P.S. mi raccomando non dimenticarti di visitare il sito www.cibo-per-cani.com, avrai la possibilità di acquistare per il tuo Haiko un alimento eccezionale ad un prezzo incredibile (dal produttore al consumatore). Per il Pastore Tedesco ti consiglio il "Dog Bauer Vitality" perché, anche se non fa particolari attività o non lavora è comunque un cane sempre attivo che consuma sempre molte energie.
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Grazie mille per la rapida e completa risposta! Cercherò di fare del mio meglio, ho già iniziato a farlo socializzare con altri cani di amici e,a parte le prime volte in cui é stato un po troppo irruento nell' approccio, ho notato che già va un po' meglio!

 Un saluto e un ringraziamento.

Continua così il tuo impegno è davvero utile a molti (ho consigliato di dare un occhiata al blog anche ad una amica)

Stefania
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Figurati!
Grazie a te ;-)

ezio(@)addestramento-del-cane.com





lunedì 15 ottobre 2012

Husky adottato aggressivo con gli altri cani

Gentile Sig. Ezio,

Le scrivo per chiederle un consiglio.

Un anno fa ho trovato e adottato un husky maschio già adulto, probabilmente abbandonato.

Da quando è con me è sempre stato abituato a rapportarsi con le persone, è tenero e molto giocherellone nonostante non sia più così giovane (lo ha confermato anche il mio veterinario).

Da subito ho però notato che si comportava in maniera strana vedendo altri cani e ancora oggi non sono riuscito a risolvere il problema.

Ogni volta che incrocia un altro cane, sia che lo stia tenendo al guinzaglio sia no, guaisce come se volesse andare ad avere un contatto amichevole con lui, salvo poi cercare di aggredirlo ferocemente una volta avvicinatosi, senza distinzioni di comportamento in base al sesso dell'altro cane (non cerca nemmeno di annusarlo, a causa dell'istinto violento che lo spinge ad aggredire).

Io ho ipotizzato che moltoprobabilmente, sin da cucciolo, sia stato poco a contatto con altri cani (o coni genitori stessi), avendo quindi disturbi a rapportarsi con i suoi simili, non comprendendone il linguaggio.

A causa di questi suoi comportamenti, e dopo alcuni falliti tentativi di socializzazione, sono costretto a tenerlo sempre lontano da altri cani, pur essendo consapevole che questo non faccia altro che aggravare la situazione.

Tenendo conto del fatto che non possa conoscere quali siano stati i suoi traumi passati, cosa posso fare per abituarlo ad avere un rapporto sano con i suoi simili (o perlomeno a non farlo essere pericoloso quando lo porto in giro!)?

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Risponde l'istruttore cinofilo e consulente comportamentale 
 Michele Caricato


Sicuramente il comportamento del cane è dovuto ad una scarsa socializzazione da cucciolo e a poche esperienze relazionali anche in età adulta. L'atteggiamento è legato all'incapacità e all'insicurezza e quindi per aiutarlo è fondamentale essere noi a mostrare qual è il comportamento più corretto da tenere.

  1. cominciare o migliorare l'insegnamento di esercizi di base come SEDUTO E RESTA (almeno una o due settimane in assenza di stimoli esterni);
  2. tudiare la "distanza" sotto la quale il cane comincia ad avere la sua reazione negativa (esempio: se vede un cane a 20 metri comincia a ringhiare);
  3. esercitarsi negli esercizi appresi ad una distanza superiore quella di tolleranza (per esempio ci mettiamo a 25 metri da un’area cani) per una settimana;
  4. la quarta settimana riposo, ci esercitiamo solo a casa aumentando la difficoltà degli esercizi di RESTA e introducendo magari il terra.
  5. quinta settimana lavoriamo sotto la soglia di tolleranza (esempio 18 metri).

Ripetiamo tutto il ciclo (quindi 5 settimane) questa volta aggiungendo l'esercizio del DIETRO FRONT: camminiamo in linea retta e facciamo dei cambi di direzione (direzione opposta) sorprendendo il cane.


E' fondamentale quando giriamo guardare diritto avanti a noi e non controllare o aspettare il cane, anzi, accelleriamo in modo che debba correre per mettersi al nostro passo.

LA PARTE FONDAMENTALE DI QUESTO CICLO E' CHE VOLTANDOCI E PORTANDO VIA IL CANE (QUALCHE METRO) GLI INSEGNIAMO A DARE LE SPALLE ALL' AVVERSARIO.

Questa è solo la prima parte del lavoro ma che credo che sia già abbastanza. Sono sicuro che il tuo cane sarà felice della novità e che, con pazienza, potrete ottenere dei buoni miglioramenti.



martedì 4 settembre 2012

Pippo - Bassotto/Labrador adottato con problemi di comportamento

Buongiorno Signor Ezio,
sono Roberta vorrei rubarle qualche minuto per alcuni consigli sul mio cucciolo.

