addestramento ed educazione dei cuccioli e del cane adulto

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mercoledì 2 maggio 2012

Addestrare il cane a venire al richiamo


Ciao Ezio,
ho un cucciolo meticcio di 10 mesi con cui ho da poco iniziato una scuola di addestramento.



Finalmente riesco a lasciarlo libero, senza guinzaglio, e RIPRENDERLO!

Prima non si faceva riprendere neanche col premietto.

Ora la logica che mi è stata insegnata è la stessa del premio, però utilizzandolo in modo tale che lui acquisti fiducia in me, quindi che non è ovvio che a premio segua il guinzaglio e associando lo stesso guinzaglio, quando lo riprendo, a un premio abbondante, in modo che lo associ a qualcosa di piacevole.

Sembra tutto bene se non ché, quando lo lascio, è come famelico, mi salta addosso e mi morde il braccio e la mano (non con cattiveria) perché sa che da lì gli viene il cibo quando io non vorrei dargliene perché non ha fatto niente di speciale per essere premiato.

E in questo modo non si fa più la sua passeggiata libero annusando a destra e a manca, è totalmente dipendente dalla mia mano.

A volte provo ad aprire la mano per fargli capire che non ho niente, o a tenere il braccio steso lungo la gamba in modo tale che mi segua leccando la mano con dentro il premietto ma non saltando e provando a mordere.

Come faccio a renderlo meno dipendente da me, o meglio dal premio?

Grazie
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Rispondono Stefania Dalla Santa e Manuel Severin,  Educatori Cinofili del "Centro Cinofilo Ai Lavai" di Arcade (Treviso)
















Salve,
per risolvere il tuo problema è opportuno porti  qualche domanda…

Capita di “rinforzare” il tuo cane anche quando ha questi atteggiamenti nei tuoi confronti?

Per “rinforzo” si intende qualsiasi processo che aumenta la probabilità che un comportamento si ripeta.

Ad esempio, se il cane ti mordicchia le mani o ti salta addosso per ottenere cibo e tu di tanto in tanto “rinforzi” questo comportamento fornendogli dei bocconcini, probabilmente il tuo 4 zampe continuerà a saltarti addosso perché c’è qualche probabilità di ricevere cibo.

Con la frase: " a volte provo ad aprire la mano per fargli capire che non ho niente,  o a tenere il braccio steso lungo la gamba in modo tale che mi segua leccando la mano con dentro il premietto ma non saltando e provando a mordere."

Viene da pensare che il tuo cane abbia capito che quando ti salta addosso, tu cominci a fargli seguire la tua mano, riuscendo poi ad ottenere cibo.

In questo modo tenderà a proporre nuovamente il comportamento per farti ripetere l’esercizio e quindi riottenere cibo.

Che tipo di premietti utilizzi per educarlo?
Quando si educa un cane si dovrebbe creare una scaletta motivazionale aumentando o diminuendo la qualità del rinforzo a seconda della difficoltà dell’esercizio o dell’ambiente in cui si lavora.

Ad esempio, se ci si allena in un ambiente conosciuto e con poche distrazioni, si può gratificare il cane semplicemente con il cibo che mangia per pasto. 

Se invece si lavora in un ambiente più difficoltoso e notiamo che il cane è meno motivato, rispetto ad altri ambienti, potremmo rinforzarlo con un biscottino.  

Quando la situazione diventa ancor più stimolante probabilmente sarà necessario andare a rinforzare con della carne.

Non esiste una scaletta standard, la si può creare a seconda del soggetto con cui si deve interagire.

Uno dei fattori per cui il tuo cane pretende insistentemente cibo potrebbe essere proprio dato dal fatto che alcuni alimenti, a volte, si rivelano eccitanti perché troppo buoni e non aiutano a lavorare sulla calma, in questo caso ti consigliamo di adoperare del cibo meno prelibato.

Altra cosa da non sottovalutare è quella di non utilizzare troppo i bocconcini per adescare il cane ma per rinforzarlo. 