Il 22 giugno ho portato a casa un meticcio il suo incrocio dovrebbe essere tra un bassotto e un labrador, così mi è stato detto, è un cane con motli problemi però sembra che abbia accettato la nostra presenza subito . Non si avvicina a nessuno tranne a mia figlia di 11 anni accetta il cibo, anzi quando siamo a tavola qualcosa bisogna dare anche a lui per fargli capire che è di famiglia. Ora, da qualche giorno a questa parte, quando qualcuno entra in casa, in particolare se sono di sesso maschile, abbaia e spesso ringhia e abbiamo problemi a farlo smettere in paticolare se il maschio è un bambino.
 Nonostante Pippo cerchi sempre la nostra compagnia, non ha mai voluto entrare in casa a dormire vuole stare in cortile (ho un cortile grande dove corre e fa quello che vuole visto che è privato) non accetta coccole da mio marito però se lo vede mangiare deve fargli compagnia. Non riusciamo a mettrgli ne collare ne guinzaglio, di conseguenza non possiamo uscire di casa con lui, mi è stato detto che da piccolo  ha patito molto sia la fame che altro, visto il suo comportamento iniziale ora invece si è scatenato e ho paura per quando vengono amici a trovarci, cosa posso fare per aiutare sia lui che noi?  È normale questa situazione ?
Dove ha sporcato in modo che io pulisca subito vuole giocare e spesso cerca di mordere giocando fino alle 9 del mattino poi si calma e dorme sempre cercando un posto vicino a me o a mia figlia fino al pomeriggio spesso non si vede a parte quando smette di fare i suoi pisolini e viene in cerca di noi per giocare qualche minuto poi torna a nanna fino alle 17 dopo di che bisogna dargli attenzione perchè se no comincia a tirarti i vestitit finchè non smetti e ti dedichi a lui verso le 19 mangia poi vuoe giocare quando dico a nanna cerca un posto in cortile e si addormenta tranquillo fino al mattino dopo. A volte mi capita che vomiti il mangiare e non capisco perchè ma vedo che corre salta gioca e ringhia quando qualcuno entra in casa perfino mio marito sembra quasi che sia geloso e possessivo nei confronti sia della casa che di mia figlia e mia. Il nostro problema è risolvere il suo continuo abbaiare con tutti e riuscire a mettergli il collare e guinzaglio quando li vede scappa terrorizzato e dopo per dispetto fa i bisogni dove non deve farli. Mi scusi se mi sono divulgata tanto ma tengo molto a questo cucciolo e la signora che me la regalato dice che siamo la prima famiglia con cui è stato per tanto tempo infatti a giugno quando è arrivato dalla Calabria è stato affidato a cinque famiglie prima di arrivare da noi.
Ringrazio anticipatamente se puo' aiutarci con Pippo, aspetto una risposta se può a questa mail grazie ancora.
Roberta

Risponde l'istruttore cinofilo e consulente comportamentale                                                 Michele Caricato

Ciao Laura,

hai fatto veramente un bel lavoro fino a questo momento e Nerone è molto fortunato ad aver trovato
la vostra famiglia.

Il problema in questo momento è che le sue esigenze stanno cambiando; il cane ha 3 necessità VITALI:

1 - affetto e protezione (importanti dalla nascita ai 5 mesi)
2 - attività fisica e mentale (fondamentali dai 3 mesi in poi)
3 - regole per trovare il suo ruolo nel branco ( comincia dai 5 ai 7 mesi)

In più, avendo passato qualche brutto momento da cucciolo lui ha anche una quarta esigenza:
RECUPERARE POSITIVITA'.

Per quest'ultima esigenza la cosa importante è non ricordargli quello che ha passato! 

NON trattatelo in maniera particolare e NON abbiate mai pena per lui. 

Quello che è stato è stato. 

Ora lo aspetta una vita bellissima quindi DIMENTICATE QUELLO CHE E' SUCCESSO E NON GIUSTIFICATE I SUOI COMPORTAMENTI SCORRETTI.

Se siete particolarmente permissivi lui penserà che c'è qualcosa che non va in LUI e che non lo ritenete ALL'ALTEZZA di rispettare delle regole ed essere disciplinato (esigenza 3).

DEVE USCIRE (esigenza 2). 

Quindi prima di dargli la pappa mettetegli collare e guinzaglio. Per la prima settimana non portatelo fuori ma lasciategli il guinzaglio per una mezzoretta.

La seconda settimana cominciate ad uscire facendo sempre più strada.

Questa parte è fondamentale. Se non esce non socializza e se non socializza nei prossimi mesi
non raggiungerà mai un EQUILIBRIO stabile.

Michele Caricato




lunedì 16 aprile 2012

adozione cane da un canile


Ciao Ezio,
abbiamo deciso di adottare un incrocio col boxer dal canile (vedi foto
allegata).

Ha circa 1 anno e mezzo.

Cosa ci consigli per iniziare un minimo di addestramento?

Grazie in anticipo.

Marco e Francesca

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Whow!!,

bravi :-) che bel cane!

E' già in casa con voi o è ancora in canile?

Se è possibile informatevi sulla storia del cane... anche se ha una importanza relativa.

Ossia può avere importanza se ha un passato problematico...

Generalmente i problemi dei cani sono stati passati loro dagli esseri umani che li hanno gestiti, però può darsi che si portino appresso qualcosa che è meglio sapere prima....

Quello che vi consiglio Ë di porvi degli obiettivi.

Un cane è un essere vivente che sarà con voi per parecchi anni, cercate di stabilire subito come saranno scandite le vostre giornate con lui, quali saranno gli spazi in cui dovrà/potrà stare, quanto tempo giornalmente potrete dedicargli.

Con i miei cani fin dai primi istanti viene stabilito subito che ci sono dei tabù.

Non tutto è permesso.

Certe stanze sono tabù (per me il bagno e la camera da letto),

avvicinarsi al tavolo mentre noi stiamo mangiando è tabù, salire sul divano è tabù.

Queste sono regole che valgono per me, per la mia organizzazione familiare (non è detto che siano regole generali)..

Una volta stabilite da subito certe regolette la convivenza o "educazione" o "addestramento" vengono da sole.


Sul blog, se vi guardate bene tutti i post, trovate tutto quello che c'è da sapere

per stabilire un rapporto corretto e piacevole con il nuovo membro della vostra famiglia.

Una cosa che ci tengo a segnalarvi è il sito www.cibo-per-cani.com, sul quale potrete acquistare il primo cibo per cani creato da allevatori in vendita on line, un alimento professionale per il vostro cane di qualità elevatissima ad un prezzo imbattibile direttamente dal produttore a casa vostra.

Fatemi sapere come va e contattatemi pure se avete qualche problema.

In bocca al lupo.

Ezio
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Nuova domanda da Marco e Francesca:

Ciao Ezio,

ci siamo sentiti, ovviamente via mail,  annunciandoti che stavamo per adottare un cane dal canile di due anni e mezzo.

E' con noi ormai da un mesetto buono, ascolta abbastanza tranne quando siamo fuori che "parte per la tangente" con gli odori e non sente più nessuno (incrocio tra pointer e boxer, segugio).

Oggi però eravamo al parco seduti sull'erba e lui a un tratto ha alzato la gamba facendomi la pipì sulla schiena.

Sai dirci che cosa significa? Sui forum abbiamo letto "sei suo quindi marchia territorio" oppure "sei inferiore per lui".

Un Grazie in anticipo, confidiamo in una tua risposta.

Marco & Francesca



Ciao Marco e Francesca ,
rispondono alla tua domanda gli Educatori Cinofili Stefania Dalla Santa e Manuel Severin  del centro cinofilo “Ai Lavai” di Arcade(Treviso).


Tutti i cani hanno un comportamento cosiddetto di Default, quindi automatico, che è quello dell’esplorazione.

Si tratta di un’esigenza che non può essere quindi cancellata ma bensì disciplinata e contestualizzata in alcuni momenti e situazioni della giornata. 

Questo comportamento è sicuramente più accentuato nei cani da caccia, in quelli di sesso maschile e nei soggetti che hanno passato e/o passano lunghi periodi rinchiusi in spazi limitati senza poter uscite per delle passeggiate.

Il nostro consiglio è di lasciare all’animale, almeno 10-15 minuti di tempo, per esplorare libero nelle immediate vicinanze di casa. 

L’operazione è possibile se si ha a disposizione un’area sicura e recintata oppure assecondando il cane con una corda o un guinzaglio estensibile di lunghe dimensioni.
(vedi anche il post sull'educazione del cane al richiamo -ezio)

La cosa probabilmente non sarà da sola sufficiente per risolvere totalmente il problema ma sicuramente abbinando il nostro consiglio a degli esercizi di attenzione e a degli esercizi mirati alla condotta e allo stare vicino da fermo, quasi sicuramente la cosa si potrebbe risolvere.

Per quanto riguarda l’atto di urinare sulla schiena i significati molte volte sono diversi e non è secondo noi giusto dare un significato a questo comportamento senza aver potuto prima analizzare bene la situazione.

A volte urinare è considerato anche un comportamento di stress e di disagio. 

La cosa migliore è quella di affrontare un piccolo corso di educazione presso un educatore cinofilo che utilizza metodi di educazione gentili, basati sulla comunicazione, sulla collaborazione e sul rispetto reciproco.

I corsi di educazione sono importanti non solo per l’animale ma anche per i proprietari che possono aver modo di imparare come entrare in sintonia col proprio amico a 4 zampe e di leggere in modo adeguato alcuni comportamenti e segnali che il cane utilizza per comunicare.

Stefania Dalla Santa e Manuel Severin


sabato 18 febbraio 2012

Controllo degli stimoli, cooperazione senza stimoli coercitivi.

 

Traduzione non ufficiale da “Don’t Shot The Dog di Karen Pryor"

Ezio De Bona

www.addestramento-del-cane.com

Stimolo

Qualsiasi cosa che causa qualche tipo di risposta comportamentale è chiamata stimolo.

Alcuni stimoli possono causare risposte senza alcun apprendimento o addestramento.

Arretriamo se c’è un rumore forte, chiudiamo gli occhi se c’è una luce intensa e tendiamo a gironzolare per la cucina se ci aleggiano intorno profumi appetitosi; gli animali farebbero le stesse cose.

Questi suoni, luci o odori, sono chiamati stimoli incondizionati, o primari.

Altri stimoli sono appresi per associazione con un comportamento rinforzato: i semafori ci fanno fermare e ripartire, balziamo a rispondere quando suona un telefono, in una strada affollata ci giriamo se sentiamo pronunciare il nostro nome, e così via.

Nel corso della giornata rispondiamo ad una moltitudine di segnali appresi.

Questi sono chiamati stimoli, spunti, o segnali.

Impariamo i segnali perché il comportamento ai quali lo associamo ha una storia per essere stato rinforzato.

Alzare il ricevitore del telefono lo fa smettere di squillare (rinforzo negativo) e ci porta una voce umana (rinforzo positivo, o così si spera).

Il segnale, o lo stimolo discriminante pone la base o ci dice di continuare con un comportamento che in passato ha portato a un rinforzo.

Al contrario, l’assenza di stimolo ci informa che per quel dato comportamento non c’è nessun rinforzo imminente.

Se alzi la cornetta di un telefono che non sta suonando, tutto quello che senti è il tono della centrale telefonica.

Una parte considerevole degli sforzi dell’addestramento formale consiste nello stabilire uno stimolo discriminante.

Il sergente istruttore con un plotone di reclute o il proprietario di un cane in un corso di addestramento sono egualmente coinvolti primariamente nel far obbedire gli ordini ai soggetti che vengono addestrati, che di fatto sono stimoli discriminanti.

Non è impressionante che un cane si possa sedere o che un uomo si possa mettere sull’attenti, ma ciò che è impressionante è che venga eseguito con precisione a seguito di un comando.

Questo è quello che chiamiamo “obedience”, non la semplice acquisizione di comportamenti, ma la garanzia che vengano eseguiti alla esibizione del segnale.

Gli psicologi lo chiamano “portare un comportamento sotto il controllo di uno stimolo”.

E’ difficile da insegnare, l’apprendimento ha delle regole e le regole devono essere esaminate.

Che importa se non ti interessa dirigere un gruppo di cani o se nella tua vita non hai mai pensato di addestrare una squadra di persone?

Puoi ugualmente servirti del controllo degli stimoli.

Per esempio se i tuoi figli fanno finta di niente e non vengono da te quando li chiami vuol dire che sei scarso nel controllo degli stimoli.

Se sei il supervisore di altre persone e ti capita di dover dare un ordine o una istruzione due o tre volte prima che vengano eseguiti hai un problema con il controllo degli stimoli.