Una delle tante tecniche per ottenere dei comportamenti è quella dell’adescamento (Lured Traninig); questa dovrebbe essere utilizzata solo per indurre l’animale verso il comportamento desiderato. 

Una volta appreso un comportamento il cibo dovrebbe essere utilizzato soltanto come rinforzo. 

Il rischio è quello che il cane si dimostri concentrato solo sul cibo e non su chi sta interagendo con lui.

Una volta appreso un comportamento e dopo averlo consolidato, questo non dovrebbe più aver bisogno di essere rinforzato con del cibo se non di tanto in tanto. 

Quindi inizialmente si utilizza un rinforzo di tipo continuo, cioè ogni volta si rinforza con il cibo, poi si dovrebbe passare a un rinforzo di tipo variabile, cioè non sempre si rinforza nello stesso modo e con gli stessi tempi ma appunto rendendo tutto il più variabile possibile diminuendo pian piano l’utilizzo del cibo. 

Ad esempio utilizzando rinforzi di tipo sociale come la voce, le coccole, il gioco ecc. ecc. lavorando quindi anche sulla relazione.

Sembra poi, da quel che descrivi, che il cane pensi sempre a “lavorare” senza più dedicare del tempo per esplorare.

E’ stato inserito per caso un segnale di inizio e fine lavoro??

E’ utile inserire un segnale come “guarda”, “vieni”, per chiedere al cane di interagire con noi e cominciare a lavorare. 

Allo stesso modo si dovrebbe inserire uno stimolo come “fine”, “libero”, che comunichi l’interruzione dell’interazione fra te e il cane.

Quando emetti un segnale di fine collaborazione, puoi ignorare il cane, in modo da dissuaderlo dal pretendere ulteriore cibo o attenzioni, incentivandolo nello stesso tempo ad esplorare.

Stefania Dalla Santa e Manuel Severin



martedì 2 marzo 2010

Il Rinforzo Positivo

L'addestramento basato sul rinforzo, che deriva dalla branca della psicologia chiamata "comportamentismo", è quel modo di istruire chiunque, animale o essere umano, vecchio o giovane, se stessi o qualcun altro, ad apprendere e adottare determinati comportamenti desiderati.

Far smettere il cane di abbaiare, oppure allenare se stessi a non rispondere male ai propri genitori o ai propri figli.

Riuscire ad influenzare il comportamento dei propri animali, dei pripri figli, del capoufficio o dei propri amici.

Aumentare le proprie abilità: a ballare il tango, apprendere una lingua straniera, essere convincente con i Clienti, giocare a scacchi o accrescere le capacità di memoria.

Tutto questo usando i principi dell'allenamento/addestramento basati sul rinforzo.

Noi tutti adottiamo inconsapevolmente continuamentedei rinforzi quando tentiamo di cambiare il nostro comportamento o quello altrui, solo che di solito lo facciamo in maniera poco appropriata.

Minacciare, litigare, imporre il proprio punto di vista ecc. ecc.

Critichiamo gli altri quando le cose vanno male e non si comportano come noi desidereremmo e ci perdiamo l'opportunità di elargire il nostro apprezzamento quando tutto va bene.

Siamo severi ed impazienti con i nostri figli, con i nostri familiari, .. persino con noi stessi e ci sentiamo anche in colpa per questo.

Qualcuno suppone di poter raggiungere i propri scopi anche senza causare sofferenza, ma è poco usuale, non si riesce a concepire.

Gli istruttori, gli insegnanti e i trainer più all'avanguardia e più illuminati si avvalgono delle leggi del rinforzo positivo.

Qualunque sia l'obiettivo dell'insegnamento,..sia tenere tranquillo un bambino alla cassa del supermercato, che educare un cucciolo a non fare la pipì in casa, che fare da coach ad una squadra di rugby oppure imparare a memoria una poesia, sarà molto più facile e divertente se sai come usare il rinforzo positivo.