Hai mai sentito uscire dalla tua bocca queste parole: “Se te l’avessi detto una sola volta, te l’ho detto un migliaio di volte, non…. (sbattere la porta, o lasciare il tuo asciugamano bagnato sul divano o qualsiasi altra cosa)"?

Quando dire una volta o un migliaio di volte non funziona, il comportamento non è sotto il controllo di stimoli.

Possiamo pensare di avere il controllo degli stimoli quando in effetti non lo abbiamo.

In questi casi ci aspettiamo che il comando o il segnale venga eseguito ed invece non lo è.

Una reazione umana comune è quella di aumentare il segnale.

La cameriera non capisce il tuo francese? Parla più forte.

Di solito questo non funziona.

Il soggetto deve riconoscere il segnale; altrimenti non importa se urli, o se lo fai squillare attraverso un impianto di amplificazione di una rock-band, otterrai sempre uno sguardo vuoto.

Un’altra reazione umana al fallimento di ricevere una risposta a stimoli condizionati è quella di "dare di matto".

Questa funziona solamente se il soggetto sta esibendo un comportamento indesiderato o se non sta dando una risposta ben appresa ad un segnale ben appreso.

A volte una opposizione, come un’interruzione o una dimostrazione di temperamento (forza) può elicitare buoni comportamenti.

A volte il soggetto risponde correttamente ma in ritardo o in maniera dilatoria.

Spesso una risposta pigra ai comandi è dovuta al fatto che al soggetto non è stato insegnato a rispondere velocemente.

Senza rinforzo positivo, non solo per la risposta corretta al segnale ma anche per la prontezza della risposta, il soggetto non ha avuto l’opportunità di imparare che ci sono benefici a rispondere velocemente al segnale.

Il comportamento non è completamente sotto controllo dello stimolo.

La vita reale abbonda di cattiva gestione del controllo degli stimoli.

Ogni volta che una persona prova a esercitare l’autorità, un’altra persona è probabile che si mettansi guai per “disobedience”; ma il problema reale è che i comandi non sono capiti o i segnali non possono essere obbediti – comunicazione povera o controllo degli stimoli sciatto.

Stabilire un segnale d’azione

Gli addestratori convenzionali partono con il segnale d’azione, prima di iniziare la formazione: “Seduto!” poi spingono il cane nella posizione di seduto.

Dopo molte ripetizioni il cane impara a sedersi, per poter evitare di essere spinto giù e a tempo debito impara che la parola seduto è la sua opportunità di evitare di essere strattonato esibendo il comportamento di sedersi.

I segnali d’azione o comandi convenzionali sono, di fatto, rinforzi condizionati negativi.

Nel condizionamento operante, dalla parte opposta, prima formiamo (shaping) il comportamento.

Perché, dopotutto, dire al cane qualcosa che non può ancora capire?

Una volta che il comportamento è sicuro, gli diamo forma durante o immediatamente dopo un particolare stimolo.

Per esempio, con il clicker e i rinforzi, sviluppiamo il comportamento di sedersi- velocemente, ordinatamente a lungo, spesso, qui nell’erba o li nel tappeto, mescolando condizioni diverse finché il cane non ci offre il suo “seduto” con grande fiducia, nella speranza di guadagnarsi il rinforzo.

A questo punto introduciamo il segnale d’azione come una specie di via libera , una opportunità di guadagnare rinforzi per quel particolare comportamento.

Questo tipo di segnale d’azione diventa un rinforzo positivo condizionato: è garantito che porta al rinforzo.

Ci sono diversi modi di introdurre un segnale.

Puoi produrre il segnale quando il comportamento sta cominciando, rinforzi il completamento e poi ripeti questa sequenza in tempi diversi, in posti diversi spostando gradualmente il segnale indietro nel tempo finché arriva prima che il comportamento abbia inizio.

Pian piano l'allievo identificherà il segnale come opportunità di essere rinforzato per quel particolare comportamento e quando dici "Seduto" il cane si metterà seduto.

Un secondo metodo - e questo è quello che usiamo coi i delfini- è l'alternanza del segnale e dell'assenza del segnale.

Il comportamento si manifesta frequentemente.

Dici "Seduto" e click quando il cane si siede.

Poi, per una o volta o due, lasci che il cane si sieda senza cliccare e senza alcun rinforzo.

Poi dici "Seduto" di nuovo e rinforzi il comportamento di sedersi che segue il segnale.

Nella stessa sessione di addestramento stai rinforzando il "seduto con segnale" e spegnendo il "seduto senza segnale".

Una volta che il tuo allievo ha capito come funziona, si possono collegare nuovi segnali a nuovi comportamenti in questo modo praticamente istantaneamente.

Comunque si possono presentare delle difficoltà con animali "acerbi" o inesperti che stanno imparando i loro primi segnali d'azione.

La difficoltà nasce da un processo chiamato estinzione.

L'estinzione si riferisce alla rimozione di un rinforzo per un comportamento che solitamente dava dei frutti.

E' una esperienza contraria e può generare emozioni.

Sono stata inzuppata dalla testa ai piedi da un delfino furioso per non essere stato ricompensato per un comportamento che in precedenza gli aveva fatto guadagnare un pesce.

Un terzo modo per aggiungere un segnale d'azione è quello di modellare, plasmare (to shape) la reazione al segnale come se fosse essa stessa il comportamento.

Se è il primo comportamento insegnato con il clicker ad un cucciolo, devi trovare il momento in cui il cane correndo verso di te ti fa praticamente inciampare per farti vedere che si siede: "Guarda, lo sto facendo, non vedi?" Il clicker trainer direbbe che ti sta "lanciando un seduto" (throwing sits at you).

Questo è il momento perfetto per introdurre il segnale.

Il cane è pronto ad apprendere il segnale d'azione, e tu devi essere in grado di dire al cane quando il sedersi funzionerà, così non offrirà più spontaneamente il comportamento giusto sotto ai tuoi piedi ogni volta che ti vede con dei generi alimentari in mano.

Tira fuori il clicker e i bocconcini, dì "Seduto", e clicca il primo piccolo movimento della groppa verso il terreno: non l'intero comportamento, solo l'inizio del movimento.

Getta a terra il bocconcino così il cane si deve tirare su per mangiare, di nuovo dì "Seduto" e di nuovo clicca prima che l'azione di sedersi sia completata.

Puoi rendere il segnale molto marcato: aggiungi un segno con le mani, alza un braccio, scandisci il comando.

Assicurati di cessare tutti i segnali ausiliari nell'istante in cui clicchi.

Spesso in questo modo si può ottenere un vigoroso "Seduto" a segnale in pochi click.

Poi torna a cliccare il "Seduto" a segnale ma quando il posteriore è completamente a terra (così il cane non prende l'abitudine di eseguire un mezzo-seduto).

Il passo successivo è inframezzare dei comportamenti già ben appresi - tipo chiamare il cucciolo per qualche coccola- fra prove di dare e rinforzare il nuovo segnale di seduto.

L'ultimo passo è modellare il comportamento dell'attesa del segnale- mezzo secondo, poi un secondo, poi tre secondi- finche il cane è visibilmente in attesa e non propone alcun comportamento finché non arriva il segnale.

Quando questo accade puoi cominciare a lasciar perdere tutti i segnali ausiliari e usare solamente le parole.

Hai sviluppato una risposta al segnale come comportamento operante, offerto intenzionalmente nella speranza di guadagnare rinforzi.

Nelle mie osservazioni questo è il sistema più veloce per stabilire sia segnali individuali, che la generalizzazione che i segnali sono indicazioni su quale comportamento esibire.

Una donna portò ad uno dei miei seminari un cucciolo di labrador nero di quattro mesi appena adottato da un allevamento.

Il sabato alla pausa pranzo la aiutai a modellare il primo comportamento con l'ausilio del clicker, distendersi a terra.

Mi sento sicura nell'affermare che il cucciolo non conosceva alcun segnale ed era innocente, senza alcun tipo di addestramento.

C'è voluto molto tempo perché il cucciolo notasse che quello che faceva aveva un certo effetto sull'arrivo dei bocconcini.

Nel pomeriggio il gruppo si allenò nel riconoscimento di segnali di modellamento.

Il giorno successivo, alla pausa pranzo, vennero da me la stessa proprietaria con lo stesso cucciolo.

Indovinate cosa aveva imparato questo cucciolo in ventiquattrore: seduto, a terra, rotolare, un super "high five" nel quale il cucciolo si rotolava a sinistra e lanciava la zampa destra il più alto possibile in aria- e l'inizio di un riporto.

Inoltre il cucciolo era elettrizzato, un cane completamente diverso, attento, divertito, con tutti i muscoli coinvolti - pronto alla vita.


sabato 4 febbraio 2012

Cane maschio che segna il territorio

 NateLove (flickr)

Cristina scrive:

Da quello che ho letto e' importante far capire al cane chi comanda e fin qui tutto ok! Non ho problemi nel portare il cagnolino a spasso a farlo ubbidire ai comandi il problema piu' grosso seppure il cane sia "mignon" un Pincher nano e' il continuo segnare il territorio e quaesto accade sia in casa che in giardino! Sono arrivata al punto di far stare fuori il cane perche' non era piu' possibile una convivenza in casa! Non potevo lavare tutti i giorni il divano e dico tutti i giorni! Qualsiasi cosa venga lasciata fuori che si tratti di una bici, di una busta della spesa, per nn parlare dei fiori che vengono sistematicamente bruciati e....il fortissimo odore che infastidisce non poco e....l'igiene ! Insomma sta diventando una situazione insostenibile al punto che ho pensato persino di regalarlo ma mi spiace per mio figlio... E comunque vorrei almeno provare a risolvere il problema! Oltretutto e' furbo, lo fa solo quando sa di non essere visto! Che devo fare? Grazie sin d'ora !Cri
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Ezio:
I cani, soprattutto i maschi, "segnano il territorio".

Annusano per sentire se qualcun altro (o loro stessi) hanno lasciato il proprio odore e "marcano" nuovamente.
Quando un punto è stato segnato , finché emana odore, continua ad essere ripassato.

"Marcare" il territorio con l'urina per il cane significa stabilire la sua dominanza o l'affermazione che qualcosa gli appartiene.

Segnano il territorio anche i cani in situazione di "ansia da separazione", perché marcare il territorio contribuisce a far crescere la sicurezza in se stessi.

Le razze di piccola taglia tendono a marcare il territorio in casa di più delle razze più grandi.

Alcuni cani sentono il bisogno di alzare la gamba e "segnare" tutte le cose nuove che entrano in casa, siano borse della spesa, nuovi mobili o cose che appartengono agli ospiti.   
Per liberarti da questo problema devi agire su due versanti: 
  • eliminare completamente l'odore
  • eliminare il comportamento
Eliminare completamente l'odore dalle parti contaminate dall'urina di cane non è una cosa semplice specialmente su superfici porose (legno), i cani hanno un olfatto potentissimo e lavare semplicemente la superficie con prodotti "normali", non è sufficiente. 

Se le superfici non sono molto impregnate dopo aver lavato bene con un prodotto detergente puoi usare una soluzione di acqua e aceto per neutralizzare l'ammoniaca contenuta nell'urina.

Nei negozi per animali ci sono dei prodotti specifici per la pulizia e/o addirittura repellenti.

L'importante è non usare prodotti a base di ammoniaca perché, anziché eliminarlo, rinforzano l'odore.

Quando le superfici sono perfettamente pulite è utile impedire l'accesso alle zone incriminate per almeno un paio di giorni, dopodiché si può far rientrare il cane nei suoi luoghi abituali  facendo attenzione a non perderlo di vista nemmeno per un secondo.

Confina il cane in una stanza dove possa essere tenuto costantemente sotto controllo.

Coglierlo sul fatto facendogli provare una sensazione negativa è la cosa più potente che puoi fare.

Il tempismo è fondamentale.

Devi munirti di una bottiglietta di plastica nella quale sono state inserite delle monetine e appena il cane fa semplicemente il gesto di alzare la zampai agita con forza la bottiglia per interrompere con il forte rumore l'azione del cane.

Oppure afferra velocemente il cane per la collottola (la stessa azione che fa la mamma con i cuccioli quando oltrepassano certi limiti) dagli una scrollatina e ponilo per qualche tempo in un'altro luogo (o una gabbia) dove sia chiuso e isolato per un po' di tempo.

Non occorre che stia isolato ore, il cane vive nel presente, dopo qualche minuto è già scollegato dall'evento, l'importante è che colleghi l'azione del "marcare in casa" con la sensazione negativa e l'isolamento sociale.

Se il cane non è destinato alla riproduzione si può prendere in considerazione la castrazione.

I cani che vengono sterilizzati da giovani tendono a marcare molto meno il territorio e questa pratica può avere effetti positivi anche nei cani più anziani.

Parlane con il tuo veterinario, ti saprà dare tutte le indicazioni necessarie.

Un'altra soluzione potrebbe essere impedire "fisicamente" al cane di urinare facendogli indossare una "belly-band" come queste:






Ti consiglio inoltre, oltre a ripassare i vari post di questo blog, di acquistare qualche libro o scaricare un corso in video lezioni su come addestrare il tuo cane cliccando qui



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mercoledì 15 giugno 2011

Come far smettere al cane di uccidere le galline

ciao,
sono la padrona di una segugia e un labrador.
loro sono stati presi al canile quando erano cuccioli e ora sono come fratelli.

Il mio grosso problema con loro è che mi uccidono le galline.

All'inizio no ma poi, con passare del tempo,.. prima o poi entrano nel recinto e fanno man bassa
c'è un qualche rimedio per evitare tutto ciò?
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E' un bel problema....

Insegnare  a due cani le cui razze sono state selezionae da secoli per la caccia a non cacciare non è una sfida da poco.

Se anche per una sola volta hanno provato l'enorme eccitazione e il piacere che gli da rincorrere le galline, catturarle e poi ucciderle sarà difficile fargli perdere il vizio.

Difficile ma non impossibile.

Quello che a mio avviso bisogna fare è collegare l'azione dell'incursione nel pollaio a qualcosa di sgradevole per il cane.

Bisogna osservare attentamente come si svolge l'attacco dei cani alle galline e trovare un punto (appena prima che si compia il misfatto) in cui si può attivare qualcosa che spaventi a morte il cane.

Potrebbe essere un rumore fortissimo, un secchio d'acqua postoall'entrata del pollaio che si rovescia sopra il cane, un filo elettrico di quelli usati nei recinti delle pecore o dei cavalli, qualsiasi cosa che abbia un impatto forte e inatteso. 

L'importante è che sia uno shock improvviso e che venga legato all'azione che si vuole evitare.

Cito il padre dell'etologia Konrad Lprenz in "E l'uomo incontrò il cane":
"Totalmente sbagliato è voler insegnare a un cane l'ubbidienza per mezzo del castigo, come pure batterlo dopo che ci è scappato durante una passeggiata, attratto da qualche animale selvatico. Con questo sistema non gli si farà mai perdere l'abitudine di scappare, ma tutt'al più quella di tornare indietro, poiché questa è quella più vicina nel tempo al castigo e, come tale, viene ad esso immancabilmente associata. L'unico sistema per curare in modo radicale un cane dal vizio di allontanarsi è sparargli dietro con una fionda ogni volta che sta per scappare. Il colpo gli deve arrivare del tutto inatteso e la cosa migliore è che non si accorga che quel fulmine a ciel sereno è partito dalla mano del suo padrone. Proprio perché è inspiegabile, quell'improvviso dolore fa così impressione sul cane"

Questo libro che per molti versi è ancora validissimo è stato scritto nel 1950, al giorno d'oggi ,oltre ad avere delle conoscenze etologiche più approfondite, abbiamo anche dei mezzi tecnologici più sofisticati. Comunque quel che conta è l'idea, il principio generale.

Se dopo averlo "spaventato a distanza" richiamiamo il cane e lo premiamo (meglio se >Clicker e >premio) aggiungeremo un rinforzo positivo all'azione di allonanamento dal pollaio.




martedì 14 giugno 2011

Cane Maltrattato


ZOE

Salve sono Daniela,
ho una cagnona trovatella di 3 anni e mezzo. L'ho recuperata vicino ad un camping in riva al mare dove mi hanno detto che ciondolava da circa 5 mesi, aveva tra i 10 mesi e 1 anno (aveva già i denti permanenti ma non era mai stata in calore).

Zoe (il nome del mio cane) è un incrocio di pastore tedesco [e a scelta: pastore abbruzzese(di cui ha il timbro della voce) o husky o altro], 33 kg di cane insomma....

Facendola breve è stata maltrattata, ho lavorato molto con lei ma non sono soddisfatta. Avete dei libri da consigliarmi (anche in inglese)al riguardo?



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Ciao Daniela,
bellissimo il nome Zoe, complimenti per esserti presa questa cucciolona  abbandonata con tutti i problemi che ne conseguono.

Magari mandami una foto dela tua cagnetta che la inserisco nel post (ezio(@)addestramento-del-cane.com)

Libri ce ne sono diversi,... bisognerebbe sapere quali sono i problemi che presenta la cagna, nonché il contesto in cui vive ecc. ecc., comunque ti segnalo



I "Segnali Calmanti" sono una parte fondamentale del sistema di comunicazione del cane nel gruppo sociale.
Il metodo è stato studiato e formalizzato da Turid Rugaas alla fine degli anni 80, con il suo collega Ståle Ødegard. 

Vesla, una piccola Elkhound randagia con grossi problemi comportamentali, le dimostrò che il cane può riappropriarsi delle capacità di comunicazione che per la sua storia ha smesso di usare. 

Il messaggio è tanto semplice, ovvio, quanto profondo: una relazione bidirezionale si fonda su una comunicazione bidirezionale.

"...Quindi io spero che iniziate ad osservare, a capire meglio il vostro cane e sentirvi più vicini alla perfetta relazione uomo-cane.
Finora tale relazione è stata sostanzialmente a senso unico: noi chiediamo e lui risponde. Capire il suo linguaggio può non essere ancora sufficiente per la perfetta relazione, ma è un gran passo nella giusta direzione.
Ogni volta che incontri o sei con un cane puoi scegliere: essere minaccioso o essere calmante. Non vi è assolutamente mai motivo, mai nessuna scusa, che giustifichi la minaccia, l'intimidazione, o peggio la punizione." 

"...Essere capaci di comunicare, essere realmente capiti dai cani, è una sensazione stupenda sia per le persone sia per i cani. I "segnali calmanti" sono la chiave, e vedere attraverso quella porta aperta è stato per me come vivere il sogno dell'infanzia del parlare con gli animali."


Turid Rugaas lavora da più di trent’anni con i cani.

Ha fon­dato e dirige il centro di educazione cino­fila "Hagan Hundeskole" in Norvegia nei pressi di Oslo.

Il percorso professio­nale, dopo l'iniziale interesse e collabo­razione con i Club Cinofili, si è poi orientato alla ricerca e sviluppo di propri metodi di training che ha applicato oltre che all'educazione di base e a quella dei cani da salvataggio, anche all'attività agonistica con ottimi successi nelle "prove di lavoro" e nei concorsi di "obedience". 

Alla fine degli anni ottanta con il suo collega Stale Odegard ha studiato, descritto e sistema­tizzato i "Calming Signals" - "Segnali Calmanti" nel cane.

Il libro sull'argomento, nelle numerose traduzioni, sono stati e sono tra i best seller del settore specifico e costituiscono punto dì riferi­mento riconosciuto per gli operatori de! settore in tutto il mondo.

La competenza e l'originalità di idee e proposte operative si coniuga perfettamente con la ca­pacità di divulgare, comunicare ed istruire così che Turid Rugaas è richiestissima per corsi com­pleti e campus come per conferenze e simposi in ogni parte del mondo.

In lingua inglese ti segnalo:



Il libro di Karen Prior che spiega in maniera dettagliatissima le basi, il funzionamento e la tecnica del rinforzo positivo con gli animali (e con gli esseri umani)

1—Reinforcement: Better than Rewards
In which we learn of the ferocity of Wall Street lawyers; of how to—and how not to—buy presents and
give compliments; of a grumpy gorilla, a grudging panda, and a truculent teenager (the author); of gambling,
pencil chewing, falling in love with heels, and other bad habits; of how to reform a scolding teacher or a
crabby boss without their knowing what you've done; and more.
2—Shaping: Developing Super Performance Without Strain or Pain
How to conduct an opera; how to putt; how to handle a bad report card. Parlor games for trainers. Notes
on killer whales, Nim Chimpsky Zen, Gregory Bateson, the Brearley School, why cats get stuck in trees, and
how to train a chicken.
3—Stimulus Control: Cooperation Without Coercion
Orders, commands, requests, signals, cues, and words to the wise; what works and what doesn't. What
discipline isn't. Who gets obeyed and why. How to stop yelling at your kids. Dancing, drill teams, music,
martial arts, and other recreational uses of stimulus control.
4—Untraining: Using Reinforcement to Get Rid of Behavior You Don't Want
Eight methods of getting rid of behavior you don't want, from messy roommates to barking dogs to bad
tennis to harmful addictions, starting with Method 1: Shoot the Animal, which definitely works, and ending
with Method 8: Change the Motivation, which is more humane and definitely works too.
5—Reinforcement in the Real World
What it all means. Reading minds, coaching Olympic teams, how happiness can affect corporate profits,
ways to deal with other governments, and other practical applications of reinforcement theory.
6—Clicker Training: A New Technology

From the dolphin tanks to everyone's backyard: dog owners around the world put away the choke chain
and pick up the clicker. Long-term benefits: accelerated learning, precision, reliability, better
communication, and fun. The Great Internet Canine Hot Dog Challenge; some truly fetching horses; a pilot
pilot program; and clicking and autism. Changing the world one click at a time.
Resources
Acknowledgments
About the Author
Foreword
This book is about how to train anyone—human or animal, young or old, oneself or others—to do
anything that can and should be done. How to get the cat off the kitchen table or your grandmother to stop
nagging you. How to affect behavior in your pets, your kids, your boss, your friends. How to improve your
tennis stroke, your golf game, your math skills, your memory. All by using the principles of training with
reinforcement.




mercoledì 10 novembre 2010

come far smettere al cucciolo di sporcare in casa


Una lettrice del Blog ha postato un commento con la richiesta di aiuto perché ha un cucciolo di 13 mesi che fa ancora la pipì in casa.

Non è assolutamente tardi per intervenire.

I cani, come gli esseri umani, imparano per tutta la loro vita,.. solo che anche loro, quando prendono un'abitudine fanno fatica a togliersela.

Il modo migliore per cambiare le abitudini è sostituirle con altre.

Per educare il cucciolo a non sporcare in casa valgono i consigli dati nel post "Educazione Igienica Del Cucciolo" .

Nel caso l'abitudine sia ormai radicata bisogna agire con qualche strategia supplementare.

Per esempio, Teresa dice: "il cane ha sempre fatto i suoi bisogni in casa sul classico 'tappetino'..."

Ok....,  sappiamo che lo stimolo a urinare e a defecare nei cani viene attivato da un segnale olfattivo, per cui se c'è in casa un tappetino con l'odore dell'urina e delle feci del cane, l'animale sarà stimolato a farla sempre in quel posto.

Per cui:
lavare, disinfettare e profumare il tappetino; se è possibile mettiamolo fuori (senza lavarlo) in un luogo dove è desiderabile che il cane possa espletare le sue funzioni corporali; evitiamo nella maniera più assoluta che in casa ci sia da qualche parte l'odore che fa partire lo stimolo.

Generalmente il cane si "svuota" dopo aver mangiato (in modo particolare i cuccioli), fa particolare attenzione nei momenti successivi al pasto, oppure portadi proposito il cane in passeggiata dopo avergli dato da mangiare.

Controlla l'ora in cui sporca ( feci ) e registra il tempo trascorso dall'ultimo pasto, sposta l'ora dei pasti in modo da regolare l'ora in cui dovrà sporcare, di solito il cane ben alimentato depone le feci in numero uguale ai pasti principali.



Se il problema si verifica di notte non lasciare l'acqua a disposizione del cane dopo una certa ora del pomeriggio.... dipende dalle proprie abitudini...,  potrebbe essere intorno alle 5 o le 6.

L'ultima cosa che si fa la sera prima di andare a letto deve essere quella di portare fuori il cane perché faccia i bisogni, per cui, se ciò avviene verso le 10 - 11 di sera il cane dovrebbe essere in grado di resistere fino alla mattina dopo.

E' possibile anche far dormire il cane chiuso nel suo trasportino; è molto difficile che sporchi dove deve dormire e perlomeno si farà sentire quando gli scappa.

Se "becchiamo" il cucciolo o il cucciolone mentre la sta facendo la punizione più adeguata è quella di prenderlo per la collottola e, come fanno le cagne con i loro cuccioli, dargli una bella scrollatina, salvo poi portarlo fuori perché finisca i bisogni in luogo adeguato.

E' indispensabile tarare le uscite per i bisogni in base alle necessità del cane e cercare di mantenere le abitudini costanti.

E' opportuno che il rapporto con il cane sia maturo e consapevole. I cani depongono feci ed urine anche per marcare il territorio e per segnare i confini, un cane sottomesso potrebbe essere indotto a sporcare quando in assenza del "Capobranco" manifesta la volontà di diventarlo. Oppure un cane dominante lo potrebbe fare per manifestare la sua supremazia nella conduzione del branco.

Mi sono dimenticato di scrivere fra le prime cose che naturalmente, quando la fa nel posto giusto va premiato e coccolato in tutti i modi che conosciamo (compreso il clicker).

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mercoledì 18 novembre 2009

Educazione Igienica Del Cucciolo

Un concetto importante dell'etologia è la cosiddetta territorialità.

Un animale che si trova sul territorio che considera proprio si comporta assai diversamente che se fosse su un territorio che non è suo.

Anche i limiti territoriali propri comunque sono graduati secondo una vera e propria scala gerarchica.

La dimora di primo grado, ossia il luogo in cui si dorme, si riposa, si gioca, si mangia o si partorisce, non viene mai sporcato.

Ora,.. un cucciolo appena arrivato in casa si trova improvvisamente proiettato in un territorio completamente estraneo ed è compito esclusivamente nostro conferirgli lo status di "Dimora Di Primo Grado". Bisogna considerare anche che il cucciolo non ha il controllo completo dei propri sfinteri fino al raggiungimento dell'età di tre mesi.

Sarà quindi perfettamente inutile, ed anzi molto dannoso, sbattere il cucciolo violentemente con il muso nei propri escrementi perché rafforzerà in lui la convinzione di essere in un ambiente ostile e non in quella che da quel momento dovrebbe essere la sua dimora.

La mia cagnetta Agnes dal secondo giorno in cui è stata con me mi ha fatto capire chiaramente, sia di giorno che di notte, quando era ora di uscire per fare i bisogni.

Bisogna considerare alcune cose.

Tutti gli animali (uomo compreso) si esprimono quasi completamente con il linguaggio del corpo.

Chi conosce i cani sa che soprattutto i cuccioli quando devono orinare annusano il terreno e si muovono in un modo molto caratteristico.

Ciò è ancora più evidente quando devono defecare.

Bisogna inoltre considerare che il cucciolo inferiore ai tre mesi tenderà a defecare poco dopo aver mangiato, tenderà a orinare quando si sveglia dai numerosi sonnellini.

Un cucciolo in normali condizioni di salute farà i bisgni al mattino quando si sveglia, dopo ogni pasto e dopo un vigoroso esercizio fisico.

Risulta quindi relativamente facile approfittare di queste occasioni per portarlo a "sporcare" in un luogo che lui potrà considerare il suo gabinetto.

Certo i primi giorni ci vuole un pò di impegno, soprattutto di notte, ma un pò di sacrificio nei primi giorni ripagherà immensamente, evitando arrabbiature ed incomprensioni.

Una sera venne a trovarmi un'amica perchè voleva vedere la cucciola.

Dopo averci giocato un bel po' eravamo seduti e stavamo chiacchierando.

Ad un certo punto ho visto che la cucciola annusava il pavimento "in quel certo modo" ed ha anche guaito nella maniera che ho imparato a riconoscere come premonitrice di "orina o feci".

Dissi all'amica "sembra che deva fare pipì" e lei "come fai a saperlo".. "dal modo in cui annusa il pavimento" le dissi.

Siccome però l'aveva fatta solo una mezzoretta prima ritenni di sbagliarmi e continuai a chiacchierare.

10 secondi dopo c'era un bel laghetto. Me ne accorsi mentre la stava ancora facendo e la presi al volo per portarla fuori.

La mia amica a quel punto... "ma non la sgridi?"... "non la punisci per farle capire che ha sbagliato?" .. ed io "non c'è motivo che punisca la cucciola se quello che ha sbagliato sono io...."

Erano i primi giorni,... adesso la nostra comunicazione si è affinata ulteriormente..... e se è vero che io ci so fare parecchio, è altrettanto vero che questa è la cagnolina più sensazionale che mi sia mai capitata.

Quì sotto c'è un piccolo filmato in cui si può notare il modo caratteristico di annusare il terreno e di muoversi prima di defecare.

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